Si sapeva che la classe dei freshman quest’anno fosse forte, molto forte, ma l’ultima settimana ha segnato un dominio assoluto dei ragazzi al primo anno attesi e meno attesi. In tre hanno superato i 40 punti, in due i 30, ma davvero in tanti hanno messo il loro marchio sulle migliori partite di una Ncaa ancora sconfitta in tribunale, e sempre più senza regole, che celebra però una delle sue icone: Rick Pitino arriva a 900 vittorie.
Ecco i voti della settimana.

Keaton Wagler (Illinois) – Dopo un primo tempo da 24 punti, in molti avevano pensato che si sarebbe fermato. Sbagliato, con altri 22 nella ripresa per 46 totali, il freshman dei Fighting Illini ha preso in mano la sua squadra per 40′ e l’ha portata a sbancare il campo di Purdue, distruggendo anche una serie di record. Una macchina dall’arco (9/11), incontenibile in penetrazione sempre con una virata in mezzo all’area per creare separazione, in più ha dovuto portare anche su palla per l’assenza di Kyle Boswell. Partita che resta negli annali.
AJ Dybantsa (BYU) – Battuto il record di punti mai segnati da un freshmen a BYU, tenuto da Danny Ainge, la stagione di AJ Dybantsa continua a essere un esaltante viaggio verso la prima scelta assoluta al Draft Nba. 43 punti, 15/24 dal campo e una capacità di andare a canestro quando voleva contro una malcapitata Utah nel derby dello Stato. Riscattata la sconfitta contro Texas Tech, ora arriva lo scoglio più importante: la No.1 Arizona

Rick Pitino (St John’s) – Ha sempre fatto molto parlare di sé, per quello che dice, per come si veste, per i suoi comportamenti fuori dal campo. Su come allena e sui risultati che ottiene però c’è poco da discutere. Con la vittoria dei Johnnies su Xavier (allenata dal figlio di Pitino, a proposito di legacy) il coach ha raggiunto le 900 vittorie in carriera. Unico a vincere un titolo con due università differenti (Kentucky e Louisville), unico a raggiungere la Final Four con tre università diverse (oltre alle due citate anche Providence). Unico.
JT Toppin (Texas Tech) – Sì, è sempre qua, lo sappiamo anche noi ma il momento di strepitosa forma del junior dei Red Raiders continua e anche la seconda miglior difesa della nazione non è riuscito a fermarlo. Chiude una delle partite più belle dell’anno con 31+12 per la sua 44/a doppia doppia senza che un solo lungo di Houston capisca cosa fare contro di lui, anche perchè a Lubbock non vince mai nessuno: 11-0 il record di Texas Tech in casa quest’anno.

Nate Ament (Tennessee) – La miglior partita del freshman dei Vols arriva sul campo di Alabama dove il talento americano-ruandese-italiano (di cui presto vi racconteremo la storia) segna 29 punti con la sua naturale eleganza abbinata questa volta a tanta efficacia. Fondamentale il suo secondo tempo da 18+5 per dare alla squadra di Rick Barnes una preziosa vittoria in trasferta in una Sec finora più complicata del previsto.
Kingston Flemings (Houston) – Un’ira di dio inarrestabile e perfetta fino a 22 secondi dalla fine, quando commette l’unico errore della sua incredibile partita con un fallo in attacco nell’azione che poteva portare i Cougars al pareggio. Segna il suo career high di 42 punti in tutti i modi possibili e immaginabili, confermandosi uno dei freshman meno attesi che sta clamorosamente scalando posizioni su posizioni nel draft con assoluto merito.

Mikel Brown (Louisville) – Bentornato. Per la star della squadra (che aveva saltato le precedenti 8 partite) un rientro in grande stile: 20 punti con 4/5 da 2 e 3/6 da tre punti, ma soprattutto quella capacità di battere l’uomo che genera vantaggi e che finisce per essere una manna per tutti i giocatori dei Cardinals. A referto ci sono 6 assist, ma la sua capacità di creare superiorità va oltre le cifre.
Darius Acuff (Arkansas) – Sarebbe stata la performance della settimana, clamorosa per un freshmen, invece Darius Acuff passa sotto traccia, nonostante sia il candidato principale per il premio di MVP della SEC. Prima ha steso Vanderbilt in settimana con una prova tranquilla da 17 punti, poi ha schiantato LSU con una prova di efficienza irreale – 13/19 dal campo – dove è esploso in tutta la sua combinazione di tecnica e fisicità.

USC – Uno dei freshman più sfortunati del mondo è infine tornato in campo e, nonostante abbia sparacchiato senza pietà (6/27) nelle prime due partite, Alijah Arenas può senz’altro dare una mano alla difficile stagione dei Trojans. Che, dopo aver perso contro Northwestern, sono andati a vincere sul campo di Wisconsin dando finalmente un segnale di vita.
Villanova – Si fermano a un passo dal grande upset i ragazzi di Kevin Willard che, grazie a una difesa davvero tosta, portano Uconn al supplementare sul suo campo. Sarebbe stata la prima vittoria di prestigio di una squadra finora forte solo con le deboli, ma che comunque sta dando segni di risveglio dopo la triste era Kyle Neptune. E attenzione a Matt Hodge, altro freshman europeo che sta facendo bene.

Virginia – Poteva essere la vittoria che rendeva i Cavaliers la principale minaccia per Duke in ACC, invece North Carolina si ridesta con un gran finale di partita dove la squadra di coach Ryan Odom si è sciolta di fronte a Jarin Stevenson – che ha messo 17 punti tutti nel secondo tempo. Occasione persa, anche perchè erano sopra di 16 punti a fine primo tempo e hanno poi davvero preso sottogamba la gara.

Maryland – Una sconfitta fuori casa contro Michigan State ci sta. Un po’ meno segnare solo 48 punti e subirne 91. Il primo anno di Buzz Williams sulla panchina dei Terrapins si sta rivelando più complesso del previsto. L’unica speranza per i tifosi è che si ripeta quanto successo sulla panchina di Texas A&M, con i primi due anni da dimenticare e poi l’esplosione della squadra.
Kansas State – L’arrivo di uno scorer come PJ Haggerty non è servito a nulla ai Wildcats che proprio non riescono a dare un senso alla loro stagione e giacciono in fondo alla Big 12. La partita in casa contro una Kansas senza Darryn Peterson poteva essere l’occasione buona per rialzarsi e invece niente. Difendendo così male si fa davvero poca strada in Ncaa.

Porter Moser (Oklahoma) – Siamo probabilmente ai titoli di coda dell’avventura di Porter Moser a Norman. Il coach – diventato famoso con il miracolo di Loyola Chicago – si scioglie quando vede la competizione della SEC. In quattro anni mai un record positivo e la sensazione è che al quinto si possa toccare il fondo: sei sconfitte nelle prime sette partite di conference e un 0-2 in questa settimana contro South Carolina e Missouri che rappresentavano la coppia più morbida fino a fine anno.
Oregon – La Big Ten non è decisamente confrontabile con quello che era la Pac-12 un paio di anni fa, questo va detto. Ma Dana Altman sembra aver perso il suo tocco magico con Oregon e al momento è proiettato verso la peggiore stagione di sempre da quando siede sulla panchina dei Ducks. Gli infortuni (importanti) sono una parziale scusante, ma al momento la squadra è nervosa, fallosa e viene da 6 sconfitte di fila.

Ncaa – Adesso ci manca solo che Kevin Durant senta la nostalgia del college e torni a Texas per chiudere la sua carriera. Con Charles Bediako l’Ncaa ha perso (per ora) l’ennesima battaglia in tribunale e così anche un giocatore che ha firmato un contratto Nba è tornato 3 anni dopo a vestire la maglia della sua università. Era uno degli ultimi paletti chiari rimasti sull’eleggibilità dei giocatori, la prossima udienza dirà se è crollato definitivamente anche questo. E chissà se prima o poi una causa l’Ncaa riuscirà a vincerla, una.


