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Washington State: i migliori della Pac12 (per ora)

Autore: Stefano Russillo
Data: 28 Nov, 2017

3-3 il record dopo le prime sei partite della passata stagione.

6-0 quello di questo inizio di stagione.

In una Pac12 in crisi, Washington State al momento è paradossalmente l’unica certezza della conference (insieme ad Arizona State). In preseason i coach l’avevano indicata come la squadra più debole. Oggi, dopo la vittoria del Wooden Legacy contro San Diego State, guardano dall’alto programmi come Arizona, UCLA o USC. Durerà? Molto probabilmente no (ma siamo al college, chissà). Una cosa è certa: i Cougars sono un’altra squadra rispetto a quella che ha concluso la passata stagione con un record di 13 vittorie e 18 sconfitte e non solo grazie ai redshirt freshmen Milan Acquaah e Arinze Chidom. Queste prime partite possono essere riassunte così: rimonte improbabili, uno stile di gioco fatto di corsa e triple e un duo finora inarrestabile come Malachi Flynn-Robert Franks.

Sei partite finora, tre rimonte. La prima è arrivata nell’opening night all’overtime contro Texas Southern, dopo essere stati sotto di 22 punti, guidati da uno straordinario Robert Franks. Il junior è uno stretch-4 capace di fare tutto sul campo: sa segnare (18.5 punti di media), andare forte a rimbalzo (6.3) e passarla (3). In una parola: versatile.

 

Sta tirando con il 48.5% da tre su oltre 5 tentativi a partita. Un’eccezione? No. Il gioco di coach Ernie Kent si basa tutto su corsa, transizione e triple. Durante gli allenamenti imposta il cronometro di tiro sui 12 secondi, invitando i suoi ragazzi a spararla da tre non appena ne hanno la possibilità. Detto-fatto: il 47.2% dei punti dei Cougars è frutto di triple con oltre 31 tentativi a partita e una percentuale di realizzazione del 41.7%.

Rimonte e triple, triple e rimonte: ne sanno qualcosa i nostri Scott Ulaneo e Mattia Da Campo che con la loro Seattle si sono visti rimontare i 10 punti di vantaggio con un secondo tempo “for the ages” di Carter Skaggs, junior transfer che a vederlo lo scambiereste per il tipico ragazzo cicciottello di una qualsiasi serie tv americana. 26 punti con 7 triple per uno dei nostri beniamini che in stagione viaggia con il 57,7% da tre.

 

Ci è voluto, però, il Wooden Legacy per capire di che pasta fossero fatti questi Cougars. Il torneo è stato la perfetta vetrina per il go to guy della squadra: la guardia Malachi Flynn che in stagione sta viaggiando a 17.7 punti, 4 rimbalzi e 4.7 assist di media. Quarti di finale contro Saint Joseph’s: -20 e parziale di 51-33 nel secondo tempo con 16 triple di squadra e la tripla del sorpasso a 6” dalla fine ad opera di Flynn. Semifinale contro Saint Mary’s: 62% dal campo nella seconda metà della gara, la partita della vita di Kwinton Hinton e l’upset è servito. Il migliore in campo? Ovviamente Flynn con una prestazione da 26+7+4.

 

Finale contro San Diego State: sotto di 9 a 8 minuti dalla fine WSU piazza un parziale di 25-9 guidata dal duo Flynn-Franks che combinano per 46 dei 93 punti finali, cifra che i Cougars non raggiungevano dal 2011. Dal 2009 Washington State non vinceva un torneo stagionale, l’ultima apparizione al grande ballo risale, invece, ad un anno prima: 2008. Che sia la stagione giusta per tornarci? Difficile (molto), ma meglio non scommettere contro una squadra dalle rimonte improbabili.

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