Quote by Effetto scandalo. Ecco le star che cambiano

Lo scandalo scoppiato ad inizio settembre rischia di essere un terremoto di magnitudo mai vista per il sistema NCAA che, per forza di cose, dovrà rivedere qualcosa nelle sue politiche. Dopo avervi spiegato gli eventi e i protagonisti coinvolti nella vicenda, vediamo come lo scandalo abbia inciso, profondamente, sul futuro delle università interessate, soprattutto in sede di recruiting.

La grande fuga da Louisville

Dopo l’allontanamento di Rick Pitino, unico coach che ha ricevuto una punizione, David Padgett, promosso head coach ad interim, ha subito diversi e preventivabili decommit e rifiuti. Le classi 2018 e 2019 sono vuote per il momento, a causa delle scelte di rimettersi sul mercato della combo guard Anfernee Simons, ottavo nella top 100 2018 di Espn , del four star Courtney Ramey, e per il 2019 della point guard David Johnson. In più Romeo Langford, uno dei pezzi pregiati del prossimo anno, ha eliminato Louisville, che sembrava la favorita, dalla lista finale dei college. Fortunatamente per Padgett, Pitino ha lasciato la squadra con una forte e completa classe di freshmen che potranno essere sviluppati. Il migliore però, cioè Brian Bowen, è direttamente coinvolto nell’inchiesta ed è stato subito sospeso dall’università. Vedremo nel corso della stagione la bontà e la regolarità degli altri reclutamenti, ma i problemi ci saranno soprattutto a partire dal prossimo anno. Ci vorrà molto tempo, e un allenatore di grande carattere, per ridare prestigio e credibilità ad un programma storico come quello dei Cardinals.

Arizona salva, ma non troppo

La situazione per Sean Miller non è delle migliori per il futuro ma è lontano dalla situazione complessa e depressa di Louisville. Certo, due potenziali stelle come Bol Bol e R.J Barrett hanno eliminato Arizona dalle possibili candidate ma i Wildcats avevano, fino a pochi giorni fa, la classe del 2018 ancora intatta con Jahvon Quinerly, Shareef O’Neal e Brandon Williams. Quinerly ha deciso di assumere un avvocato in virtù delle indagini dell’FBI che coinvolgono Book Richardson, assistant coach di Arizona prossimo al licenziamento, accusato di aver dato una mazzetta di ventimila dollari ad una “top point guard” che ad agosto ha deciso di andare a giocare in Arizona. La decisione di Quinerly di andare da Miller risale al 8 agosto rendendo le tempistiche precise e sospette, e non ci vuole chissà quale fiuto da investigatore per capire che è di lui che si parla. E infatti il 19 ottobre Quinerly ha reso nota la decisione di abbandonare i Wildcats. Il figlio di Shaq, invece, ha fatto capire che per il momento resta, ma che potrebbe decidere nel corso della stagione di cambiare aria. Su Shareef, qualcuno vede la longa mano di Calipari che tenta il colpaccio.

La Decision di Little e gli altri

Nassir Little, point guard della classe 2018, ha deciso che porterà il suo talento in North Carolina a disposizione di Roy Williams. Fin qui tutto bene, se non che il giovane Little sembra essere quel “player 12” che, secondo l’FBI, ha ricevuto due mazzette da 150 mila dollari l’una da Miami e Arizona, alquanto laute ma non altrettanto persuasive, che sembravano fronteggiarsi in un testa a testa per questo prospetto. Per tagliare la testa al toro, Little ha deciso di andare a UNC, ma la sua eleggibilità potrebbe essere a rischio.

Miami ha ricevuto un altro duro colpo, perdendo Jalen Carey, che sembrava ormai un giocatore degli Hurricanes, che invece andrà più a nord, a Syracuse, mentre anche Auburn e USC subiscono pesanti futuri defezioni. I Trojans, oltre ad aver perso la possibilità di reclutare Bol Bol, dovranno fare a meno di J’Raan Brooks, power forward da Seattle, prospetto della classe 2019. Auburn, invece, non avrà tra le sue file un talento come E.J Montgomery, un’altra PF versatile che doveva arrivare nel 2018.

EJ Montgomery

EJ Montgomery