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Nah’Shon Hyland, l’osso duro di VCU

Nah'Shon Hyland VCU
Autore: Giovanni Bocciero
Data: 26 Feb, 2021

Lo chiamano Bones sin da sempre per via del fisico scheletrico ma Nah’Shon Hyland sembra voler tenere fede al proprio soprannome anche in modi altri dal suo aspetto. Risultando un osso duro da masticare per gli avversari, ad esempio. La guardia di VCU sta facendo fuoco e fiamme nel suo anno da sophomore ed è uno dei migliori tiratori che si possano trovare in giro. È in gran parte grazie a lui se i Rams adesso sono in piena corsa per il titolo dell’Atlantic 10 e un posto alla March Madness, anziché essere la classica squadra giovane in ricostruzione che tutti immaginavano a inizio anno.

Da recordman a leader

Una volta scelta VCU, come qualsiasi freshman, ha dovuto attendere il suo momento. Questo è arrivato il 18 gennaio 2020 contro St. Bonaventure. Per Nah’Shon Hyland si trattava della prima gara in cui partita in quintetto e in 27 minuti ha segnato 21 punti con 5 triple realizzate su 6 tentativi. Da lì in poi la sua stagione è stata un crescendo, acquistando sempre più fiducia.

Al termine dell’anno ha addirittura riscritto un record dell’università, diventando la matricola dei Rams con più triple mandate a bersaglio: 63. E lo ha fatto tirando con un eloquente 43.4%. Chiunque ha allenato Bones lo considera un ragazzo competitivo, che non ha paura di niente. Trova inaccettabile sbagliare due volte di seguito, e tutto ciò che gli manca in statura e dimensioni (1.91 m per 78 kg) lo compensa con il cuore. E quest’anno si sta dimostrando un vero leader.

La prima cosa che colpisce quando lo si vede giocare, è che per lui non esistono distanze impossibili quando si parla di tiro da tre. Ed è anche estremamente efficace visto che tira con il 38.7% prendendosi 8.2 tentativi a gara. Spesso si tratta di tiri senza alcun senso, ma che è ugualmente capace di mandare a segno.

 

Il suo gioco è parecchio influenzato dai playground. Il che, nel suo caso, è un vantaggio per sopperire allo scarno telaio che si ritrova. Infatti, con finte, virate, rapidi palleggi e cambi di direzione riesce a smarcarsi per arrivare a tirare vicino al canestro. Il resto lo fanno le lunghe leve (205 cm di wingspan).

 

Bones è il miglior marcatore della squadra con 19.4 punti di media e possiede un ottimo ventaglio di doti tecniche. La più grande lacuna, però, è quella del tendere a strafare, forse perché troppo convinto delle proprie abilità. Questo lo porta a prendere decisioni rivedibili: tiri fuori equilibrio e passaggi come soluzione di rimpiazzo gli errori più gravi.

 

Difensivamente ha un grande potenziale, anche perché recupera di media 2 palloni a partita (41° a livello nazionale). Però è spesso posizionato male e nell’uno-contro-uno si fa battere con troppa facilità. Al contrario, s’impegna nel contestare i tiri dalla distanza e si tuffa quando c’è da conquistare una palla vagante.

 

Nah’Shon Hyland sta attirando sempre più l’attenzione degli scout Nba, ma almeno per il momento non sembra pronto a dichiararsi eleggibile per il prossimo Draft. Come già detto, è concentrato a fare bene con VCU alla prossima March Madness. Proprio per questo ha tutto il tempo per migliorare.

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