Quote by Yoeli Childs fa grande Brigham Young

Kansas l’abbiamo già molto celebrata, ma adesso che Yoeli Childs è tornato in forma, anche BYU fa paura. E occhio alla maxi sfida ai vertici della Pac-12 tra Arizona State e UCLA.

Vediamo i migliori della settimana.

1 – Kansas

Come si fa a non mettere i Jayhawks al primo posto in classifica? Battendo Baylor la squadra ha riagguantato la vetta nel ranking della AP. Kansas ha la migliore difesa della nazione ed è in striscia positiva da 13 partite con un Udoka Azubuike da NBA e un Devon Dotson parimenti degno di attenzione per il premio di POY.

2 – BYU

TJ Haws e Jake Toolson sono fantastici, ma che dire dell’impatto di Yoeli Childs? 28 punti, 10 rimbalzi e 3 assist contro Gonzaga, quando c’è stato in campo lui quest’anno BYU ha perso solo due volte: una in casa di Utah al supplementare e una di un punto in trasferta contro San Francisco in serata di grazia (due giocatori al career-high nella stessa gara). BYU ora è in striscia da otto partite ed è entrata nel ranking scalando posizioni.

 

3 – Arizona State

Nelle ultime stagioni i Sun Devils si erano disuniti con l’andare delle partite. Quest’anno invece sembra stia accadendo il contrario. Remy Martin e Rob Edwards portano punti e Romello White energia. Il risultato, anche se resta la big con meno assist di squadra, è la vetta della Pac 12. Ma attenzione che ora arriva una UCLA in super forma.

4 – UCLA

Che Mick Cronin sappia allenare è noto. Eppure sembrava che il suo primo anno sulla panchina più famosa di Los Angeles dovesse essere quello classico di transizione. Un corno. I Bruins ora non si fermano più. Arizona, Washington e Colorado (in trasferta) sono tra le loro ultime vittime. E L’ala Chris Smith finalmente sembra forte come si pensava ai tempi della high school.

 

5 – Florida State

Duke? Louisville? No, Florida State. Sono i Seminoles la squadra in testa alla Acc e lo sono con merito. Sono alti, sono grossi, sono muscolosi e poi sono tanti, visto che è la formazione (tra le grandi) che fa il maggior utilizzo della panchina. E in più le ultime tre partite di stagione regolare non sembrano impossibili.

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1 – Udoka Azubuike

Quando è in giornata sembra un gigante in mezzo ai bambini, anche quando quei “bambini” in realtà sarebbero i ragazzoni atletici del reparto lunghi di Baylor. Già decisivo in tante altre occasioni, il centro nigeriano sembra aver toccato il tanto atteso picco del suo potenziale proprio al momento più opportuno per Kansas: 23 punti, 19 rimbalzi, 3 stoppate coi Bears cui ha fatto seguito un 19+16+3 contro Oklahoma State.

2 – Anthony Edwards

Quella contro South Carolina è stata forse la sua miglior partita (36 punti con 11/22 dal campo e 10/12 ai liberi), anche se non è bastata a Georgia per agguantare la vittoria (94-90 dopo un supplementare). Attivissimo sulle linee di passaggio (4 recuperi), Edwards ha messo insieme un compendio delle qualità che ne fanno la possibile scelta #1 al prossimo Draft: rapidità, esplosività, coordinazione al ferro, range di tiro e capacità d’indovinare linee di passaggio non semplicissime.

 

3 – Markus Howard

Contro Georgetown, oltre ad aver servito 7 assist, ha messo a segno il suo secondo trentello di fila (brillando per efficienza al tiro: 5/6 da due, 5/10 da tre, 5/5 ai liberi) e questa è la dodicesima gara chiusa quest’anno con almeno 30 punti. Prestazione che gli ha permesso di superare Steph Curry nella classifica marcatori all-time della Ncaa.

4 – Mason Jones

Howard è un giocatore impareggiabile, ma l’esterno di Arkansas non sfigura troppo nel confronto se si parla di trentelli piazzati in serie. Quest’anno ne ha messi a segno sette, record stagionale che nella Sec lo pone alla pari di Marcus Thornton (LSU, 2008-09) e di Jodie Meeks (Kentucky 2008-09). L’ultimo è arrivato contro Tennessee in una gara dominata dall’alto dei suoi 37 punti (11/19 al tiro, 12/15 ai liberi).

5 – Garrison Brooks

Visto che Cole Anthony non ci riesce, ci ha pensato lui a regalare un piccolo sorriso ai tifosi di North Carolina. Il junior dei Tar Heels è stato il mattatore del derby vinto a sorpresa contro NC State con una prestazione da 30 punti (8/15 da due, 14/16 ai liberi) e 9 rimbalzi. La luce in fondo al tunnel non si vede (in fondo questa è stata la prima vittoria dopo un filotto di sette sconfitte) ma forse UNC può trovare un qualche minimo riscatto chiudendo a testa alta una stagione disgraziata.