Quote by Young stronca Kansas, Virginia inespugnabile

Due big match nella notte tra squadre del ranking. La partita più emozionante si gioca al Lloyd Noble Center dove nel finale Oklahoma supera Kansas 85-80. Dura invece un solo tempo la sfida tra Virginia e Clemson, vinta alla fine facilmente dai Cavaliers 61-36. Ecco cosa si è visto in campo.

Oklahoma, nel segno di Young

Alla fine, il confronto fra Trae Young e Devonte’ Graham è arrivato: è stato stravinto dal primo, tanto sul piano del risultato di squadra che su quello della prestazione individuale. Il buon Devonte’ si è impegnato in difesa e ha distribuito 9 assist, certo, ma ha anche sparacchiato alla grande pur potendo sfruttare tante conclusioni aperte (3/10 da due, 1/9 da tre, 2/4 ai liberi). Young, invece, è stato autore d’un incontro ottimo – 26 punti (7/9 dal campo, 10/12 ai liberi) e 9 assist – il più maturo della sua giovane carriera e che potrebbe segnare una svolta ulteriore nella stagione della squadra. Le solite giocate spettacolari non sono mancate, ma si è vista anche e soprattutto tanta sostanza.

 

Nonostante il career-high di 48 punti, il playmaker era stato criticato da più parti per la sua prestazione con Oklahoma State (troppi tiri presi e cattive scelte nell’OT). Quella coi Jayhawks è stata completamente diversa. All’inizio, con la difesa avversaria concentrata su di lui, resta in disparte, non si fa vedere: in realtà è in agguato, aspetta che la partita vada da lui e infatti, da metà primo tempo in poi, conduce un match sotto il segno della continuità e dell’efficienza, volto in primis a innescare i compagni. La capacità di adattarsi è stata tanto determinante quanto evidente, oltre che riassumibile con due particolari emblematici: il suo primo tentativo dall’arco è arrivato dopo ben 24’28” di gioco e i due canestri che di fatto hanno consegnato la vittoria a Oklahoma non sono stati segnati da lui, ma da Christian James (15 punti) e Brady Manek (14 punti con 4/6 da tre) su due assist serviti proprio dal numero 11 dei Sooners.

 

Una partita mai dominata ma condotta a lungo nella ripresa: Kansas sembrava in grado di chiudere la contesa in anticipo (+10 a 9’26” dalla fine) ma è infine risultata vittima dei propri difetti cronici, vanificando quindi le buone prestazioni offensive di Svi Mykhailiuk e Malik Newman (24 punti per il primo, 20 per il secondo).

La squadra di Bill Self, infatti, fa veramente tanta fatica a conquistare tiri liberi (342a in D-I per FT Rate), così come a sfruttarli a dovere (69.7%). La presenza in area di Udoka Azubuike all’inizio della ripresa sembrava poter cambiare il solito copione, almeno in parte. Così non è stato: la sua serie di canestri nel pitturato si è rivelata un fuoco di paglia e, peggio ancora, il centrone è risultato deleterio quando mandato in lunetta: 1/7 per lui, 6/14 per i Jayhawks.

 

Parlando di lunghi, Kansas è riuscita a perdere il confronto nei rimbalzi (40-35) nonostante la bellezza di 15 carambole offensive catturate. Silvio De Sousa è, per ovvi motivi, ancora lontano dal potersi ambientare: il suo tabellino da 3 perse e 1 fallo speso in un minuto di gioco è il simbolo dei problemi nel reparto, un’emergenza che rischia seriamente di finire per non essere mai risolta da qui alla fine della stagione.

 

Virginia, la morsa del cobra

L’immagine del serpente non è così peregrina. I Cavaliers sembra che iniettino del veleno a rilascio lento nelle squadre avversarie. E poi, man mano che la sostanza tossica fa effetto, si prendono la partita, pezzo dopo pezzo, fino a stritolare e inghiottire la preda. Molta prosa e poco basket? Ok, ma Clemson ha segnato 13 punti nella ripresa, tirando 6/23 dal campo. Di che cosa vogliamo parlare?

Restiamo alla difesa di Virginia, una squadra che come vi abbiamo raccontato è stata abilmente plasmata da coach Tony Bennett. Ecco, la squadra è da sempre nota per la sua grande capacità di fermare gli attacchi avversari, ma non è mai stata efficace come quest’anno. Siamo a 81.5 punti concessi su 100 possessi, meglio di sempre. Il segreto? Si divertono. “Sono stati i migliori 20 minuti difensivi cui abbia mai preso parte“, ha commentato a fine gara la guardia Devon Hall, riferendosi al secondo tempo. “È stato davvero divertente. Non voglio mentire, è stato fighissimo“.

Devon Hall – Virginia

La partita è durata sostanzialmente solo 20 minuti, cioè il primo tempo, finito con una fiammata da 11-0 dei Cavaliers ma che fino a quel momento era stato equilibrato. Clemson era alla prima gara senza Donte Grantham che ha finito la sua stagione (e la sua carriera) dopo un infortunio al ginocchio contro Notre Dame. I Tigers sono scesi in campo disciplinati, hanno cercato di far girare la palla il più possibile e si sono goduti l’inizio sfrontato della guardia Gabe DeVoe. Poi son stati pian piano stritolati.

Virginia non ha mostrato limiti o difetti. Oltre alla difesa in attacco esegue sicura, ha tiro e gioco dentro-fuori. Hall dall’angolo è una sentenza, Kyle Guy sa segnare anche in acrobazia, Mamadi Diakite ha registrato 3 stoppate in 16 minuti e persino Ty Jerome, in una gara non brillante, nel secondo tempo ha sparato due triple out-of-the-blue che hanno dato la mazzata finale a Clemson.

 

Nota bene. I Tigers non sono così male. Quando Virginia è andata avanti nel punteggio non hanno avuto la lucidità di continuare ad eseguire: hanno affrettato i tiri e perso più palloni, consegnandosi spontaneamente sull’altare dei Cavaliers. Nella parte iniziale però hanno mostrato carattere, fisico, idee e buona difesa. Segnali positivi anche dal freshman Aamir Simms, alla prima partenza in quintetto (vista l’assenza di Grantham): energia e potenziale ci sono. Vanno limitati gli errori per “troppa voglia di fare”.