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Chi sale e chi scende, il meglio della settimana

Autore: Redazione BasketballNcaa
Data: 28 Nov, 2017

Dietro la lavagna

Arizona dopo le tre sconfitte alla Battle 4 Atlantis fuori dalla top25, le losangeline USC e UCLA sconfitte da Texas A&M e Creighton, Oregon e Stanford con un PK80 da dimenticare, Oregon State con un Advocare Invitational turbolento e California che al Maui le prende da Chaminade, college di Division II. Si scrive Pac12 si legge delusione.

Esce dal ranking Saint Mary’s dopo un weekend terribile con doppia sconfitta al Wooden Legacy contro Washington State e Georgia, non certo due potenze di Pac 12 e Sec. E adesso son problemi per i Gaels già in vista di marzo perché hanno una non conference schedule orrida e solo vincendo la WCC potranno sperare di andare al Torneo.

Promosse a pieni voti

Sale al nono posto nel ranking l’imbattuta Texas A&M, finora una delle squadre migliori del college basketball senza se e senza ma. Seconda vittoria contro una top25, ancora in doppia cifra, attacco che produce 83 punti a gara con il 41.7% da 3, difesa che ha concesso più di 65 punti una sola volta, grazie anche alla bellezza di 7 stoppate a partita. Senza dimenticare lo spettacolo: contro USC, il parziale decisivo di 19-3 è iniziato con questa sequenza

 

L’altra squadra ancora imbattuta nella Sec è Mississipi State che da questa stagione può contare sulla coppia più calda di fratelli della Ncaa, dopo che Michael Porter ha lasciato da solo Jontay a Missouri: sempre in doppia cifra nelle sue prime 5 partite di college, Nick Weatherspoon potrebbe diventare anche più forte di Quinndary che per ora rimane il leader dei Bulldogs. Era 2/16 da 3, ma la tripla a pochi decimi dalla sirena per battere Jacksonville State se l’è presa lui. E l’ha segnata.

In una Pac12 dove sta accadendo tutto e il contrario di tutto quale poteva essere la squadra più in forma? Naturalmente Washington State. In preseason indicata come la formazione più debole della conference, in settimana ha vinto il Wooden Legacy dopo l’upset in semifinale ai danni di Saint Mary’s. Il record di 6-0? Tutto frutto di improbabili rimonte, triple e del duo Malachi Flynn-Robert Franks. (Qui l’approfondimento).

UNLV è una delle squadre più divertenti dell’Ncaa: fedeli al loro nome i Runnin’ Rebels giocano a ritmi vertiginosi, segnando 85 punti di media rendendosi protagonisti di parziali che spezzano le partite come il 42-25 del secondo tempo nella finale dell’MGM Grand Main Event contro Utah. Il freshman Brandon McCoy è l’uomo copertina (20.2pts+13reb di media) ma è il transfer da Milwaukee Jordan Johnson (15.8pts+8ast) la miccia dell’attacco di coach Marvin Menzies.

 

Non sta tradendo le aspettative d’inizio anno Miami, attualmente con un record di 5-0 concedendo una sola volta più di 60 punti agli avversari. La cosa impressionante è che sta vincendo, e con scarti elevati, pur tirando male da 3. Non a caso è scesa dal 134esimo posto (35.9%) dello scorso anno al 199esimo (34.3%) di questo inizio stagione. Se dovessero migliorare, come è lecito immaginarsi, possono diventare un vero rullo compressore.

Con la vittoria del Savannah Invitational ha fatto incetta di record Valparaiso. Con un inizio di stagione da 7-0 ha eguagliato i campionati del 1921-22, 1943-44 e 1966-67. Prossimi obiettivi? L’11-0 del 1944-45 e il 22-0 del 1923-24. Ma la vittoria del torneo, nella cui finale Bakari Evelyn ha realizzato il career-high di 30 punti ed è stato votato Mvp, ha permesso all’università di entrare nella top10 dei programmi più vincenti dal 2014 ad oggi.

Ward, Battle e Holder on fire

Vi abbiamo già parlato della bella vittoria di Michigan State al PK80 e vi abbiamo brevemente citato Nick Ward tra i fattori positivi. Il lungo degli Spartans ha iniziato la stagione come meglio non poteva, confermandosi uno dei centri più dominanti della Big Ten, tra rimbalzi offensivi e stoppate. Qui un focus sul giocatore.

Oltre a Washington State, l’altra squadra in grande forma della Pac12 è Arizona State guidata da un decisivo Tra Holder nell’upset ai danni di Xavier e nella vittoria del Las Vegas Invitational che ha aperto le porte della top25 ai Sun Devils (6-0 in stagione). Holder con una prova pazzesca da 40 punti è l’uomo simbolo di un attacco che coach Bobby Hurley ha definito il “migliore che abbia mai allenato”.

 

Syracuse ha trovato in Tyus Battle il suo go-to-guy. La guardia sophomore ha quasi raddoppiato il fatturato in punti (20) rispetto all’anno scorso, ma ciò che colpisce è che nonostante si prenda più tiri la sua percentuale dal campo è in crescita (dal 43 al 49%). L’aspetto più positivo è che è un leader: non forza quasi mai e sa prendere le decisioni giuste al momento giusto.

La prova del nove

Tra le squadre imbattute nella Big Ten Conference c’è anche Illinois, record 6-0. Merito del nuovo coach Brad Underwood? Possibile, ma più probabile sia stato il calendario agevole, anche se c’è stata una buona vittoria contro DePaul. Adesso però arrivano nell’ordine Wake Forest, Northwestern e Maryland e si capirà davvero che squadra sono i Fighting Illini.

Anche Cincinnati ha un record immacolato (7-0), unica in tutta la American Athletic e sembra in forma come non mai. Pressano la palla come forsennati e hanno la terza miglior difesa della nazione, tirando da 3 col 40% di squadra (miglior dato nei 12 anni di coach Mick Cronin). Adesso però arrivano Xavier, Florida, Mississippi State e UCLA. Un bel test.

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