Quote by Esposito e Anumba, i top esordienti

I primi passi in Ncaa sono sempre i più difficili, per tutti i giocatori e in particolare quelli europei, abituati a un altro tipo di pallacanestro. Ci sono difficoltà davvero fisiologiche che un debuttante deve digerire ma, in generale, non è detto che manchino le sorprese positive: fra gli italiani, Ethan Esposito e Michael Anumba sono i due volti nuovi che, fin qui, hanno affrontato maggiormente in scioltezza questo primo mese abbondante di stagione. Vediamo come.

Ethan Esposito

Non è nuovo allo stile americano (ha fatto il ciclo delle superiori in California) e questo deve averlo aiutato da più di un punto di vista in queste prime uscite stagionali, ma resta il fatto che avere un impatto immediato come il suo non è roba da tutti: Esposito è stato finora il debuttante azzurro più in forma, viaggiando a quota 11.6 punti e 6.8 rimbalzi di media con la maglia di Sacramento State, formazione della Big Sky che ha cominciato bene la stagione (record 6-2) e che, forse, non è così peregrino immaginare come possibile dark horse in una conference dove Montana parte con tutti i favori dei pronostici.

Una sola partita veramente steccata (a Portland, con un canestro stregato e 0/9 al tiro) e, per il resto, una sequenza di gare in doppia cifra (ben 6) dove è spesso e volentieri risultato decisivo. L’ala napoletana gioca 17 minuti a partita e il suo apporto offensivo in stile microwave sposta davvero molto a livello di equilibri interni, in una squadra difensivamente solida ma che, in attacco, ha bisogno disperato di qualcuno che possa affiancare con costanza la leadership di Marcus Graves e la produzione di Joshua Patton, i due leading scorer degli Hornets.

 

Il tratto distintivo nel gioco di Ethan sta nella sua presenza sotto i tabelloni, specie quelli avversari. Fisico tosto, “sesto senso” per un buon posizionamento, sempre in movimento, pronto a fare a sportellate e a convertire le seconde opportunità in canestri preziosi: insomma, di rimbalzisti come lui non se ne vedono troppi in giro. Al momento, è primo in tutta la Division I per Offensive Rebounding Percentage (22.1) e 70/mo per DR% (25.1): lui e Tyrique Jones di Xavier sono gli unici due giocatori a superare il 20% in entrambe le graduatorie.

Ala che gioca prevalentemente vicino a canestro, Esposito possiede un buon tiro dalla media e sta attento a dosare le conclusioni dalla linea dei tre punti (3/7 in totale fin qui), aspetto che lui riconosce come suo punto debole sul quale lavorare per evolversi in un 3 vero e proprio. Difficile poter allargare il proprio range di tiro già nell’arco di questa stagione, ma gli strumenti per fare la differenza non gli mancano: un giocatore da seguire, sia al presente che in ottica futura.

Micheal Anumba

Un fisico pronto per la D-I e tanta garra: il freshman Anumba ha iniziato tutte e otto le partite disputate fin qui nello starting five di Winthrop, mettendo insieme 9.3 punti, 4.0 rimbalzi e 2.0 assist di media in 23.8 minuti di utilizzo. Nell’assetto small degli Eagles, il reggiano è spesso e volentieri “sacrificato” contro giocatori di stazza ben maggiore rispetto al suo 1.95, altezza invece perfetta per quello che sarebbe il suo ruolo naturale, quello di combo guard.

L’ultimo match giocato è stato contro Davidson, in un derby del North Carolina che è stato anche un derby personale per Anumba, visto che i Wildcats erano fra i suoi corteggiatori. Difficoltà al tiro (1/6) ma un’ottima prova da playmaker (7 assist), facendo girare il pallone per linee esterne e anche trovando buone opzioni in penetrazione.

 

Benché sia presto per dirlo, Anumba sembra in grado di avere voce in capitolo riguardo al premio di freshman dell’anno nella Big South, anche se José Perez di Gardner-Webb è una spanna sopra tutti in questo momento in quanto a prestazioni individuali (17.2 punti di media). Anumba si segnala spesso in positivo con certe belle zingarate a canestro, ma non riesce a incidere col tiro dalla distanza (3/15 in totale), pur essendo calato in una Winthrop che pone molta enfasi sul tiro da tre, sia in termini di quantità che di efficienza. Allinearsi agli standard della squadra gli permetterebbe di compiere un salto di qualità di quelli grossi, determinanti.