Quote by Squadre a rischio? Da Virginia a St John’s

Parliamo spesso delle squadre in rampa di lancio, dei giocatori migliori e delle formazioni che possono stupire. L’altra faccia della medaglia riguarda i team che invece rischiano qualcosa, e per i quali la stagione presenta qualche insidia.

Ecco quali sono.

Virginia: parliamo di una delle squadre sulla carta più forti della nazione, che per Basketballncaa.com parte al 5° posto nel ranking prestagionale. Il problema è che l’eliminazione al primo turno Ncaa dell’anno scorso, la prima nella storia di una n. 1 contro una n. 16, è ancora nel ricordo di tutti: giocatori, allenatore, tifosi e spettatori. Il rischio è minimo, ma un altro flop clamoroso potrebbe dare il via al marchio (o a una sindrome) da perdente difficile da cancellare.

Iowa State: da quando ha sostituito Fred Hoiberg (andato ai Chicago Bulls), Steve Prohm non è riuscito a far decollare la squadra e i primi due anni godeva ancora dei reclutamenti fatti dal precedente coach (Monte Morris e Deonte Burton su tutti). La scorsa stagione invece la squadra ha chiuso con un record di 13-18 (4-14 nella Big 12). I buoni risultati ora sono necessari.

Steve Prohm – Iowa State

Michigan State: sulla carta la squadra in questi anni è sempre stata ai vertici, ma è impossibile non notare che, a fronte di roster completi e profondi, non ha mai raggiunto i risultati preventivati, giocando a tratti in maniera un po’ “molle”, ben sotto gli standard cui aveva abituato Tom Izzo. Possibile che i guai fuori dal campo abbiano avuto un ruolo, ma è chiaro che Michigan State e i suoi top player (Cassius Winston, Nick Ward e Joshua Langford) sono in cerca di un acuto nella Big Ten.

Xavier/Louisville: due squadre legate dalla stessa domanda. Quanto influiva l’abilità di coach Chris Mack sulle prestazioni dei Musketeers? Xavier sarà la stessa dopo la partenza dell’allenatore per Louisville? E quindi, sarà capace coach Mack di rivitalizzare il programma dei Cardinals?

Chris Mack

Wake Forest: quattro anni sotto la guida di Danny Manning e solo una volta al Torneo (fuori al primo turno). Qualche buona prestazione qua e là, ma nessuna grande vittoria. Non uno stile di gioco particolarmente efficace. Ok, la ACC è una conference competitiva, ma siamo molto lontani da “Danny and the miracles”.

St John’s: al suo quarto anno sulla panchina dei Johnnies, Chris Mullin deve iniziare a capitalizzare tutta la fiducia che gli è stata accordata finora. L’anno scorso le attese erano per un piazzamento almeno a metà classifica della Big East e invece i Red Storm sono finiti penultimi dietro a una disastrosa DePaul, nonostante qualche bella vittoria come questa.

 

Northwestern: una stagione meravigliosa e la prima volta al torneo (2016-2017) seguita da grandi attese e una stagione mezza disastrosa (2017-2018). Il prossimo anno dirà se i Wildcats sono stati una meteora passeggera o hanno costruito qualcosa di stabile e duraturo.

Washington State: risultati della Pac 12: terzultima, ultima, terzultima, penultima. I quattro anni a guida Ernie Kent diciamo che non sono stati entusiasmanti e la prossima stagione ci sarà Robert Franks e poco altro intorno a lui. Ma cinque anni consecutivi da squadra materasso potrebbero essere un po’ troppi.

 

Wichita State: il primo anno nella American Athletic Conference non è stato memorabile. La squadra doveva essere la vera sfidante di Cincinnati e invece è finita al terzo posto dietro Houston ed eliminata al primo turno del Torneo contro la più debole (sulla carta) Marshall. Gli Shockers adesso dovranno confermare la fama di squadra di elite che avevano conquistato nella MVC.