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Le 5 squadre più temibili in transizione

Autore: Riccardo De Angelis
Data: 4 Gen, 2018

Saper giocare a difesa schierata è importante, ma saper alzare i ritmi non è una qualità trascurabile: tante squadre ne sono consapevoli e ce ne sono diverse che costruiscono gran parte delle proprie fortune sull’abilità nel colpire in velocità. Ne abbiamo scelte cinque, quelle che secondo noi interpretano al meglio questo aspetto del gioco – e che, non a caso, risultano fra le migliori in assoluto per volume ed efficienza di conclusioni in transizione.

1. Oklahoma

La macchina offensiva che ha in Trae Young il principale motore può andare a diverse velocità ma ama quelle più elevate in maniera molto spiccata. I possessi di Oklahoma durano infatti mediamente 13.6 secondi (terzo dato più basso di tutta la Division I) e, stando a Hoop-Math, è l’high major col maggior volume di conclusioni in transizione (33.1% del totale), tiri che a loro volta mettono insieme uno degli eFG% più elevati in circolazione (66.9, sesto miglior dato fra le high major). In due parole: assolutamente letale.

Nelle due vittorie più importanti – Wichita State e TCU – i Sooners hanno spinto sull’acceleratore, mettendo a durissima prova la bontà della difesa in transizione dei primi e smascherando i limiti di quella dei secondi. Tutto passa per le mani d’oro di Young, ovvero il giocatore più decisivo che possiate trovare oggi nella pallacanestro universitaria. Volendo cercare il pelo nell’uovo, a volte non arriva al ferro nel migliore dei modi quando va per il coast-to-coast, ma in generale la sua efficienza al tiro è estremamente alta e sa innescare i compagni con naturalezza e istinti da talento puro.

 

2. Duke

Alla squadra che possiede l’arsenale offensivo più minaccioso della Division I poteva forse mancare quest’arma? Certo che no, e non solo: l’arma in questione è anche fra le più affilate di cui dispone. Anche al netto d’un Trevon Duval non impeccabile e che tende ad andare fuori giri, i Blue Devils sanno correre come indiavolati e colpire in contropiede con altissima efficienza (70.2 di eFG%) grazie al talento enorme dei suoi interpreti: dalla versatilità di Grayson Allen all’atletismo implacabile di Marvin Bagley, fino a un Gary Trent Jr. che, sì, in generale pecca di continuità, ma che a ritmi elevati sa essere efficace come pochissimi altri giocatore nel suo ruolo.

 

3. Villanova

Equilibrio, esperienza, talento: se si pensa alla parola “organizzazione” in Ncaa, il nome di Villanova è sempre fra i primissimi a venire in mente. Quest’anno, nella metà campo offensiva, i Wildcats hanno talvolta brillato più in transizione che a difesa schierata: tutto o quasi parte dall’abilità nello sfruttare gli “stop” imposti agli avversari con ripartenze immediate dove il talento dei singoli in uno-contro-uno sposa una circolazione di palla d’alto livello, capace di trovare soluzioni pressoché istantanee anche quando l’opportunità del contropiede primario viene chiusa. Jalen Brunson, inarrestabile in campo aperto, spicca come non mai in questo genere di situazioni e, insieme a Phil Booth, garantisce controllo e palle perse molto limitate a ritmi alti. Quando poi si può contare su giocatori come Mikal Bridges, Donte DiVincenzo e Omari Spellman, capaci sia di concludere al ferro che di colpire dalla linea da tre, tutto diventa più facile.

 

4. Virginia Tech

L’attacco degli Hokies è contraddistinto da alcune delle percentuali al tiro più alte in Division I (59.8% da due e 42.7% da tre) e dalla ricerca costante di soluzioni in transizione. La point guard Justin Robinson sa distribuire gioco senza però garantire sempre il massimo dell’affidabilità ma è comunque affiancata da tanti giocatori – anche in uscita dalla panchina – dinamici, esplosivi e complicati da arrestare anche per via del loro elevato range di tiro che li rende temibilissimi sugli scarichi, in primis i tre leading scorer: Ahmed Hill, Justin Bibbs e Nickeil Alexander-Walker.

 

5. LSU

Non è fra le squadre che si vedono più spesso all’arrembaggio ma è fra quelle che lo fa meglio: LSU, infatti, pur con un volume abbastanza alto ma non fra i più elevati di tiri scoccati in transizione (22.4%) è l’high major col più alto eFG% quando tiene il piede sull’acceleratore (72%, terzo in assoluto). Il playmaker Tremont Waters – di cui vi avevamo già parlato – è assolutamente centrale in questa dinamica, benché in questo caso, se parliamo d’efficienza, le doti di direttore d’orchestra spiccano rispetto a quelle di finalizzatore. A mettere la palla nel cesto con alte percentuali ci pensa soprattutto la guardia-ala Skylar Mays, atletico e capace d’andare sopra il ferro con facilità.

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