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Paolo Banchero, il marziano che fa sognare l’Italia

Paolo Banchero
Autore: Manuel Follis
Data: 17 Set, 2021

Paolo Banchero. Se amate il basket e non avete ancora il suo nome sul taccuino fate parte di uno sparuto gruppo di distratti: rimediate al più presto e andate avanti a leggere. Velocissimo recap delle principali informazioni su di lui: ha passaporto italiano, dal novembre 2021 giocherà ufficialmente con la maglia di Duke, è considerato una possibile prima scelta assoluta al draft NBA del 2022 e in più è diventato il primo giocatore di college ad apparire in NBA2K. Come ha fatto? Ha sfruttato l’entrata in vigore della nuova normativa Ncaa sul NIL (Name, Image and Likeness), di cui vi avevamo parlato settimane fa.

Va da sé che per la prossima stagione lui sarà uno dei principali giocatori da seguire, molti dicono IL giocatore da seguire, con il pubblico italiano doppiamente interessato. Il primo ritratto del futuro giocatore dei Blue Devils scritto da Basketballncaa risale al 17 ottobre 2019 ossia nei famosi “tempi non sospetti”. Il momento ce-la tiriamo-un-po’ però è già finito. Figlio di grandi atleti, cresciuto a Seattle, senza ripetere quello che vi avevamo già raccontato, ci sono molte cose nuove da dire sul giocatore, che da allora ha dovuto affrontare una crescita esponenziale del cosiddetto hype. La maggior parte dei riflettori, soprattutto a inizio stagione, saranno puntati su di lui e questo a volte può non essere un bene.

Paolo Banchero con i genitori

Paolo Banchero con i genitori

Va detto che il ragazzo, sotto quei riflettori, sembra essere a suo agio. È cresciuta l’attesa, ma è cresciuto anche lui, e proprio dal punto di vista fisico. La prima dote che balza agli occhi guardando Banchero sono infatti le dimensioni: 208 cm per 107 kg, misure statuarie che a livello collegiale ne faranno una presenza difensiva anche dovesse giocare sotto l’effetto di sonniferi. In realtà, Jonathan Givony di Espn in un recente tweet sull’atleta ha scritto che il ragazzo si è alzato ulteriormente e ora dovrebbe essere arrivato a 210 cm, in più rispetto a qualche anno fa ha aggiunto 6-7 chili di muscoli arrivando intorno ai 113 kg.

Più muscoli, quindi più peso quindi più lentezza? Pare di no. Chi lo vede allenarsi quotidianamente sostiene che la sua velocità nel correre il campo sia rimasta la stessa. Di sicuro le sue doti offensive non si limitano alla presenza sotto canestro, anzi. Se già un paio di anni fa il gioco di Banchero era considerato “versatile”, le ultime uscite del talento di Duke hanno mostrato un giocatore quasi con attitudine da guardia, perfettamente a suo agio con la palla in mano. Tra i lati positivi si segnalano appunto la scioltezza nel palleggio, unita alla capacità di andare a sinistra nonostante sia destro e alla naturalezza del tiro anche dalla lunga distanza.

Per carità, parliamo ancora di highlight a livello di high school, quindi con avversari non di livello, ma il feeling che mostra Banchero per il gioco sembra di quelli giusti. Scrivere di lui è complesso perché da un lato non ha ancora affrontato un basket strutturato, organizzato e pieno di talento come quello della Ncaa, ma dall’altro, ed è un fatto, al momento non sembra avere difetti evidenti. Se proprio ne si volesse trovare qualcuno potrebbe essere l’efficacia al tiro dalla lunga distanza, che però è un fondamentale sul quale sta lavorando alacremente e forse paradossalmente la sua abilità nel gioco in post, visto che a causa della sua versatilità Paolo non si è concentrato sul gioco nei pressi del ferro.

Ecco, torniamo alla versatilità. Il ragazzo di Seattle ha un potenziale in attacco devastante e in più al liceo e nei circuiti pre-universitari ha mostrato l’abilità di procurarsi tiri liberi, che poi converte con un temibile 80% (quindi non è manco scarso dalla lunetta come molti lunghi), eppure è conosciuto più per le sue doti difensive che per quelle offensive. In aiuto è di quelli che spedisce il pallone degli avversari in tribuna, anche perché è accreditato di un elevazione superiore a 1 metro. Insomma, prima di vederlo a confronto con quelli seri, Banchero entra al college con la nomea del marziano, che solo Zion Williamson aveva avuto prima di lui.

Inevitabile che i tifosi di Duke si preparino a un ultima grande stagione vincente di Coach K anche grazie a Banchero, per chiudere in bellezza una carriera da hall of famer. Sarà interessante capire come i Blue Devils sfrutteranno in campo il suo talento, che in teoria sarà affiancato dal centro al secondo anno Mark Williams. Lo serviranno spalle a canestro da fermo lavorando sul suo gioco in post? Cercheranno di dargli palla in movimento sfruttando il suo atletismo e il suo controllo di palla? Oppure, opzione più temibile, lo lasceranno libero di esprimersi alla Zion? Quest’ultima opzione sembra quella più accreditata al momento, ma è ricca di insidie come hanno dimostrato le prestazioni offensive di Duke negli ultimi anni, con molto potenziale ma poca organizzazione.

Tra le novità che riguardano Banchero c’è ovviamente anche il fatto che ha ufficialmente ottenuto il passaporto italiano e quindi sarà schierabile con la Nazionale. Il Gatorade Player of the year 2020 si è detto felicissimo di questo traguardo e ha spiegato che la sua famiglia (le origini provengono da papà Mario) si considera italiana e per questo giocare in azzurro sarà per lui motivo di orgoglio. Il primo colore azzurro che indosserà, in ogni caso, sarà quello dei bordi della maglia di Duke e in quel contesto tra poco il mondo scoprirà se la Nba e la nazionale italiana hanno trovato una nuova stella.

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