Quote by Verso il Draft 2020 – Anthony Edwards

Anthony Edwards

Luogo di nascita: Atlanta, Georgia
Data di nascita: 5 agosto 2001
Altezza: 196 cm
Peso: 102 kg
Ruolo: 1-2
Squadra: Georgia
Stats: 2019-20: 19.1 PTS, 5.2 REB, 2.9 AST
#1 nel Super Mock Draft NBA

Carriera

Da dicembre, Anthony Edwards si è piazzato alla #1 del nostro Super Mock Draft e da lì non si è più schiodato. Per il primo mese di stagione era stato solo il secondo miglior prospetto. Riclassificato per andare all’università di casa (4° prospetto della classe 2019 per ESPN), il giovane Ant-Man ha dato un sunto sul tipo di giocatore che è già nelle prime partite. Le grandi prestazioni si alternavano a gare in cui spariva per lunghi tratti, con coach Tom Crean più interessato a costruire una chimica di squadra (ben otto freshmen per i Bulldogs, oltre lui) che dargli totale carta bianca. Ciononostante, si è imposto come il prospetto più solido e pronto dell’intera classe Draft, pur avendo grattato solo la superficie del proprio potenziale.

Punti forti

Fisico – Da questo punto di vista, era pronto per la Nba già a inizio 2019. Una guardia con i cingoli, incontenibile per chiunque a livello caa, con un corpo che gli garantiva un vantaggio su chiunque. In Nba, il suo fisico, unito a una wingspan interessante per il ruolo (208 cm) e al notevole atletismo, fa di lui un potenziale difensore di livello e potrebbe aiutarlo ad ottenere minuti importanti sin dalla prima stagione.

Autostima – 2/10 dal campo nell’atteso esordio al Maui contro Dayton, primo tempo contro Michigan State con soli quattro punti. Edwards non si è scomposto, ha continuato ad attaccare a modo suo (da fermo, uno-contro-uno) e ha messo 33 punti nel secondo tempo contro gli Spartans. La fiducia incrollabile nelle proprie abilità balistiche gli permettono di segnare un buzzer, anche dopo una brutta prestazione da tre punti.

Gioco da stella – Il gioco di Anthony Edwards è perfetto per la Nba moderna. Guardia di ottima taglia, autosufficiente dal punto di vista realizzativo, istinti pazzeschi come passatore, potrebbe essere in grado di guidare un attacco così come di mettersi al servizio della squadra (merito di Tom Crean). In un Draft così povero di talento, è l’unico a unire le potenzialità da stella a un telaio già solido.

 

Punti deboli

Selezione di tiro – Il 29,4% da tre e il 40% dal campo non sono frutto di una meccanica di tiro da sistemare (anche se non ancora perfetta), ma piuttosto il risultato di un’idea di gioco molto individualistica, incentrata sul duello da campetto che spesso lo porta ad accontentarsi della tripla in step back o nello sbattere contro un muro sotto canestro. Va ripulita in ottica Nba, dove non avrà gli stessi possessi che aveva al college (30.4 di Usg%).

Difesa – C’è tutto per diventare un difensore di alto livello (vedi sopra), ma spesso Georgia ha pagato la sua pigrizia nella propria metà campo. Si è esaltato, in determinate partite, in uno-contro-uno, ma ci ha capito davvero poco a livello di sistema difensivo. Alcune volte Crean ha schierato la zona per mascherare i buchi lasciati da Edwards.

Costanza all’interno della partita – Tutto ciò ci porta ai grossi problemi di costanza durante l’anno con i Bulldogs. Spesso è scomparso in grossi frangenti della partita su entrambe le metà campo, diventando un peso per la squadra. Forse era il contesto poco competitivo, ma in Nba, per essere una stella, deve fare un salto mentale che non si è visto a Georgia.

Paragone

Anthony Edwards è un giocatore che ha tutto il potenziale per diventare uno scorer di primo livello alla Devin Booker. Naturalezza al tiro, sicurezza nei propri mezzi e talento ci sono, anche per diventare un fattore difensivo. Dall’altro canto, la pigrizia e la tenuta mentale, se non sistemate, potrebbe renderlo il nuovo Dion Waiters.

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