Quote by Indiana non si ferma, Zags in calo

Chi sale

Shareef O’Neal (UCLA). In bocca al lupo al figlio di Shaq che in settimana si è sottoposto a un intervento al cuore. L’augurio è quello di rivederlo al più presto in campo.

Cameron Johnson (North Carolina). Il 6/8 da 3 punti con il quale l’ala dei Tar Heels ha contribuito in maniera determinante alla vittoria su Gonzaga gli è valso il titolo di player of the week della ACC. Fosse sempre questo UNC sarebbe un’altra squadra.

Duke. In attesa del big match contro Texas Tech, i Blue Devils si possono godere una delle migliori difese da anni a questa parte. La squadra è prima in una voce statistica inusuale per Duke: le palle rubate. La squadra è davanti a tutti per Steal%. (Molto del merito va alla pressione che mette sulla palla Tre Jones).

Dedric Lawson (Kansas). In un anno in cui Zion spopola sul web, si rischia di sottovalutare quanto sta mostrando in campo Lawson, che è stato chiaramente mvp di almeno 7 delle 9 partite disputate finora da Kansas. Sei volte è andato in doppia cifra e spesso tira con percentuali sopraffine. Un talento puro che ha trovato con i Jayhawks la ribalta che gli serviva.

Rob Phinisee (Indiana). L’abbiamo scritto quasi come provocazione nel focus sulla Big Ten, ma zitto zitto Phinisee si sta mettendo in luce come la vera arma in più di Indiana, che sale nel ranking alla #22. Freshman che non sente la pressione e che finora è stato protagonista di tutte le giocate clutch degli Hoosiers. Compreso l’ultimo buzzer contro Butler.

Xavier Johnson (Pittsburgh). Sarà un anno difficile per i Panthers, ma se c’è un motivo per sorridere è il freshman Johnson, una guardia che circondata del giusto talento potrebbe emergere e farsi notare ancora di più. Per ora è “solo” il miglior freshman della stagione dietro a Zion, Barrett e Bol Bol, e uno dei migliori tiratori da 3 della ACC. Solo.

Penny Hardaway (Memphis). I suoi Tigers non sono riusciti a battere Tennessee, ma alla FedExArena c’erano 18.528 persone, primo sold out da una decade a questa parte. Le vittorie arriveranno, per ora sono tornati i tifosi. E non è poco.

Virginia. Non può essere una sorpresa ma riesce comunque a sorprendere sempre: solo Maryland tra le nove squadre affrontate dai Cavaliers è riuscita a superare quota 60 e la media dei punti concessi finora è 51.2. Se poi ci aggiungiamo che nessuno in Division I ha perso meno palloni (poco più di 8 a partita), si capisce perchè Tony Bennett anche quest’anno sta facendo un gran lavoro.

Texas Tech. Sorprende eccome la squadra di Davide Moretti che, oltre al record immacolato di 10-0, concede in difesa gli stessi 51.2 punti di Virginia. Anche a Chris Beard bisognerà iniziare a fare qualche complimento.

Chi scende

Gonzaga. Due sconfitte in fila e addio numero 1, ma non sono tanto le partite perse contro due big come Tennessee e North Carolina a preoccupare Mark Few, quanto i quasi 83 punti concessi nelle ultime 6 partite. Ed erano 11 anni che un’avversaria dei Bulldogs non segnava più di 100 punti, un altro segnale che qualcosa in difesa va aggiustato.

Purdue. Il tiro da 3 è da anni uno dei marchi di fabbrica della squadra, che però è sempre stata contraddistinta da un equilibrio tra gioco molto interno e tiro dall’arco. Quest’anno tra le squadre delle Power Conference i Boilermakers sono quelli che più fanno dipendere i loro risultati dal tiro da 3. E non sta andando benissimo.

Notre Dame e Kansas State. La sfortuna si abbatte sempre sulle solite squadre. Notre Dame dovrà fare a meno per tutta la stagione di Rex Pflueger (legamento), mentre Kansas State ha messo in lista infortunati (ma a tempo indeterminato) Dean Wade, che già ha saltato quasi tutta la scorsa stagione. Sfiga nera.

Jahvon Quinerly (Villanova). Sta giocando male nonostante fosse l’atleta più atteso dei Wildcats. Fin qui però nulla di male, succede. Dopo la sconfitta di Villanova contro Penn, Quinerly ha twittato “era la mia seconda scelta non a caso”. Ovviamente scatenando polemiche. Poi ha pensato bene di far finta che gli avessero hackerato il profilo. Scatenando grasse risate. E alla fine ha ammesso di aver fatto un errore. Già in campo è quello che è, se ci si mette anche fuori..

Winthrop. Vi abbiamo raccontato della buona partenza dell’italiano Micheal Anumba, ma resta che coach Pat Kelsey anche quest’anno ha inserito molto partite contro squadre nemmeno di Division I. Una non-conf schedule un po’ povera, fatta di qualche picco (come Kentucky), ma molti bassi (l’ultima sfidante è stata Hiwassee, di Division III).

Arizona State. Rimonta da -18 e vittoria faticosissima 76-74 contro Georgia, sconfitta senza troppo lottare contro Vanderbilt, non proprio due mega big della Sec. L’idea di coach Bubby Hurley era testare la squadra in trasferta in vista degli impegni ravvicinati della Pac12, e diciamo che non è andata benissimo.

Josh Pastner (Georgia Tech). Al suo terzo anno con gli Yellowjackets, non c’è traccia di miglioramento della squadra. E la sconfitta in casa contro Gardner-Webb, mediocre college della Big South, suona già come pietra tombale sulla stagione.