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UCLA: difesa, gioventù e Johnny Juzang

BasketballNcaa - UCLA
Autore: Paolo Mutarelli
Data: 2 Apr, 2021

La sorpresa di questa March Madness è arrivata da una squadra dal sangue blu come UCLA. Non si tratta di una cinderella qualsiasi, ma di una principessa caduta in disgrazia che ora ha la possibilità di riscattarsi. Erano 13 anni che i Bruins mancavano dalla Final Four, quando in squadra c’erano star come Russell Westbrook e Kevin Love e Los Angeles impazziva per loro. Il basket spettacolo non c’è più, ma sono tornati i risultati. Coach Mick Cronin ha portato concretezza e mentalità vincente a una squadra giovane che è arrivata alla Final Four partendo dal turno preliminare (First Four), cosa che era successa solo una volta nella storia della March Madness.

Chi ha sconfitto

#11 Michigan State 86-80 OT
#11 BYU 73-62
#14 Abilene Christian 67-47
#2 Alabama 88-78 OT
#1 Michigan 51-49

Punti di forza

Tante risorse in attacco, come mai avute da coach Mick Cronin in carriera. Dalle triple di Jules Bernard ai tiri che entrano anche con la mano in faccia di Johnny Juzang, fino ad arrivare a qualche possesso in post di Cody Riley e ai canestri di pura leadership di Jaime Jaquez e Tyger Campbell. I Bruins sono il 13° attacco della nazione per Kenpom, grazie al loro ritmo lento e alla selezione certosina dei tiri.

Punti deboli

Sono corti, molto corti. Con gli infortuni del prospetto NBA Chris Smith e del cambio lungo Jalen Hill, Mick Cronin può contare praticamente su sei giocatori di cui nessuno è un lungo di riserva. Kenneth Nwaba ha dato qualche minuto contro Alabama, ma è troppo falloso, Jake Kyman non riesce a portare sostanza. UCLA dovrà arrangiarsi con pochi pretoriani contro Gonzaga.

Giocatori

Johnny Juzang (SG – So) – Lasciato marcire in panchina da coach Calipari a Kentucky, Juzang ha dimostrato tutto il suo valore da primo violino in questa stagione per poi esplodere definitivamente nella March Madness 2021. Una prestazione pazzesca dopo l’altra per la guardia californiana a partire dal First Four. Solo Kareem Abdul Jabbar ha segnato più punti di lui in maglia Bruins nelle prime cinque partite di un torneo. Ama tirare in uscita dai blocchi, ma anche dal palleggio ha dimostrato di saper far male. Contro Michigan ha segnato praticamente in tutti i modi, anche in penetrazione che non è la sua specialità. Se non si dichiara per il Draft, UCLA ha trovato la stella attorno cui costruire.

 

Jaime Jaquez Jr (SF/PF – So) – Una guardia che gioca da 4: Jaquez è il cervello di UCLA. Infatti, marcato da Wagner contro Michigan, l’attacco dei Bruins ha fatto fatica a decollare. A vederlo non gli si darebbe un euro, ma è il principale creatore di gioco dei Bruins, sa tenere botta contro avversari più grossi, è clutch (Alabama lo sa bene) ed è anche un discreto atleta.

Jules Bernard (SF – Jr) –  Un 3&D diventato protagonista durante il torneo. Fondamentali le sue tre triple contro Alabama, Bernard è un difensore versatile nel sistema creato da Cronin e, in attacco, non è solo un tiratore ma può anche creare anche dal palleggio. Giocatore indispensabile.

Tyger Campbell (PG – So) – Il floor general di UCLA. Difensore pazzesco sulla palla e playmaker sottovalutato nell’altra metà campo. Con Campbell, i Bruins gestiscono i ritmi e non perdono un pallone e hanno sempre un giocatore sicuro a cui affidare la palla. Quando vuole sa anche segnare, ma non è la mansione principale.

Cody Riley (C – Jr) – L’unico lungo rimasto a disposizione. Con il passare della stagione la squadra è diventata sempre più perimetrale e ha abbandonato il suo gioco in post, ma quando serve, come successo contro Alabama, Riley c’è sempre. Non il rim protetto dei tuoi sogni, ma è quello che serve alla difesa di UCLA.

David Singleton (SF – Jr) – L’unico cambio dalla panchina, è praticamente il sosia meno solido di Bernard. Tiratore che ogni tanto piazza triple fondamentali (contro Bama ha messi 15 decisivi punti), meno versatile di Bernard in difesa, ma è l’unico che permette agli esterni di rifiatare.

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