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La pericolosa normalità di Saint Mary’s

Autore: Raffaele Fante
Data: 9 Mar, 2018

La stagione

Sembravano pronti a prendere lo scalpo di Gonzaga, ma alla fine i Gaels hanno avuto qualche certezza in meno e troppe volte Jock Landale è stato un uomo solo in campo. Strepitosa la stagione da 20+10 dell’australiano, primo realizzatore e primo rimbalzista della conference e ampiamente uno dei lunghi più forti del college basketball, alla faccia dei tanti freshman presunti fenomeni arrivati quest’anno. Il problema per Randy Bennett è che se stecca lui, non ce n’è un altro in grado di garantire la stessa pericolosità offensiva: non Emmett Naar, comunque secondo dietro al fenomeno Trae Young nella classifica degli assist, non Calvin Hermanson e soprattutto, non le due delusioni dell’anno: il senior transfer Cullen Neal avrebbe appunto dovuto dare pericolosità da fuori area e invece ha prodotto 6 miseri punti a partita, ed Evan Fitzner è diventato un anonimo giocatore da rotazione, dopo essere arrivato due anni fa a Moraga inseguito da tutti i college della California. Ritmo lento e difesa funzionano, ma il Torneo di conference è stato una delusione ed è improbabile che facciano tanta strada a marzo.

Il giocatore chiave

Inutile girarci attorno, Jock Landale è trequarti dell’attacco di Saint Mary’s e non c’è speranza alcuna che i Gaels vincano senza di lui. Il raddoppio forsennato messo in piedi da Gonzaga lo ha limitato a soli 4 punti al McKeon Pavilion, ma gli Zags sono gli unici ad esserci riusciti perché piedi e mani sono sempre rapidi e anche la testa funziona benissimo. Vuole lasciare il segno prima di chiudere la stagione universitaria, facile prevedere che sarà uno dei protagonisti della March Madness, sempre che i suoi compagni non lo lascino completamente solo.

I prospetti

Dove andrà a giocare Landale è una buona domanda a cui non è semplice dare una risposta, anche se potrebbe tranquillamente seguire le orme di Jakob Poeltl in Nba. Nel caso passasse ignorato, potrebbe fare molto comodo a tanti club europei. Per il resto della componente australiana del roster il ritorno in patria è la cosa più probabile.

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