Quote by March Madness Sweet 16, il ranking dei freshmen

Deandre Ayton, Collin Sexton, Michael Porter, Trae Young e Mo Bamba non ci sono più? Fa niente. Ci sono altri freshmen dal grande potenziale e anche dal probabile futuro Nba rimasti ancora in corsa nella March Madness.

Vi presentiamo il nostro ranking con i migliori da tenere d’occhio, perché sono stati protagonisti nei primi due turni e saranno fondamentali anche nelle Sweet 16.

10. Mike McGuirl (G, Kansas State)

Non parliamo di un talento cristallino proiettato verso il draft Nba. Però ha qualcosa di speciale e, nel momento più complesso del primo turno contro Creighton, coach Bruce Weber si è affidato a questa guardia semi-sconosciuta che ha portato punti e grinta. I Wildcats adesso hanno un’arma in più

9. Jordan Poole (G, Michigan)

In termini di minuti, Isaiah Livers gioca un po’ di più di lui. Ma Poole è una guardia tiratrice di razza. Il che, se giochi a Michigan, è come essere un puledro in una prateria. Prende e tira, di norma da 3, senza pensare, senza esitare. Ecco, grazie a questo 18enne Michigan è ancora al Torneo.

8. TJ Starks (PG, Texas A&M)

La combo guard che fa la differenza in una squadra che attira le attenzioni soprattutto per il suo frontcourt: mano non particolarmente affidabile dall’arco e a cronometro fermo, sa però essere molto efficace in 1-vs-1 e, ultimamente, è diventato un miglior creatore di gioco per i compagni.

7. Oshae Brissett (PF, Syracuse)

Ha chiuso la regular season in crescendo e la sua parabola sembra ancora non aver raggiunto l’apice. Certamente il più continuo nell’incredibile cavalcata di Syracuse visti i 17.6 punti e 10 rimbalzi di media nelle tre gare giocate. Sta mostrando grande maturità, e come detto, può ancora stupire.

6. Cameron Krutwig (C, Loyola-Chicago)

Chiunque lo vedesse per la prima volta nel riscaldamento pre-partita, direbbe “ma questo qui è un pippone”. Ecco, col cavolo. Centro bianco (in effetti un po’ paffutello), Krutwig è uno dei motivi della grande stagione dei Ramblers. Insospettabilmente agile, insospettabilmente pugnace. Insomma, un lungo vero.

5. Omari Spellman (C, Villanova)

Finto centro dalla mano buona (43.8% da 3), uomo chiave della difesa in area per i Wildcats perché è l’unico rim protector a disposizione di Jay Wright. Finora poco protagonista, soprattutto contro Alabama quando ha fatto due falli subito, cosa che deve evitare in futuro. Perché per arrivare fino in fondo, Villanova ha decisamente bisogno di lui.

4. Zach Norvell (SG, Gonzaga)

Dopo una stagione positiva, il nativo di Chicago ha ulteriormente alzato l’asticella delle sue prestazioni. Al suo esordio assoluto alla March Madness, il canestro decisivo da tre punti contro UNCG e una doppia doppia da 28 punti e 12 rimbalzi nella vittoria contro Ohio State. Leader e clutch, meglio di così…

 

3. Zhaire Smith (SF, Texas Tech)

Ala dal fisico pazzesco a cui piace vivere in alta quota. Uno dei freshman passato sotto i radar in stagione e completamente esploso alla March Madness, tanto da far alzare le sue quotazioni Nba. Giocatore dalla grande intensità e difesa, la partita contro Florida è il suo biglietto di presentazione alla nazione.

2. Shai Gilgeous-Alexander (PG, Kentucky) e Kevin Knox (PF, Kentucky)

Chiudiamo con due coppie, questa è quella di UK. Si è parlato tanto di Trae Young e Collin Sexton, ma zitto zitto SGA è salito di colpi. Partita contro partita. Buffalo porta ancora i segni delle ferite che la PG ha lasciato sulla sua difesa. La pratica Davidson invece è stata sbrigata da Knox che ha il suo ufficio nel long-mid-range, lato destro preferibilmente. Da lì solo morti e feriti con un jump che ammalia.

1. Marvin Bagley (PF, Duke) e Wendell Carter (C, Duke)

Ultima coppia, quella di lunghi più devastante del college che non ha schiacciato il piede sul freno nel momento clou della stagione. Bagley ha continuato a guidare l’attacco dei Blue Devils con i suoi 22 punti di media tirando con il 75% dal campo. Carter, come al solito, si è reso utile nei momenti opportuni senza strafare e sta viaggiando a 11 punti e 7 rimbalzi in 21′ di gioco. Dominano in scioltezza.