Quote by Tutti i duelli della finale Ncaa

È una finale Ncaa auspicata e attesa da mesi, quella tra le due formazioni che hanno fatto vedere la miglior pallacanestro nel corso di tutta la stagione. E comunque vada, ci sarà una nuova squadra nell’albo d’oro perché nessuna delle due è mai arrivata fino in fondo al Torneo.

Gonzaga ha vinto la partita dell’anno contro UCLA e arriva imbattuta alla finale.

Baylor ha demolito Houston ritrovando la sua arma migliore, cioè il tiro da tre.

Delle due finaliste vi abbiamo già presentato pregi, difetti, numeri e giocatori. Ora vediamo gli scontri che potremo seguire sul campo del Lucas Oil Stadium.

 

Davion Mitchell vs Jalen Suggs

Prendete una montagna di popcorn, mettetevi comodi sul divano o dove vi pare e godetevi questo spettacolo che andrà in scena per l’ultima volta in una partita di college basket. Dall’anno prossimo si potrà vedere al piano di sopra, come è giusto che sia per due delle guardie più forti da scegliere al draft. Cifre simili (14.1 pts, 5.5 reb, 4.6 ast e 1.9 stl per Suggs; 14 pts, 2.6 reb, 5.5 ast e 1.9 stl per Mitchell) così come l’impatto sul campo, la PG di Baylor ha dalla sua tre punti di forza: la difesa, il tiro da tre (45.3% vs 33.3%) e l’esperienza (22 anni contro 19). Ma se la potenza delle gambe è simile, il talento del freshman di Gonzaga è nel complesso superiore e la sua capacità di fare canestro in tanti modi diversi, anche. Davanti però avrà il miglior difensore dell’anno: auguri sinceri a entrambi.

Jared Butler vs Joël Ayayi

Ci sono alcuni indicatori che danno l’esatta dimensione dello stato di salute di una squadra: uno di questi per i Bears è la percentuale da tre di Butler. La brutta notizia per Gonzaga è che, dopo aver sparacchiato con un 6/24 nei primi 4 turni, in semifinale il suo 4/5 con 17 punti tutti nel primo tempo ha di fatto chiuso subito la gara. La brutta notizia per Baylor è che al supplementare Gonzaga non ci sarebbe mai arrivata senza i 22 punti di Ayayi. Il francese è il tuttofare silenzioso di Mark Few, Butler è il realizzatore di punta di Scott Drew: entrambi junior, entrambi fondamentali.

MaCio Teague vs Andrew Nembhart

Le stelle di complemento dei due backcourt più forti della Division I vivono all’ombra dei loro compagni per poi far male appena ne hanno la possibilità. Più realizzatore il senior dei Bears (15.8 punti con il 39% da tre) pronto a prendersi più tiri nelle giornate di scarsa vena dei compagni, più costruttore di gioco il canadese degli Zags che, con 4.4 assist a partita, viene preceduto solo da Suggs in questa voce. Vedremo quanto ci sarà bisogno del loro apporto in attacco.

 

Mark Vital vs Corey Kispert

È il match-up più anomalo, con due interpretazioni totalmente diverse del ruolo di (pseudo) 4: Kispert in realtà è il più alto dei due ma è un giocatore quasi totalmente perimetrale che ha nel tiro da tre la sua arma migliore (44.5% in stagione). Lo 0% dall’arco di Vital fa chiaramente intendere che così lontano da canestro ci va solo per piazzare dei blocchi, visto che le sue mani ben poco fatate gli consentono di segnare solo dalle parti del ferro. In sostanza, il primo è un attaccante da quasi 19 punti a partita, il secondo il perno assoluto della difesa di Drew con i suoi 115 kg piazzati in mezzo all’area. Ma Vital non ha chance di seguire Kispert ovunque, quindi è facile prevedere che giocherà spesso da 5.

Flo Thamba vs Drew Timme

Questo invece è il no contest su cui si basano molte delle chances di vittoria di Gonzaga. Ci hanno provato giocatori di ogni tipo a fermare il centro degli Zags e nessuno ci è finora riuscito: molto improbabile che l’impresa riesca al centro congolese che parte nello starting five di Baylor, anche se in realtà Drew usa soluzioni diverse nel corso della partita. Ma non c’è nessuno dei lunghi dei Bears al livello di Timme che, con 25 punti di media nelle ultime 4 partite, è stato finora il miglior giocatore del Torneo. La capacità di muovere i piedi combinata con la sensibilità delle sue mani lo rendono imprevedibile e molto pericoloso ogni volta che prende la palla in post basso: mettergli un corpo addosso, anche se grosso, non è servito e in difesa stavolta potrà concentrarsi sui raddoppi, visto che i tre lunghi di Drew (Thamba, Vital e Tchamwa Tchatchoua) insieme non raggiungono i suoi 19 punti di media.

Le panchine

Decisamente più profonda quella di Baylor, con tre giocatori che potrebbero tranquillamente stare nel quintetto titolare, mentre quella di Gonzaga, in fatto di minuti, conta soltanto su un uomo e… mezzo. Non che manchi il talento agli Zags (molte delle comparse di oggi saranno i protagonisti di domani), ma l’immensa efficienza dello starting five non richiede grosse risposte dalla panchina. Anton Watson il più importante, con l’apporto difensivo che sa offrire da 4 o anche da 5. Aaron Cook difficilmente sta in campo più di 10 minuti ma altrettanto difficilmente delude Mark Few nel tenere alto il livello del backcourt mentre una delle stelle riprende fiato.

In casa Bears, invece, c’è Jonathan Tchamwa Tchatchoua, un concentrato di muscoli ed energia che finisce spesso per stare in campo più di Thamba, essendo almeno altrettanto valido come rim protector e come rollante, ma più performante come creatore e realizzatore di seconde opportunità. Adam Flagler ha in sostanza minuti da titolare e non sfigura affatto in un backcourt stracolmo di bocche da fuoco (42.2% da tre). Infine c’è Matthew Mayer, probabilmente il migliore microwave scorer della Ncaa: 8.3 punti in appena 15.7 minuti quest’anno. Un esterno dalla mano dolce (40% da tre) e dalle tante armi offensive che però occupa lo spot di lungo (in genere da 4, perfino da 5 tattico per brevi tratti) e che può creare mismatch molto interessanti.

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