Quote by UCLA è la sorpresa, Michigan sconfitta

L’assenza di Isaiah Livers, alla fine, è costata cara e ad andare alle Final Four è UCLA al termine di una partita tostissima, sempre tirata e conclusa con un tiro sulla sirena di Franz Wagner schiantato sul ferro. 51-49 il risultato finale che porta i Bruins per la prima volta dal 2008 all’atto finale dove incontrerà una Gonzaga al momento inarrestabile.

Johnny Juzang, la nuova stella di Los Angeles

In maglia Bruins, solo Lew Alcindor ha segnato più punti di lui nelle prime cinque partite di un Torneo Ncaa. Al secondo posto c’è lui, Johnny Juzang, il trascinatore della sorpresa meno chiacchierata di questa March Madness. Partiamo da un numero: il 55% dei punti (28 su 51) di UCLA stanotte sono suoi. Dopo un avvio in cui la difesa di Michigan non ha fatto segnare per sei minuti e mezzo i Bruins, la partita è girata nel momento in cui l’ex Kentucky ha iniziato a segnare e l’ha fatto in tutti i modi.

 

Juwan Howard aveva anche preparato la giusta contromisura: spingerlo dentro l’area a schiantarsi contro Dickinson, dato che in stagione ha tirato poco (il 13.7% dei suoi tiri) e male al ferro (55%). Peccato che Juzang sia risultato inarrestabile: floater, tiri in uscita dai blocchi, piedi per terra dal lato debole, dal palleggio con la mano in faccia, fintando l’uscita dal blocco e tagliando al canestro. Il pacchetto completo necessario per incidere anche quando le difese ti negano il tiro da tre. 

Lo staff dei Wolverines non gli ha mai messo addosso il miglior difensore perimetrale della squadra, Franz Wagner, che era deputato a marcare il cervello di UCLA, ovvero Jaime Jaquez Jr., ma ha alternato i vari Eli Brooks e Chaundee Brown che, pur contestandogli ogni tiro, non sono riusciti a fermare il sophomore.

Dopo il primo tempo stellare, Juzang ha placato la sua produzione nel secondo tempo, salvo poi svegliarsi nel finale. Canestro decisivo ad un minuto dalla fine, ma ha anche rischiato di far riaprire la partita con il suo 1/2 ai liberi (91.1% in stagione). Fortuna per lui che Wagner (due volte) e Mike Smith abbiano sbagliato il possibile tiro della vittoria.

Difese perfette, o quasi

Partita dominata completamente dalle difese e per la prima volta nel Torneo è pesata l’assenza di Livers, soprattutto nel finale quando Michigan ha provato ad affidarsi al gioco in post di Hunter Dickinson (11 punti, 5/10 dal campo) che però non è stato abbastanza efficiente.

UCLA ha sfoderato la migliore prestazione difensiva della stagione al momento giusto. Ha forzato più palloni persi del solito e ha contestato ogni possibile tripla ai Wolverines (2/3 di Chaundee Brown, 1/8 gli altri).

Alcune fiammate di Brandon Johns e di Austin Davis: per il resto, buio totale in casa Michigan. Senza l’apporto dei principali creatori di gioco, Mike Smith (3 punti, 1/ 7 dal campo) ed Eli Brooks (8 punti, 3/8 al tiro), risultava ancora più cruciale la produzione di Franz Wagner. Si è speso tantissimo in difesa, ma ha steccato completamente in attacco: 1/10 al tiro per lui e un airball a 20 secondi dalla fine su una rimessa perfettamente disegnata da coach Howard che avrebbe messo davanti Michigan.

Anche i Wolverines hanno difeso benissimo, togliendo dalla partita il terzo violino Jules Bernard e l’uomo-clutch Jaquez. La difesa cambiava su tutto, accettando anche di avere Dickinson per qualche possesso su Tyger Campbell, ma non è mai riuscita a trovare una soluzione ai movimenti di Juzang che leggeva sempre in anticipo le scelte della difesa. Chiosa finale sui tiri liberi: dopo il terribile 11/25 di Alabama, anche Michigan ha steccato con 5/11. Ottimi tiratori come Mike Smith o Hunter Dickinson hanno piazzato un 1/6 decisivo alla fine per le sorti della gara. 

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