Quote by Le top performance della week in Big 12

Situazione sempre più caotica in Big 12. Kansas si aggiudica il big match di sabato contro Texas Tech, ma perde contro Kansas State, fallendo il possibile aggancio. I Wildcats sono sempre più primi e più convincenti, con Baylor subito dietro. I Red Raiders si riscattano, distruggendo West Virginia, che nel frattempo ha vinto la sua seconda partita contro un Oklahoma che va sempre più a sud. Una settimana di fuoco che rende più appassionata la corsa alla corona. Ve la riassumiamo in cinque prestazioni.

La classifica della Big 12 a nove giornate dal termine

1.Makai Mason, 40 pts contro TCU

Un uomo di un’altra categoria. Ecco cosa è Makai Mason. Due settimane fa, aveva distrutto West Virginia con 29 punti e il 60% dal campo e ci siamo strabiliati. Era solo la superficie. Il secondo tempo contro gli Horned Frogs è stato una delizia per chiunque. Una macchina implacabile da canestri, soprattutto da tre. Ecco le cifre: 40 punti, 14/20 dal campo e 9/12 da tre, 90-64 il risultato finale. I Bears, con Mason in campo, sono un bell’intrigo da sciogliere, perchè l’ex Yale sa come manipolare le difese a suo piacimento ed è un gran vedere. Ha il passaporto tedesco, quindi potrebbe essere un prospetto interessante per l’Europa. Intanto noi ce lo godiamo.

2. Lindell Wigginton, 28 pts contro West Virginia

Non è stata una stagione facile per Wigginton. Ha perso il quintetto per infortunio e, al suo ritorno, ha trovato il suo posto occupato. Nessun problema. Si è riciclato come fantastico sesto uomo. Contro West Virginia ha fatto vedere perché lo scorso anno era stato accostato alla Nba. Il 93-68 denota che il test contro WVU non è stato dei più probanti, ma la prestazione di Wigginton rimane. Sgasa a piacimento e semina i difensori per attaccare il ferro come faceva un certo Dennis Smith. Non ha lo stesso folle atletismo, ma sa come segnare. Iowa State si candida come darkhorse per la March Madness

3. Dean Wade, 24 pts contro Oklahoma State

Perfetto. 9/9 dal campo. 3/3 da tre. Dean Wade è il gioiello della corona. Il principe della squadra di Bruce Brown. Con una difesa come quella dei Wildcats, quarta della nazione, avere un attaccante che svaria dal post basso alla linea dei tre punti è decisivo per allungare i parziali. La mano di Wade è morbidissima, i movimenti sono da ballerino e in difesa non è più una tassa come lo scorso anno. È un altro prospetto da Europa che ci coccoliamo per un altro anno in Big 12.

4. Derek Culver, 23+12 contro Texas Tech, 13+14 contro Oklahoma

A distanza di tre giorni, Culver si prende in mano West Virginia. Ha sfruttato l’infortunio di Sagaba Konate per prendersi il quintetto e ha sfruttato il marasma generale per prendersi le responsabilità. Il freshman dell’Ohio non è il tipico centro mobile di Bob Huggins che stoppa e corre per il campo. È un giocatore dal post medio che ha un piazzato dai 4/5 metri molto affidabile, una capacità di conquistare falli non indifferente, 15-24 contro i Red Raiders, e è difficile da spostare sotto il canestro. Nel -31 contro TT ha giocato 35 minuti, segnando il suo massimo in carriera, e contro Oklahoma ha portato i suoi alla seconda vittoria in Big 12. Huggins ha trovato forse una gemma per il futuro.

5. Devon Dotson, 20 pts contro Texas Tech

Si è improvvisato terzo violino nel big match di sabato. Si dice che è stato ispirato da un video pre-partita di Devonte Graham che esortava i ragazzi ad essere più liberi in campo. Dotson lo ha preso alla lettera. Il suo secondo tempo è stato come un thriller asfissiante. Ansia provocata in difesa, tre rubate, e sospiro di sollievo dopo le triple in attacco, 3/5 per lui. Senza paura, attacca il canestro. Dovrebbe essere un esempio per i suoi compagni, spesso con il freno a mano tirato. Anche nella sconfitta contro Kansas State è stato uno dei salvabili.