Quote by Mannion senza tiro, Gonzaga batte Arizona

Vittoria importantissima per i Gonzaga Bulldogs in Arizona: 84-80 il risultato finale contro i Wildcats di Nico Mannion, che incappano nella seconda sconfitta stagionale. Si confermano in grande forma  gli uomini di coach Few, che centrano l’undicesimo trionfo consecutivo in trasferta e si portano sull’11-1 con un altro successo contro una big della Pac 12, dopo aver già battuto Oregon e Washington.

No Mannion, No party

Ha segnato il primo e l’ultimo tiro, in mezzo un tragico 1/18. Non è bastato il solito ruolo da direttore d’orchestra per Nico Mannion, incaricato di gestire ritmo e movimenti dell’attacco dei Wildcats, perchè il suo 3/20 finale con 1/10 da 3 è stato decisivo per la sconfitta. Tutti i possessi sono passati principalmente dalle sue mani e, nonostante un buon trattamento di palla (10 assist e 3 palle perse, tutte nel secondo tempo), i ferri presi a ripetizione da Nico hanno vanificato la discreta prestazione complessiva dei suoi compagni. Buona la difesa di Ryan Woolridge su di lui e sfortunate un paio di conclusioni sputate dal ferro, ma nel complesso è stata proprio una serata con la mano quadrata. Senza i suoi punti, Arizona non va molto lontana ed è lui il primo a saperlo.

No Tillie, Sì party

Diversa la risposta di Gonzaga alla serata difficile del suo giocatore chiave: i problemi di falli lungo tutta la partita ed un guaio fisico a una caviglia nel finale hanno costretto Killian Tillie a soli 18 minuti sul parquet ma gli Zags hanno confermato di essere una squadra solida e bilanciata. Filip Petrusev e Corey Kispert hanno messo insieme 34 punti e 15 rimbalzi in due, con il serbo che ha rifilato anche 4 stoppate. Bene anche il backcourt, con Joel Ayayi in continua ascesa (15+7 assist) mentre Admon Gilder ha dato il via al parziale decisivo con le sue triple: 2/13 nelle 4 partite precedenti dall’arco, 4/4 contro Arizona.

Parziali e contro-parziali

La gara ha mostrato diverse facce: un ottimo inizio di Arizona con Gonzaga stranamente incapace di trovare buoni tiri contro la difesa organizzata da Sean Miller. Finiti a -9, però, i ragazzi di Mark Few non hanno perso la calma, lentamente e con letture migliori sono riusciti ad aprire diverse crepe nella metà campo dei Wildcats, permettendo a Petrusev e Kispert di fare male, ma anche a Joel Ayayi di attaccare il ferro con grande continuità nel secondo tempo. Agganciata all’intervallo, Arizona ha visto i suoi avversari scappare nel secondo tempo sino al 81-65 a meno di due minuti dal termine.

A questo punto, sospinti anche da un pubblico molto caldo, Josh Green e compagni hanno piazzato un parziale di 15-1 in 90 secondi e sono arrivati a un solo possesso di distanza, anche grazie all’unica tripla di Mannion.

 

Impresa solo sfiorata però, con una reazione arrivata probabilmente troppo tardi. Nonostante il quasi-suicidio di Woolridge, che ha mancato un layup abbastanza banale sul +4 a quindici secondi dal termine, la stessa PG texana non ha fallito i due liberi decisivi con 1.7 sul cronometro per mettere la vittoria in ghiaccio.

 

La solidità degli Zags e la folle notte di Nnaji

Arizona è riuscita a vincere di misura la lotta a rimbalzo (44-43) contro una delle migliori squadre della nazione in questa statistica soprattutto grazie alla grande prova di Zeke Nnaji che ha sparso energia sui due lati del campo e ha chiuso con 16 punti e ben 17 rimbalzi, di cui 8 in attaccoMark Few può però sorridere: in una serata in cui non hanno dominato i tabelloni e hanno tirato male dalla lunetta (17/30), gli Zags hanno centrato l’undicesima vittoria esterna consecutiva, contro una delle squadre più in forma del college basketball e su un campo difficile come il McKale Memorial Center con i suoi 15mila tifosi caldissimi. Una prova di solidità e resilienza, che farà scalare ancora posizioni a Gonzaga nel prossimo ranking.