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Darius Garland, a Vanderbilt per stupire

Autore: Andrea Mauri
Data: 18 Ott, 2018

9 Marzo 2018, McDonald’s di Brentwood. Gli amici, i compagni, i coach e la famiglia si ritrovano nel ristorante della famosa catena di fast food per celebrare il senior della Brentwood Academy nel “Darius Garland Day”. Questo è il primo particolare di una vita per nulla consueta della nuova point guard di Vanderbilt. In pochi, pochissimi, hanno un giorno a loro dedicato e Darius Garland è uno di questi. Ad ufficializzare i festeggiamenti del nove marzo e la denominazione del giorno è stato proprio il sindaco di Brentwood, Jill Burgin, orgogliosissimo che il suo distretto abbia un McDonald’s All-American.

La carriera del figlio di Winston Garland – ex giocatore NBA degli anni Novanta passato anche dalla Benetton Treviso – deve ancora iniziare, ma i record infranti sono già parecchi. Detto del giorno a lui dedicato, il classe 2000 vanta anche il maggior numero di Tennessean player of the year – tre con quello dello scorso anno – ed anche un primato per tutto lo stato e Vanderbilt. Darius è infatti il primo Commodores ed il primo freshman del Volunteer State a finire sulla copertina locale della preview stagionale di Athlon.

La point guard da Brentwood non è ancora scesa in campo con la maglia del suo college, eppure ha già conquistato tutti.

La copertina di Athlon Sports

Del resto, quando un recruit a cinque stelle sceglie un campus non di primissimo livello, la scintilla con i tifosi e tutto ciò che ruota attorno alla squadra scocca immediatamente. La scelta di Garland ha sempre suscitato qualche perplessità, ma lui ha sempre risposto sinceramente a chi chiedeva il perché: “It’s home”. Non solo perché è cresciuto e diplomato a pochi passi dal campus, ma soprattutto perché conosce coach Bryce Drew da quando era poco più che un bambino.

La loro conoscenza risale a quando l’allenatore era a Valparaiso e Darius aveva poco più di quattro anni. Lì si è creato un rapporto mai svanito, nemmeno quando la famiglia Garland si è trasferita dall’Indiana al Tennessee. Appena avuto il lavoro a Vanderbilt, coach Drew ha immediatamente chiamato il ragazzo dicendogli che lo avrebbe reclutato e che avrebbe giocato per i Commodores. E non ha fatto troppa fatica per convincerlo.

Darius Garland con la canotta di Vanderbilt

Da quando Garland è stato selezionato come un McDonald’s All-American, ha iniziato a rilasciare più spesso dichiarazioni riguardanti il suo gioco e i miglioramenti che deve fare per potersi imporre anche nell’Associazione. Le idee sono chiarissime: parlare maggiormente in campo, coinvolgere i compagni nel gioco tenendoli in ritmo per tutta la partita. In una parola: leadership.

Darius vuole diventare il leader in campo e fuori della squadra e sta già ascoltando qualche consiglio dai compagni più navigati, oltre a fare coppia in campo con Saben Lee. I giocatori a cui si ispira sono Steph Curry e Kyrie Irving. Quello a cui però si sente più affine è Damian Lillard, con lui condivide lo stesso modo di giocare: velocità, passaggi illuminanti e notevoli capacità di crearsi il tiro.

 

L’asticella è posizionata molto in alto, ma Garland vuole prima di tutto battere suo padre. Si sa, quando si è figli di un ex giocatore i confronti si sprecano e la voglia di superare le orme del patre è sempre alle stelle. Darius si dice convinto di poterlo battere in uno contro uno, ma il vero obiettivo è quello di lasciare un’impronta più decisa nel mondo del basket.

Proprio per questo, la voglia di battere chi l’ha cresciuto passa in secondo piano quando c’è da ascoltare i consigli. E Winston Garland ne ha forniti tanti in questi diciotto anni. Per stessa ammissione della guardia di Vanderbilt, suo papà è stato il suo primo consigliere e tutt’ora gli dice cosa e quando sbaglia. I consigli di papà lo hanno guidato sino al college e alla valutazione di top recruit, ora tocca a lui continuare la crescita ascoltando sia Garland Sr, sia Coach Drew. L’NBA dista (probabilmente) solo un anno.

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