Quote by Bob Huggins, Kansas e tre topolini ciechi

Due anni fa, Bob Huggins aveva finito così in anticipo la partita contro Kansas all’Allen Fieldhouse

No, il coach di West Virginia non era contento, e in effetti aveva tutte le ragioni per essere un po’ contrariato nei confronti degli arbitri: “I’ve been doing this 40 years. I don’t think I’ve ever been in a game where we shot two free throws. I don’t think I’ve ever been in a game where the disparity was 35-2. I’ve never been in a game like that”. Kansas vinse di 8 segnando 26 liberi (su 35), contro l’1/2 per West Virginia. Facile così.

Alla Big12 il conto dei liberi non bastò per assolvere Huggins e il commissioner della conference Bob Bowlsby rilasciò la classica nota di biasimo contro le parole del coach dei Mountaineers. Che decise di mettersi buono: “I’m not going to say anything from now on”.

Scherzava.

“I can’t control what those three blind mice running around out there do”, ha detto Huggins al termine del big match che ha aperto la regular season della Big12 2020. Ancora contro Kansas, ancora all’Allen Fieldhouse, la casa dei Jayhawks. Dove il record di West Virginia è ora 0-8.

I tre topolini ciechi sono ovviamente gli arbitri che, in realtà, questa volta non hanno fatto chissà che. Certo, uno dei più popolari blog dei Mountaineers parla di “a series of terrible officiating calls”, ma perchè il tifoso è fazioso a qualsiasi latitudine del globo. Il conto dei falli è stato 19-18 per Kansas che ha tirato 30 liberi contro i 22 di West Virginia e ha vinto perchè nel secondo tempo è riuscita ad arginare il freshman Oscar Tshiebwe, che ha chiuso i primi 20′ con una doppia doppia da 15+10 e cosine così

 

Nella ripresa, Tshiebwe ha segnato solo 2 punti e si è preso sulla testa una serie di schiacciate da parte di Udoka Azubuike (17+11 per il nigeriano) che hanno girato il match, vinto meritatamente dai Jayhawks.

 

“We didn’t stick to the game plan”, ha ammesso Huggins, prima di prendersela però con gli arbitri (e prendersi questa volta una multa di 10.000 dollari): “What we would all love to see is consistency. Foul there. Foul here. I understand it’s a hard job, but they do get paid pretty handsomely for it. Just be consistent”.

Già, ma quanto sono pagati gli arbitri?

Gli oltre 800 officials della Division I lavorano sostanzialmente da free lance per le conference, ognuna delle quali ha il suo bacino di nomi che mette sotto contratto per un anno e che chiama partita per partita.  Un arbitro può lavorare anche per più conference e guadagna da mille a tremila dollari circa a partita, a seconda dell’importanza del match e della sua esperienza, con i costi però di viaggi e alloggio spesso totalmente a suo carico. Per alcuni è l’unico lavoro, ma per la maggior parte è un secondo impiego, anche perchè la stagione dura 5 mesi e solo un centinaio sono impegnati fino alla March Madness. Sono dei dilettanti part time quindi, e non dei professionisti full time come gli arbitri Nba, e sul loro livello medio si accendono spesso grandi discussioni, che riguardano anche tutto l’insieme di regole e raccomandazioni che sono tenuti a rispettare.

Bob Huggins è in buona compagnia perchè non è per nulla raro che anche grandi santoni del college basket, che pure ne hanno viste di ogni, perdano la pazienza. Come Jim Boeheim, dal 1976 head coach di Syracuse

 

E come dimenticare John Calipari nel 2016, quando ci impiegò due minuti e mezzo per andare via di testa?

 

Ma non ci può essere un pezzo sugli arbitri senza ricordare la madre di tutte le proteste con il re dei personaggi del college basket