Quote by Cameron Thomas, incubo delle difese

Tiro in sospensione. Fadeaway. Palleggio, arresto e tiro. Il risultato è sempre lo stesso: canestro. Quando si parla di Cameron Thomas non si può fare a meno che esaltarne le capacità offensive. Talento che il prossimo autunno giocherà per LSU, per lui la via del canestro assomiglia tanto alla strada di casa, la trova ad occhi chiusi. Il futuro Tiger è considerato il miglior realizzatore della classe liceale (#23 nella Espn Top 100). Scopriamo perché.

Uno scorer che fa discutere

Nonostante le sue indubbie abilità, Thomas è un giocatore che fa discutere. A 16 anni ha stabilito il record nello stato della Virginia di 24 punti a partita per una matricola, eppure si è preso un anno sabbatico dalla pallacanestro perché non andava d’accordo con il suo allenatore. Lo scorso gennaio invece, in tanti hanno manifestato il loro disappunto per la sua mancata convocazione al McDonald’s All-Americans. Addirittura il suo ultimo coach, il leggendario Steve Smith, si è espresso così:

Perché Smith si è esposto così tanto per Cameron? Semplicemente perché è un talento che ha mostrato sprazzi del suo dono sin da giovanissimo. Quando aveva sette anni, ha accompagnato insieme alla mamma Leslie la sorella maggiore a fare allenamento. Incuriosito dal gioco che stava guardando, la mamma ha chiesto all’allora allenatore della squadra, Phillip Twine, se poteva giocare anche lui. Il coach, forse per non sembrare sgarbato, ha permesso al ragazzino di giocare. Sono bastati un paio di canestri per capire che stava guardando “il miglior giocatore in trent’anni di carriera”. Nonostante qualche anno in meno, Thomas ha segnato più canestri di tutti gli altri bambini messi insieme. È così che si è innamorato del basket.

 

Nel passaggio al liceo ha trascinato a suon di canestri la Oscar Smith HS alla finale statale. “Sapevamo che era un giocatore speciale sin dalle scuole medie”, ha detto coach Lavar Griffin. Nonostante l’ottimo primo anno, con l’allenatore non c’era feeling e ha smesso di giocare. Una decisione drastica quanto improvvisa, che ha stupito più di uno scout. “Non eravamo sulla stessa lunghezza d’onda ed è stata la miglior scelta per mio figlio”, ha ricordato la mamma. Durante l’inattività, il richiamo della pallacanestro però è stato troppo forte. E così si è trasferito alla Oak Hill Academy, distante 6 ore d’auto dalla natia Chesapeake. A Mount of Wilson ha giocato insieme ai due prospetti Cole Anthony e Kofi Cockburn, che lo hanno oscurato per notorietà nel suo primo anno in maglia Warriors pur risultando il miglior marcatore con 26.2 punti di media.

Ha riscritto la storia

L’ultima estate ha guidato la classifica marcatori del Nike Eybl con 29.5 punti, ottenendo il premio di Offensive Player of the Year. Quest’anno con Oak Hill ha fatto ancor meglio: 31.5 punti, 6.0 rimbalzi e 3.4 assist, tirando con il 56% dal campo, il 37% da tre e stabilendo un career-high di 51 punti. Con queste cifre si è diplomato come miglior marcatore di sempre del liceo, facendo meglio degli ex alunni Carmelo Anthony, Jerry Stackhouse e tanti altri. “Potrebbe essere il miglior marcatore che abbia mai allenato – ha confessato coach Smith –. È offensivamente inarrestabile e non forza mai un tiro”. Parole condivise dal coach di LSU, Will Wade: “È il miglior marcatore che ho visto uscire dal liceo da quando alleno. È un giocatore prolifico e un ragazzo eccezionale”.

“Più lavori, più migliori”, ama ripetersi di continuo Cameron. In vista dell’esordio al college si sta allenando quattro ore al giorno con l’intento di migliorare sia il fisico che la tecnica. “Quando mi concentro su qualcosa, m’impegno fino a quando non l’ho raggiunto nel modo giusto”, ha continuato Thomas, che in allenamento replica i movimenti di Kobe Bryant e di James Harden. Non aspettatevi incredibili schiacciate, ma tiri efficaci. Magari fuori equilibrio. Fisicamente nella media, è veloce e solido. Cameron usa il contatto per creare separazione col difensore e attacca lo spazio senza palla. Buon tiratore da ogni posizione, è abile anche a riciclare punti da rimbalzo offensivo. Ha un grande potenziale difensivo grazie ai rapidi movimenti laterali e alle lunghe braccia che infastidiscono l’avversario.

 

L’arma principale dei Tigers

“Coach Wade gli ha dimostrato dall’inizio che non solo lo voleva, ma che aveva bisogno di lui”, ha detto mamma Leslie. Thomas si presenta così al campus di Baton Rouge con un invidiabile biglietto da visita. “Tutto il duro lavoro e i sacrifici che ho fatto mi stanno finalmente premiando. Questo mi fa sentire bene”. I tifosi dei Tigers non erano così elettrizzati dal 2015, quando hanno ammirato da vicino Ben Simmons. Oltretutto LSU ha perso il miglior marcatore Skylar Mays e Cameron ha tutte le carte in regola per non farne sentire la mancanza. Per le difese della Sec potrebbe essere il principale incubo della prossima stagione.

cameron thomas

Cameron Thomas in palleggio

L’annata dei Tigers è però difficile da pronosticare. Con gli addii dei senior Mays e Marlon Taylor, e con i futuribili Javonte Smart, Trendon Watford, Emmitt Williams e Darius Days che ancora non hanno deciso se tornare o rimanere nel Draft Nba, LSU potrebbe salutare l’intero quintetto base. Questo vorrebbe dire ricostruire da capo il roster che, oltre Thomas, vedrà l’arrivo di sette volti nuovi. Si tratta dell’esterno 4-star Mwani Wilkinson, dei transfer Shareef O’Neal, Josh LeBlanc e Courtese Cooper che comporranno il frontcourt insieme al centro freshman Bradley Ezewiro (compagno di squadra di Cameron ad Oak Hill), e dei play Eric Gaines e Jalen Cook, con l’unico senior di valore Charles Manning Jr a completare il backcourt.