Quote by Jackson-Wallace fenomeni, in calo Texas

Chi sale

Indiana. Scegliamo di metterla tra i promossi grazie alla vittoria (e alla solida prestazione) contro Michigan State con una prova di Romeo Langford finalmente decisivo. Occhio però che Juwan Morgan, il giocatore più forte della squadra, si è infortunato alla spalla e non si sa se e quante partite dovrà saltare (anche se coach Archie Miller ha lasciato intravedere ottimismo).

Washington. Non solo la squadra è stabilmente in cima alla Pac 12 e ancora imbattuta in conference (anche se il livello della conference non è elevatissimo quest’anno), ma in più fa ha ricevuto il commitment di Isaiah Stewart che ha scelto gli Huskies invece di Kentucky o Duke. Non male.

Makai Mason (Baylor). Ok, lo ripetiamo forse è ora di portare il nome della guardia ex Yale tra quelli da segnarsi non solo in ottica Big 12, ma proprio in ottica best-of-Ncaa. È sempre più il leader della squadra e il suo recente 9/12 dall’arco (per 40 punti totali) ha spazzato via TCU. Adesso Baylor è in striscia da 6 gare e una delle vere sorprese della stagione.

Jeremiah Martin (Memphis). Gara contro South Florida. Punti nel primo tempo: zero. Punti nel secondo: 41. Ecco, non è una cosa che capita tutti i giorni. La squadra peraltro poi ha perso la gara.

Brad Davison (Wisconsin). Decisivo nella vittoria contro Maryland, sia in difesa (dove resta un cliente davvero scomodo per tutti) sia in attacco, dove ha fatto male con il suo 4/6 dall’arco. Se i Badgers vogliono vincere hanno bisogno che lui e D’Mitrik Trice supportino Ethan Happ sui due lati del campo.

Marquette. 10/a la posizione dell’anno scorso nella % dal campo concessa agli avversari. Ultima nella conference. Prima la posizione attuale nella stessa statistica. E 10/a è invece la posizione nel ranking, mai così in alto negli ultimi 7 anni. Ecco la vera contender di Villanova nella Big East.

Arkansas. Squadra giovanissima (340/a per esperienza nella D I) che ha però un centro come Daniel Gafford pronto per l’Nba e un freshman come Isaiah Joe che tira con il 43.5% da 3 . Si sono fatti rimontare dal +18 ma poi hanno battuto LSU sul suo campo, infliggendo ai Tigers la prima sconfitta nella SEC.

Jhivvan Jackson & Keaton Wallace (UTSA). La terza coppia più prolifica della D-I (43.7 punti) ha macinato record in settimana: i 46 punti di Jackson contro Western Kentucky e i 45 di Wallace contro Marshall sono rispettivamente la 2a e la 3a miglior prestazione realizzativa in singola partita nella storia della C-USA. Il tutto mentre Jon Elmore (Marshall) metteva a segno la 6a miglior performance (44 contro UTEP). Quarantotto ore da pazzi in una delle mid-major conference più appassionanti che ci siano.

Northeastern. Era data per favorita nella Colonial a inizio stagione ma, poi, ha balbettato più del previsto. La squadra di Boston però ha vinto 6 delle ultime 7 gare ed è seconda in classifica dopo aver messo fine alla lunghissima striscia positiva di Hofstra (16 vittorie) con una prova molto convincente, specialmente nella metà campo difensiva. Gli Huskies possono crescere ancora: fate attenzione a loro, a marzo.

Shakyla Hill. Sconfiniamo per una volta nel basket femminile, ma non possiamo esimerci. La giocatrice di Grambling State contro Arkansas Pine-Bluff ha registrato una quadrupla-doppia da 21 punti, 16 rimbalzi, 13 assist e 10 recuperate, dopo che già ne aveva fatta segnare un’altra nel gennaio 2018. È la prima giocatrice della storia della Ncaa ad avere realizzato due quadruple doppie in carriera.

Chi scende

Kansas vs Ncaa. Difficile dire se siano più in calo le quotazioni di Kansas, che dovrà rinunciare al lungo Silvio De Sousa a causa delle regole Ncaa o se sia più da bocciare la stessa Ncaa, per aver penalizzato in maniera eccessiva un singolo giocatore, peraltro davvero parzialmente tangenzialmente e indirettamente colpevole. Brutta pagina del college basketball

NC State. Hanno segnato 24 punti contro Virginia Tech. Che ha una grande difesa, ma siamo seri, 24 punti sono il secondo punteggio più basso mai registrato da quanto esiste lo shot clock. Il 9/54 dal campo (16,7%) è la percentuale più bassa mai registrata dal 1953. I record, quelli belli.

Virginia Tech. Nell’obbrobrio di quella partita, ci hanno messo del loro anche gli Hokies, che hanno tirato con un bel 16/45 per 47 punti nella prima gara senza l’infortunato Justin Robinson. La seconda è andata anche peggio, con la sconfitta in casa contro Louisville. Se il buongiorno si vede dal mattino…

Michigan State. La sconfitta ci sta, anche se è la seconda consecutiva. Indiana peraltro è incappata in una notte da 10/20 da 3 punti, ben lontana dalle medie abituali stagionali (32%). Potrebbero esserci molti alibi, ma non ce ne sono per il disastroso 8/22 dalla lunetta (1/9 il solo Nick Ward). Con delle percentuali appena decenti avrebbero vinto la gara.

Texas. Forse all’interno dell’organizzazione dello staff atletico qualcosa non funziona. Nel 2015 Rick Barnes è stato licenziato e ora a Tennessee sotto la sua guida sta facendo un lavoro egregio. Al posto di Barnes è arrivato l’enfant prodige Shaka Smart, ma nei quattro anni sotto la gestione dell’ex VCU la squadra non ha mai davvero brillato.

Nebraska. Qualche martedì ci eravamo chiesti: come reagirà Nebraska all’assenza per infortunio di Isaac Copeland? Adesso, dopo 5 sconfitte di fila, abbiamo la risposta: male, molto male.

SMU. Adesso è abbastanza chiaro (non che servisse una sfera di cristallo). La squadra è (era) dipendente da Jarrey Foster, l’ala che è incappata nell’ennesimo infortunio al ginocchio in carriera. Ha disputato sano solo la sua stagione da freshman, dopodiché un calvario. Quest’anno con lui in campo la squadra ha un record di 8-2. Con lui fuori il record è 4-6, con sconfitte anche contro Southern Mississippi o Bradley.