Home 9 Focus 9 L’esordio di Paolo Banchero in maglia Duke

L’esordio di Paolo Banchero in maglia Duke

Autore: Paolo Mutarelli
Data: 28 Ott, 2021

Il Countdown to Craziness, la sfida annuale di presentazione tra i giocatori di Duke al Cameron Indoor Stadium, certifica che l’inizio della stagione è vicino e quest’anno ha avuto un doppio significato. In primis, il ritorno dei Cameron Crazies: la student section di Duke era gremita di studenti, cosa che non vedevamo da inizio 2020. La seconda è stata la possibilità di vedere per la prima volta in azione Paolo Banchero con la sua nuova maglia. Ecco com’è andata.

Giocate da stella

Due scrimmage da 12 minuti, al termine del primo si resettava il punteggio e si mischiavano le squadre come al campetto. Banchero, sempre in maglia bianca, è stato il punto nevralgico prima del quintetto creato a posta per testare la possibile coesistenza con il centro Mark Williams e poi è stato il playmaker occulto del quintetto titolare con Trevor Keels e Mark Williams nelle vesti di scorer principali.

É circolato, nelle ultime settimane, il video di una spettacolare schiacciata di Paolo Banchero durante questa partita che ha fatto, giustamente, impazzire tutti. Diverse finte in partenza, primo passo che lascia di sasso il difensore ed è esploso in tutta la sua potenza, facendo salivare ogni tifoso di Duke e anche italiano.

Ma la giocata più interessante di Banchero durante la partita arriva al possesso successivo. La difesa è l’aspetto che ti fa rimanere in campo, che ti fa essere utile quando il tiro non entra (come in questo caso, Banchero era 2/6 dal campo). Qui lo vediamo accettare un cambio sulla guardia sophomore Jeremy Roach, che dovrebbe essere il titolare dei Blue Devils. Banchero resiste a due cambi di direzione, non salta sulla finta di tiro e alla fine stoppa uno che lo scorso anno ha messo 22 punti contro la migliore difesa dell’ACC, Virginia Tech. Tutto questo in un partita in cui l’intensità e la difesa non dovevano essere il piatto forte.

Con la presenza di un 4 lungo, forte fisicamente ma agile negli scivolamenti come Banchero e un playmaker di 1.95 come Trevor Keels, c’è la sensazione che Duke possa cambiare molto sui blocchi nella prossima stagione. La fisicità dimostrata da Paolo Banchero è davvero rara per un freshman e Coach K in questa partita l’ha usato molto come minaccia in aiuto, come supporto al rim protector principale che dovrebbe essere Mark Williams. La coppia di lunghi potrebbe essere davvero dominante sotto i tabelloni.

Il tiro mancante

Aggressivo, coinvolto subito e a ripetizione all’interno dell’attacco dei Blue Devils, Banchero ha mostrato i svariati modi che ha per poter segnare, senza poi segnare – 3/7 dal campo con 0/2 da tre e 0/2 ai liberi nel primo scrimmage, 2/4 con 0/2 da tre e 1/3 ai liberi nel secondo. Può partire dal gomito, fare un consegnato per poi andare a prendere una posizione profonda in post, è un giocatore che prende il rimbalzo in difesa e corre subito in transizione a concludere o a passare. Ha provato una tripla da otto metri e si è preso diversi tiri dal palleggio dopo dei crossover o in stepback. Non ha quella leggerezza tipica degli scorer usciti da Duke come Jayson Tatum o Brandon Ingram, in questo senso assomiglia più al Jabari Parker di Duke, ma l’arsenale sembra vasto. Soprattutto, sa come usare la sua fisicità nei pressi del canestro.

Il grande punto di domanda era la possibile coesistenza con Mark Williams, il centro sophomore che aveva mostrato ottimi segnali di miglioramento sul finire della scorsa stagione. La risposta che sembra uscire dallo scrimmage è “sì”. Paolo Banchero parte quasi sempre da esterno e, dopo un blocco, finisce in punta ad amministrare il gioco. Keels e Roach sanno muoversi anche senza palla ed essere una minaccia come tagliante, specialmente Keels, e possono lasciare all’italoamericano lo spazio per giocare l’alto-basso con Wiliams oppure l’uno-contro-uno.

Il suo playmaking a difesa schierata è ancora una cosa da testare. Lo abbiamo visto una volta gestire un pick and roll e sembrava fosse stato più per caso che per altro e, al momento, l’abbiamo visto caricare la difesa a testa bassa o creare separazione con lo step back senza contemplare una giocata per i compagni. Ma la sensazione è che possa essere un passatore intelligente: nell’unico possesso di zona della partita, Banchero è stato usato tra le due linee della 2-3, il punto perfetto per attaccare la zona, ha fatto un passaggio di tocco, velocissimo che ha praticamente battuto l’intera difesa e anche in transizione ha pescato un paio di volte i compagni.

Insomma, è stato un esordio intrigante. C’è la versatilità in difesa, c’è una consapevolezza avanzata del suo arsenale offensivo, c’è l’atletismo, c’è la giocata spettacolare, aspettiamo anche il suo tiro. Il Cameron Indoor è impazzito quando è stato chiamato dallo speaker e lui ha risposto con un bel balletto – la redazione di BN approva. Ci sono grandi aspettative su di lui, non solo dalla nostra parte di oceano, ma anche di là, dato che l’hanno pronosticato come Preseason Player of the Year dell’ACC e The Athletic parla di lui come probabile primo quintetto All-American. Ora noi aspettiamo il suo vero esordio a Duke, ma anche in Nazionale.

Articoli correlati

Due baltici e otto appunti: gli europei nella NCAA a novembre

Stelle in Top 25, matricole da Draft, campioni mid-major: otto brevi appunti sui migliori giocatori europei nella NCAA nel mese Leggi tutto

Paolo Banchero in ombra: cade Duke
Paolo-Banchero

A March Madness, commentiamo la sconfitta della #1 Duke e il primo passaggio a vuoto di Paolo Banchero. Purdue nel Leggi tutto

Super Mock Draft NBA, Paolo Banchero si prende la #1
Super Mock

Dopo due settimane di college basket è arrivato il momento di dare uno sguardo al nostro primo Super Mock Draft Leggi tutto

Il rodaggio di Banchero tra mid-major e sceriffi
Paolo Banchero - Duke

Prosegue il nostro scouting in progress di Paolo Banchero, che si è ripreso dopo un periodo di flessione. E ora Leggi tutto

Banchero, l’alcool e la strana legge del North Carolina

A March Madness parliamo del caso Banchero, di Chet Holmgren, dei problemi di Michigan e Illinois e dei big match Leggi tutto