Quote by Viaggio alla scoperta dei nuovi talenti

La stagione liceale è ormai finita. Dopo aver seguito le kermesse più importanti come il McDonald’s All-American, il Nike Hoop Summit e il Jordan Brand Classic, analizziamo nel dettaglio i giocatori prossimi a sbarcare in Ncaa che hanno colpito maggiormente per quello che hanno fatto vedere sul parquet in queste partite.

Il miglior prospetto del paese

Michael Porter Jr. è il giocatore più atteso della classe 2017. Dopo aver rinunciato all’accordo firmato con Washington, ha deciso di andare a Missouri dove il papà è appena stato ingaggiato come assistente. Porter è un atleta nel vero senso della parola, visto che abbina altezza (2.08 cm), fisico e tecnica. Dà il meglio di sé quando può correre in transizione proprio per via del fatto che può puntare l’avversario e batterlo arrivando sino al ferro dove spesso chiude in grande stile. Non è raro vederlo concludere in alley-oop dopo aver tagliato alle spalle della difesa, e per via del fisico ben strutturato regge molto bene i contatti realizzando diversi giochi da tre punti. È un ottimo rimbalzista tanto in attacco quanto in difesa, da dove può avviare il contropiede. E poi ha un range di tiro già calibrato addirittura sulla distanza Nba.

Nonostante le indubbie capacità da ball-handler, trova delle difficoltà quando deve attaccare contro la difesa schierata per via di un primo passo non fulmineo. Proprio per questo il più delle volte è costretto a ritornare sui suoi passi e ripiegare su di uno step back che comunque esegue egregiamente. Dovrà assolutamente migliorare in difesa, soprattutto sul perimetro, dato che sembra più a suo agio quando è accoppiato con un lungo vero, su cui fare tagliafuori. Le vere difficoltà emergono quando invece deve difendere su un esterno che lo attacca. Raramente tiene due o tre palleggi consecutivi e la cosa peggiore è che il maggior difetto sembra sia la volontà a provarci.

 

Il dominatore d’area

Mohamed Bamba è il prospetto più intrigante del lotto soprattutto per gli ampi margini di miglioramento che possiede. I mezzi fisici sono senz’altro il suo punto di forza. Corpo statuario di 210 cm, apertura di braccia pazzesca (7 piedi e 8 pollici), atletismo e verticalità imbarazzanti. Può essere un autentico dominatore d’area e non a caso è catalogato innanzitutto come un rim protector. Ma sarebbe sbagliato ridurre la valutazione solo a rimbalzi e stoppate, perché Bamba è un discreto difensore in post negli scivolamenti e in anticipo dove utilizza le mani veloci. Corre bene il campo in transizione e a rimbalzo offensivo è un pericolo costante anche perché gioca sempre con grande energia. Inoltre è un giocatore che fa molto affidamento sui suoi istinti per questo va indirizzato.

In attacco è un talento grezzo, tutto da costruire. Nonostante possieda sia il fisico che i movimenti, quando è costretto a mettere palla a terra appare ancora impacciato soprattutto se si cimenta in un 1-vs-1. Fin quando è a pochi passi dal canestro e bisogna appoggiare o schiacciare il pallone può essere un fattore, ma appena si allontana dal canestro inizia a essere molto meno pericoloso, nonostante abbia il tiro nelle sue corde. I mezzi fisici sono un punto a suo favore, eppure deve mettere ancora della massa muscolare per poter contenere al meglio i diretti avversari che hanno più chili di lui e che tendono a spostarlo. Infine ha delle qualità da passatore che si intravedono pochissimo, ma non devono essere sottovalutate. Spetterà agli staff tecnici di chi lo prenderà (Kentucky, Duke, Michigan o Texas) lavorare sul ragazzo per farlo migliorare.

 

Genio e sregolatezza

Dopo aver parlato di due giocatori intorno ai 210 centimetri, passiamo a un play da 190. Collin Sexton è un giocatore completo che si rende utile tanto in difesa quanto in attacco, dove è capace di creare sia per sé che per gli altri. Con il pallone tra le mani fa praticamente quel che vuole, e quando accende l’interruttore della creatività escono delle giocate spettacolari, segno inconfondibile di una visione di altissimo livello. Possiede un tiro piuttosto efficace da ogni parte del campo anche se deve lavorare per limare qualche difetto nella meccanica. È molto competitivo e anche positivo, votato al gioco di squadra e con un linguaggio del corpo di quelli che scaldano il pubblico. In difesa è un marcatore tosto che muove bene sia i piedi negli scivolamenti sia le mani per infastidire il palleggio, talvolta con annessi recuperi.

Nel contesto di coach Avery Johnson ad Alabama sarà senz’altro un’aggiunta non da poco. Certamente dovrà imparare a non abusare della voglia di inventare sempre e comunque. La sua ricerca talvolta ostinata del passaggio impossibile o ad effetto comporta un numero consistente di palle perse che andrebbero evitate. Allo stesso modo spinto dalla sua grande competitività tende ad eccedere negli 1-vs-1 per dimostrare di essere il più forte. La sua maggior debolezza resta però il fisico. Piuttosto basso per la media delle combo-guard con una struttura fisica non eccelsa. Compensa col fatto di essere molto atletico, fattore che abbinato alla velocità di piedi gli permette di arrivare al ferro con disinvoltura, anche se la conclusione in avvicinamento non è quella più gettonata.