Quote by Verso il Draft 2020 – LaMelo Ball

LaMelo Ball

LaMelo Ball

Luogo di nascita: Chino Hills, California
Data di nascita: 22 agosto 2001
Altezza: 201 cm
Peso: 85 kg
Ruolo: 1-2
Squadra: Illawarra Hawks (AUS)
Stats 2019-20: 17.0 PTS, 7.6 REB, 6.8 AST, 1.6 STL
#2 nel Super Mock Draft NBA

Carriera

Minore dei tre fratelli Ball, LaMelo faceva parlare già da ragazzino, tra tiri da centrocampo e partite da 92 punti. Poi la sua carriera ha preso una piega ancora più particolare. Prima un contratto da professionista con una squadra lituana di bassa classifica. Poi l’esperienza nella tragicomica JBL, lega fondata da papà LaVar. Infine il passaggio a SPIRE Academy, una prep school in Ohio. L’anno scorso, invece, ha deciso d’iniziare a fare cassa. Alla Ncaa ha dunque preferito gli Illawarra Hawks della NBL australiana. Lì ha giocato appena 15 partite (3 di preseason e 12 ufficiali), prima che gli infortuni e la pandemia lo convincessero a inizio 2020 a tornare negli States per prepararsi al Draft.

Punti di forza

Visione di gioco – È la caratteristica che più di tutte ha contribuito a scrivere il suo nome in cima ai Mock Draft di mezzo mondo. La coordinazione occhio-mano di LaMelo è sensazionale e la sua capacità di trovare il compagno libero è già ora di livello assoluto. I suoi passaggi sono quasi sempre perfetti per tempismo, direzione e forza, ma non solo: spesso i suoi palloni seguono traiettorie creative, si infilano in spazi quasi impercettibili, cogliendo di sorpresa la difesa e a volte anche gli stessi compagni. Questa creatività e l’audacia di prendersi passaggi difficili, comunque, non inficiano il suo rapporto assist/palle perse, che in NBL è stato di 2.72.

Creatività al ferro – Pur non essendo esplosivo in senso stretto, riesce a sfruttare il fisico (2 metri per poco meno di 90 chili) in maniera ottimale sotto canestro. Con la palla in mano sa prendere vantaggio contro ogni difensore e, una volta lanciato verso il ferro, è in possesso di una quantità notevole di soluzioni per trovare i due punti. Le percentuali con le quali realizza tiri fuori equilibrio o contro difensori più fisicati di lui danno un riscontro importante sulla sua capacità di controllare il corpo in aria.

Istinti difensivi – Pur non essendo un cagnaccio nella metà campo difensiva, LaMelo ha dimostrato ottimo fiuto per le rubate: il suo QI cestistico gli permette di leggere le situazioni in anticipo: è bravissimo a muoversi lungo le linee di passaggio o a sradicare la palla dalle mani del diretto avversario.

Punti deboli

Meccanica e selezione di tiro – Nonostante abbia dimostrato di poter segnare anche dai bagni del palazzetto, rimane un tiratore non totalmente affidabile. Il suo jumper è macchinoso, con la palla che parte praticamente dal petto e con un rilascio non abbastanza fulmineo per i ritmi NBA. Soprattutto, la sua selezione è pessima: pur essendo migliorato, continua a prendere tiri difficili o anche da distanze siderali. Ha un feticismo particolare per lo stepback da tre, che mette in pratica anche quando la situazione di gioco offre soluzioni molto più favorevoli. Sicuramente la fiducia è quella giusta per diventare uno scorer di livello, ma le percentuali rischiano di calare drasticamente dopo il grande salto.

Difesa lontano dalla palla – Purtroppo è un aspetto del suo gioco difficile da giudicare con clemenza: quando il suo uomo non è in possesso, la maggior parte delle volte LaMelo smette di difendere. Non è raro vedere avversari attaccarlo in backdoor o lasciarlo piantato su dei semplici blocchi sul lato debole. Un po’ per poca attitudine, un po’ per svogliatezza, sembra capitato sul parquet per caso, in particolare quando si ritrova a dover gestire i cambi sul pick and roll. Atteggiamento e capacità di comunicare coi compagni sono aree da migliorare sensibilmente per trasformarlo in un difensore almeno accettabile, se non buono, nella NBA.

Paragone

I paragoni con Lonzo lo hanno sempre accompagnato: rispetto al fratello, però, LaMelo sembra poter gestire i possessi a ritmo più alto, oltre ad avere un range di tiro più ampio e migliori doti da realizzatore. Date le traiettorie inedite e spesso fuori dagli schemi dei suoi passaggi, a volte viene accostato a Jason Williams. Inoltre, le sue finalizzazioni creative in area ricordano un po’ quelle di Jamal Crawford: difficile vederlo viaggiare sulle stesse medie, ma può essere un ottimo punto di partenza.

Nella migliore delle ipotesi, LaMelo può essere un mix equilibrato di questi tre profili, un tipo di giocatore mai visto finora nella NBA. Nella peggiore, la sua mancanza di attitudine difensiva e di solidità al tiro, unite alla pressione di essere una scelta Top 3 (se non prima assoluta), lo potrebbero relegare alla dimensione di passatore da highlights e poco altro.

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