Quote by Moretti va alle F4 ed entra nella storia

Il primo giorno di Elite Eight ha regalato due partite combattute e avvincenti. La difesa di Texas Tech ha avuto la meglio sull’attacco di Gonzaga, battuta anche grazie a una prova corale in attacco. A Purdue invece non sono bastati i 42 punti di un Carsen Edwards a tratti irreale. Virginia ha acciuffato con un po’ di fortuna il supplementare e poi staccato il biglietto per la Final Four. Dove ci saranno per la prima volta due ragazzi italiani in campo: Davide Moretti e Francesco Badocchi.

West – #1 Gonzaga – #3 Texas Tech 69-75

Texas Tech conquista la prima Final Four della sua storia battendo Gonzaga in una partita tiratissima dall’inizio alla fine, con un Davide Moretti protagonista nel finale con canestri pesanti. Doveva essere ed è stata una gara fra opposti, il clash of styles per eccellenza, il miglior attacco contro la miglior difesa della Division I. Alla fine, a prevalere è stata la retroguardia dei Red Raiders ma, nel corso della partita, l’equilibrio è stato massimo.

Il primo tempo si era chiuso sul 37-35 per Gonzaga e, oggettivamente, Texas Tech aveva fatto un lavoro ottimo nel tenersi a contatto nel punteggio pur dovendo giocare la frazione sottostando al ritmo (11-2 per gli Zags il conto dei punti in contropiede) e ai temi tattici offensivi dettati dagli avversari, oltre ad andare sotto nella lotta a rimbalzo. Coach Chris Beard ha vinto tante partite quest’anno mettendo la freccia a inizio ripresa: stavolta non c’è stata nessuna inversione brusca, ma la sua Texas Tech ha mostrato maturità e nervi saldi da prima della classe, mettendo a disagio Gonzaga in maniera crescente fino a guadagnare l’inerzia della partita nella parte finale.

Fra le fila della squadra di Lubbock, Jarrett Culver è stato per l’ennesima volta il top scorer dei suoi (19 punti, 5/19 dal campo, 7/8 ai liberi) ma la palma di migliore va a Matt Mooney (17 punti, 5 rimbalzi, 3 recuperi). L’ex South Dakota è stato essenziale nel tenere vivo l’attacco di Texas Tech nel primo tempo (11 punti) e il suo apporto a tutto tondo è stato tanto incisivo quanto continuo nel corso del match.

 

A fare la differenza in maniera evidente, ci sono anche Tariq Owens (9 punti, 7 rimbalzi, 3 stoppate) e Davide Moretti (12 punti con 4/9 dal campo e 2/2 ai liberi, oltre a 2 assist e 2 recuperi). Il Moro non si è fatto notare nel primo tempo, ma il suo emergere progressivo nella seconda metà della ripresa è stato fondamentale, in particolare grazie a due sue triple nel finale.

 

In casa Gonzaga ci sono da segnalare i 22 punti di Rui Hachimura (straripante nella parte iniziale dell’incontro) e la doppia-doppia di Brandon Clarke (18 punti, 12 rimbalzi, 3 assist ma anche 6 perse di cui 5 nel primo tempo). Anche Josh Perkins (16 punti, 6 assist) è stato fra i migliori Zags ma la sua partita è emblematica di quanto possa essere crudele lo sport. Dopo aver ridato speranza ai suoi con la tripla del -2 a 21.9 secondi dal termine, ha rimediato un tecnico che ha segnato la gara, avendo toccato il pallone mentre era ancora fra le mani di Mooney pronto a effettuare la rimessa. Un errore grave, uno di quelli che non si vorrebbe mai vedere come conclusione di una carriera da giocatore fra i più importanti nella storia di Gonzaga.

 

South – #1 Virginia – #3 Purdue 80-75 OT

Al KFC Yum! Center di Louisville è andata in scena una delle più belle partite della stagione Ncaa. La gara tra Virginia e Purdue è stata un concentrato di intensità, tecnica e talento. Alla fine a spuntarla, dopo un tempo supplementare, sono stati i Cavaliers che hanno vinto il South regional e staccato il biglietto per la Final Four a cui mancavano dal 1984.

L’inizio di gara è stato incredibile. Entrambe le squadre hanno segnato i primi 4 tiri tentati ma è stata comunque Purdue a prendere il primo vantaggio consistente sul 22-12 grazie ad un Carsen Edwards in versione “uomo in missione” e alle tante triple mandate a bersaglio anche da gregari come Eric Hunter e Aaron Wheeler. Virginia al contrario è riuscita a mettere punti a referto solo vicino a canestro con un propositivo Mamadi Diakite. Per recuperare il distacco, i ragazzi di coach Tony Bennett hanno provato a usare la loro arma migliore, cioè la difesa, ma si sono ben presto caricati di falli. E allora ci ha pensato il solito Ty Jerome a riportare sotto i suoi con le uniche due triple realizzate dai Cavaliers nel primo tempo, andati all’intervallo con un solo punto di ritardo (30-29).

La ripresa ha visto Virginia partire meglio. Dopo un primo tempo da 0/3 da 3, per un complessivo 3/29 al torneo sino a quel momento, ha deciso di iniziare a giocare Kyle Guy (25 punti, 5/12 da 3 e 10 rimbalzi). Tre triple di fila a segno hanno spinto i Cavaliers fino al massimo vantaggio di 45-37.

 

La partita si è infiammata ancor di più ed è stato ancora Edwards (42 punti con 10/19 da 3 e record per triple segnate al Torneo con 28) a caricarsi Purdue sulle spalle segnando a ripetizione dall’arco tanto da far scomodare i telecronisti nell’esclamare “anche il college basket ha il suo Steph Curry”.

 

Il finale del match è stato di quelli che molti ricorderanno a lungo. Purdue era in vantaggio di 3 punti a meno di 6 secondi dalla fine, e ha mandato Jerome (24 punti, 7/18 dal campo e 7 assist), fondamentale in precedenza con triple pesantissime, in lunetta per due tiri liberi. Sbagliato il secondo libero, Diakite ha preso l’ennesimo rimbalzo offensivo (17-8 il dato complessivo finale) che ha permesso ai Cavaliers di tentare un ultimo disperato tiro, che sempre lo stesso Diakite (monumentale) ha segnato sul filo della sirena. Supplementare.

 

Diakite (14 punti, 8 rimbalzi e 4 stoppate) ha regalato l’overtime, poi ci hanno pensato De’Andre Hunter (10 punti con 4/10 dal campo) e Kihei Clark – che ha segnato soltanto i due liberi finali – a portare a casa la vittoria. Edwards invece, che ha giocato quasi da solo per lunghi tratti del match (Ryan Cline 7 punti, Matt Haarms 6) un po’ per necessità un po’ per scelta, è arrivato col fiato corto nel finale.