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Da Jalen Green a Kuminga, i prospetti della G League

BasketballNcaa - Jalen Green
Autore: Paolo Mutarelli
Data: 9 Feb, 2021

Il 10 febbraio, nella bolla di Orlando in cui si sono disputati gli scorsi playoff Nba, inizierà la stagione dell’Nba G League. La lega di sviluppo ha deciso lo scorso anno di creare un programma di preparazione per i prospetti dell’high school, creando una via alternativa, e retribuita, al college. In cinque hanno aderito e saranno i giocatori della G League Ignite, insieme a veterani come Amir Johnson e Bobby Brown e allenati da un ex coach Nba come Brian Shaw. Ben tre di loro sono nel nostro Super Mock Draft e per questo analizzeremo le ambizioni e le caratteristiche dei cinque prospetti che esordiranno mercoledì contro i Santa Cruz Warriors di Nico Mannion.

Jalen Green, guardia 196 cm, 82 kg

È stato lui l’apripista dell’intero progetto, colui che ha provato a mettere a dura prova il sistema Ncaa, rifiutando Memphis per aderire al progetto di Adam Silver. È lui il prospetto più interessante della squadra, ma forse non il più pronto. Il Select Team ha giocato due scrimmage a porte chiuse tra veterani e prospetti (vinti entrambi dai veterani con margine) e Green ha dimostrato quanto lavoro debba fare per diventare un giocatore di livello. La prima cosa positiva che si nota, però, è il suo atletismo senza senso.

Esplosivo, capace di esaltarsi anche negli spazi ristretti di una difesa schierata, la guardia metà filippina, metà americana, per ora, è solo un grandissimo schiacciatore che a molti ricorda il Zach LaVine di UCLA. Selezione al tiro rivedibile, tiro da tre che non entra (1/8 nelle due partite), un fisico esplosivo ma molto magrolino. Difesa e gioco lontano dalla palla sono tutti da costruire. Troppo fermo e concentrato sulla palla.

Sembra essere un topo da palestra e i motivi della scelta G League vertono proprio sul proprio sviluppo. È così convinto della scelta che ha iniziato a lavorarsi i prospetti 2021 che non hanno ancora deciso, come Jaden Hardy.  Una gemma su cui lavorare, tanto che coach Shaw ha pronunciato la fatidica frase “Sky is the limit” per lui. Vedendo questa schiacciata, possiamo capire il perchè.

Johnatan Kuminga, ala 203 cm, 95 kg

L’ala del Congo è il giocatore che ha impressionato di più negli scrimmage, tanto da sollevare paragoni con Kawhi Leonard, Paul George (allenato e sviluppato da Coach Shaw) e Jaylen Brown. Insomma, un bel modo per attirare i riflettori su di sé. Two way player versatile dal punto di vista difensivo, lungo (7’0 di wingspan) e veloce, atletico ed esplosivo nell’altra metà campo. Kuminga ha dominato la seconda gara, quella più combattuta, arrivando al ferro dal palleggio con una facilità estrema.

Al ferro o schiaccia o si perde in un bicchier d’acqua quando deve appoggiare, per il resto è una sentenza dal mid range, dove è molto bravo anche ad usare il tabellone, e deve lavorare sul range (3/10 dalla distanza). In realtà avrebbe dovuto affrontare l’ultimo anno di high school ma si è riclassificato e ha scartato Texas Tech pur di entrare nel programma di sviluppo. Deve espandere il discorso della creazione di gioco dal palleggio, ma è quello più pronto per l’Nba.

Daishen Nix, playmaker 196 cm, 102 kg

Aveva scelto UCLA, poi è arrivata l’offerta della G-League e non ci ha pensato due volte. Nix punta ad essere il secondo giocatore della storia dell’Nba a venire dall’Alaska (il primo Mario Chalmers) e, per ora, i mock lo vedono a fine primo giro. Un playmaker moderno di ottima taglia ma con un fisico ancora da modellare. Visione, timing nei passaggi e capace di creare dal pick&roll per sé e per i compagni. Manca totalmente di tiro da tre, ha una parabola abbastanza piatta, ma il rapporto assist/turnover è buono (11 assist e 5 turnover).

In difesa è apparso lentissimo, forse per i chili di troppo, ma è stato preso sotto l’ala protettiva di Jarrett Jack (contattato dal commissionar della G-League Shareef Abdul Rahim per andare a giocare con Ignite) e di Reggie “Uncle Regg” Hearn che stanno insegnando tutti i trucchetti del mestiere ai giovani ragazzi. Sembra però essere quello il più maturo del gruppo. 

Isaiah Todd, ala 208 cm, 95 kg

Chissà, se vedendo i risultati di questa stagione della Michigan di Wagner e Dickinson, Todd si sia pentito di aver scelto la G League. Per ora, è il prospetto più indietro della truppa sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista tecnico. Forse proprio per questo è quello che ha fatto la scelta più azzeccata. Strutture e coaching staff Nba per migliorare senza avere le pressioni di un college di alto livello con il rischio di abbassare le proprie quotazioni al draft. Due mesi di solitudine in California nelle facilities di Walnut Creek a sollevare pesi e a fare lavoro individuale era quello che serviva. Lungo tiratore che deve mettere su chili per diventare un rimbalzista e un difensore migliore, ma la mobilità per diventare un lungo moderno c’è tutta. È più un prospetto da secondo giro per ora.

Kai Sotto, centro 221 cm, 109 kg

Fa parte dell’Ignite Team ma non giocherà con loro. Il motivo? È andato a giocare le qualificazioni per la Coppa d’Asia con le Filippine (anche Green potrebbe scegliere di giocare per loro). È partito ad inizio mese per fare la quarantena e giocherà dal 17 febbraio al 22 e, tra spostamenti e quarantena, potrebbe essere eleggibile solo per gli eventuali playoff di inizio marzo. Insomma difficilmente lo vedremmo in campo. 

Rimane un giocatore interessante sia in campo che fuori. Lunghissimo, magrissimo, tiratore che sa attaccare il ferro in maniera ancora meccanica, è molto lento negli spostamenti difensivi e non si azzarda a mettere il fisico per bloccare o lottare a rimbalzo neanche sotto tortura. Sul lato extra campo, ha fondato la Kaiju Academy, un progetto filosofico-sportivo per attirare in Ohio atleti da tutto il mondo per allenare corpo e mente. Venti campi da basket, diversi campi da football, piste d’atletica, palestre e pareti per arrampicata. 

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