Quote by Houston prende Faried, ma dove andrà Kanter?

Fino a questo momento, il mercato NBA ha riservato pochi colpi e, francamente, nessuno di essi ha fatto davvero scalpore. Le squadre da playoff coinvolte non hanno avuto ulteriori miglioramenti, le squadre ormai destinate alla lottery hanno avuto il solo vantaggio di liberare spazio salariale. Ma mancano ancora tre settimane alle 21 italiane del 7 febbraio 2019 (l’ultima data buona per gli scambi dei giocatori), molte cose potrebbero ancora cambiare e le voci sono tante.

Proviamo a riassumere la situazione, a partire da una (quasi) certezza: Kenneth Faried passerà agli Houston Rockets. Manimal, stando a Adrian Wojnarowvski, ha trovato l’accordo per il buyout con i Brooklyn Nets ed è pronto a firmare per i Rockets. La firma è di strategica importanza per entrambe le parti: Faried ha l’occasione di farsi valere in un team da playoff a Ovest e, se le prestazioni saranno buone, di firmare un buon contratto a Luglio. Houston, invece, guadagna centimetri sottocanestro dopo che Clint Capela si è lesionato il pollice e resterà fuori per 4 – 6 settimane.

Per quanto riguarda le voci, (da prendere con una certa cautela, bisogna sempre ricordare le parole di un maestro del mercato come Danny Ainge: “It takes two to tango”), una delle squadre più intriganti in cerca di rinforzi sul mercato è i New Orleans Pelicans. Spiccano, per SportingNews, i nomi di Jeremy Lin e Terrence Ross. Se il taiwanese può essere il cambio perfetto per Jrue Holiday, l’ala dei Magic è invece un jolly da 13 punti al 40% di efficienza che può far comodo a Mirotic e può far comodo in estate, quando scadrà il suo contratto e libererà spazio nel cap. L’opinionista Brandon Robinson aveva riportato una trade in via di definizione che lo avrebbe mandato in Louisiana in cambio di Solomon Hill e di una prima scelta al Draft 2019 e che al momento pare in standby.

Tornando a Lin, pare che anche i Kings ne siano interessati. Con un record di 23 – 22 alla pubblicazione di questo articolo e a sola una partita e mezza dall’ottavo posto dei Lakers, Sacramento può e vuole provare il colpo playoff e l’arrivo di un play di esperienza come Lin potrebbe solamente fare bene. Contando che Sacramento vorrebbe liberarsi di alcuni contratti in scadenza come quello di Zach Randolph o di Kosta Koufos, l’affare potrebbe avere senso. Oltre a Lin, gli Hawks avrebbero messo sul mercato anche i veterani Dewayne Dedmon e Kent Bazemore (già da inizio stagione nel mirino dei Pelicans) per poter salire posizioni al Draft 2019.

Sul fronte New York Knicks, invece, pare quasi sicuro l’addio di Enes Kanter entro il 7 febbraio. Il turco, secondo Adrian Wojnarowski di ESPN, era visto come un bersaglio dei Sacramento Kings, pronti a cederlo in cambio del mai utilizzato Zach Randolph. Tuttavia, Sacramento avrebbe voluto liberarsi di altri contratti in scadenza e stava cercando un terzo team per far quadrare i conti. La trade al momento pare essersi arenata. Sempre in voce Knicks, Noah Vonleh parrebbe nel mirino dei Philadelphia 76ers. Il giocatore, che aveva firmato un minimo salariale in estate, sta viaggiando a 8.6 punti di media e 8.5 rimbalzi in 24 minuti di impiego. Sarebbe un valido cambio per l’importantissimo froncourt dei Sixers, specie per la sua buona capacità di attaccare il pitturato.

Si fanno interessanti le voci su Jabari Parker e il suo possibile addio (prova che i nativi di Chicago non hanno sempre un buon impatto a Chicago, come successo con Wade e Derrick Rose sigh): coach Jim Boylen lo ha messo ai margini delle rotazioni a causa della sua bassa capacità di difendere e inoltre i Bulls vogliono liberare spazio salariale. Una meta potrebbero essere i Knicks (come riporta il New York Daily News), con Kanter (come scritto in precedenza, in scadenza) destinato alla Windy City. Oppure si è parlato degli Utah Jazz, con Derrick Favors che andrebbe a fare il percorso opposto.

Chi dei Bulls è ancora nell’occhio del ciclone è Robin Lopez: il gemello di Brook vorrebbe trattare il buyout per accasarsi a un team da playoff (alcuni dicono Warriors, casualmente…), ma la dirigenza non è intenzionata a tagliarlo. O almeno così ha riportato Yahoo! Sports: perché stando al Chicago Sun-Times, la priorità dei Bulls sarebbe proprio cedere l’ex Knicks e il suo contratto da 14 milioni che scadrà a luglio.

JR Smith dovrebbe lasciare i Cavaliers dopo essere stato messo a margine delle rotazioni nel mese di novembre. I Rockets parevano interessati a lui, anche per dare manforte ad Harden da oltre la linea dei tre punti, ma non si sa effettivamente quale possa essere la controparte (alcune fonti davano come probabile uno scambio di inutilizzati, con Carmelo Anthony partente verso l’Ohio). Sempre i Rockets paiono essere sulle tracce di Kentavious Caldwell – Pope, che farebbe comodo sia per la sua capacità di tirare da tre punti sia per il suo contratto, in scadenza a luglio.

Washington è, indubbiamente, a un punto di svolta. La stagione non è partita bene e l’addio prematuro di John Wall potrebbe portare il team a operare grandi cambiamenti. Ma le ultime gare hanno invece dato prova di un team veloce, rapido ed efficiente, anche grazie alle magiche prestazioni di Bradley Beal che hanno riportato i Wizards a due partite e mezza dall’ottavo posto degli Charlotte Hornets. A dicembre la dirigenza ha fissato il prezzo per Bradley Beal: due giocatori e due prime scelte, con i Raptors che si erano mostrati molto interessati al giocatore, per poi interrompere il corteggiamento. Otto Porter era nel mirino dei Kings, ma da quando coach Brooks lo ha spostato in panchina ha notevolmente incrementato le sue prestazioni e pare che sia stato tolto dal mercato, anche come confermato dal proprietario Ted Leonsis, che ha dichiarato che i Wizards Non tankeranno. Washington ci ha abituati ai colpi di scena, quindi niente è deciso fino al 7 febbraio.

Nel frattempo, dopo il ritiro di Toronto, gli Heat paiono molto interessati a Beal. Quale sarà la controparte? Miami ha sicuramente dalla sua l’avere un folto backcourt che non permette di far giocare tutti in egual modo. Chi pare avere sofferto della cosa pare il gioco di Wayne Ellington, che ha chiesto al suo agente di parlare con la dirigenza di Miami per capire cosa fare nel futuro. Trade in vista?

Infine Memphis si prepara, forse, a una delle mosse più infelici degli ultimi anni: la cessione di Marc Gasol. Simbolo del team da dieci anni, Gasol ha un contratto in scadenza che potrebbe fargli decidere di cambiare aria a luglio. Memphis, se dovesse perderlo, vorrebbe farlo in cambio di qualcosa e non per un pugno di mosche. Una situazione simile a quella di quest’estate con protagonisti Jimmy Butler e Kawhi Leonard, che potrebbe ripetersi anche in Tennessee.

In attesa di capire chi si muoverà l’ultimo giorno di mercato, ecco un breve recap dei movimenti di giocatori avvenuti fino ad oggi.

 

  1. Chicago riceve Michael Carter – Williams assieme a cash considerations (7 gennaio 2019). Una trade motivata dal solo scopo di liberare spazio salariale per entrambi i team. Ad affare concluso, infatti, i Bulls hanno tagliato subito MCW, ancora senza squadra.
  2. Memphis riceve Justin Holiday, Chicago riceve Wayne Selden e MarShon Brooks (4 gennaio 2019). Holiday sta dando un basso contributo alla causa Memphis (4 punti in 18 minuti di impiego) e il suo contratto in scadenza potrebbe servire da qui al 7 febbraio per ricavare scelte da altri team. I Bulls invece liberano ulteriore spazio salariale, tagliando Brooks subito dopo la chiusura dell’affare.
  3. Washington riceve Trevor Ariza, Phoenix Kelly Oubre jr. e Austin Rivers (17 dicembre 2018). Questa è la trade più rilevante della stagione, finora. Non tanto per i nomi coinvolti, quanto per lo scalpore mediatico dovuto alla confusione dei Brooks coinvolti (MarShon, non Dillon). Ariza veterano che porta buone cose e ha aiutato in parte Beal a rimettere in carreggiata Washington, almeno per ora. A Phoenix, invece, Rivers già scaricato e firmato da Houston e Oubre giovane di belle speranze che ha fatto vedere il suo potenziale nascosto. Basterà per convincere Kokoshov a puntare ancora su di lui? Se volete farvi un refresh sulla trade, ascoltate il podcast dedicato!
  4. Cleveland riceve Matthew Dellavedova e John Henson, Milwaukee riceve George Hill e Jason Smith, Washington riceve Sam Dekker (8 dicembre 2018). Trade tra infortunati per scaricare George Hill, il secondo Cavalier ad abbandonare l’Ohio dopo Kyle Korver. Henson, già con problemi al polso, sarà fuori dalle rotazioni almeno fino all’All – Star Weekend; Dellavedova è un gradito ritorno da scudiero di LeBron a chioccia di Collin Sexton. Hill ha le prestazioni peggiori in carriera (5.5 punti con il 39% dal campo e il 25% da tre punti), ma il suo contratto chiama 18 milioni di dollari per quest’anno. Sarebbero altrettanti nel 2019 – 2020, ma solo un milione è garantito se i Bucks lo tagliano entro il 1 luglio 2019. Quindi, il risparmio salariale è notevole, perfetto per firmare Eric Bledsoe e Kris Middleton, o almeno uno dei due. Idem Jason Smith. L’arrivo di Dekker nella capitale, pure, avrà finalità prettamente economiche: con una qualyfing offer da 3 milioni di dollari che verosimilmente non sarà estesa, l’ex Rockets è uno dei tasselli del probabile rebuilding che vedrà protagonista il team dell’infortunato John Wall.
  5. Utah cede Alec Burks a Cleveland in cambio di Kyle Korver (29 novembre 2018). Buon innesto per entrambi i team. Korver, il primo veterano dei Cavaliers ceduto in questa stagione, torna a Salt Lake City (dove è cresciuto e si è evoluto dopo gli anni trascorsi a Philadelphia) per dare un buon cambio e apertura da tre punti (39.4% da oltre la linea con la nuova maglia) a una panchina che aveva bisogno di un tiratore scelto. Burks, invece, arriva a Cleveland per liberare spazio salariale (il suo contratto scade a luglio), ma lui ne sta approfittando per fare una buona figura in vista dell’estate, quando i Cavs potrebbero scegliere di rinnovarlo e renderlo parte del progetto della nuova Cleveland. Sta giovando infatti 29 minuti di media a partita, tirando con il 39% da tre punti e il 40% dal campo con 11 punti di media a partita.
  6. Jimmy Butler a Philadelphia … forse ne abbiamo anche parlato.