Quote by Cassius Winston trascina Michigan State

Michigan State e Michigan sono le uniche due squadre ancora imbattute nella Big Ten, con gli Spartans che sembrano davvero in forma, capaci di sbancare Ohio State senza una pedina fondamentale come Joshua Langford. Al contrario i Buckeyes sono in fase calante, con due sconfitte consecutive, l’ultima in casa di Rutgers. Tra le altre, pollice in su per Maryland e in giù per Purdue. Vediamo in pillole i principali spunti della Big Ten.

– A Michigan State c’è un giocatore silenzioso quanto prezioso. Non ha statistiche che brillano, ma il suo contributo, tra attacco e difesa, è spesso fondamentale. Parliamo del freshman Aaron Henry, la vera sorpresa al posto del tanto atteso Marcus Bingham (lui sostanzialmente mai in campo).

– Gli Spartans, che hanno il secondo miglior attacco di tutta la Division I, stanno pian piano salendo di colpi anche difensivamente. Carsen Edwards il play fenomeno di Purdue, è stato tenuto al minimo stagionale di 11 punti (con 2/13 da 3, zero assist e 4 palle perse). Limitato lui, limitati i Boilermakers. Chi lo marcava? Non Cassius Winston, l’altro play fenomeno della conference. Il compito è stato affidato perlopiù al senior Matt McQuaid.

– A proposito di Cassius Winston. Uno dei giocatori più sottovalutati del college. Enjoy

 

– Dei tiri liberi di Ethan Happ abbiamo già parlato. La sconfitta di Wisconsin contro Minnesota è figlia anche dell’hack-a-Happ nel finale di partita, in cui il lungo dei Badgers ha tirato 1/7 dalla lunetta. Nella gara precedente contro Western Kentucky invece sono emersi i limiti difensivi del centro, quando deve affrontare fenomeni fisici del calibro di Charles Bassey (che ha chiuso con 19 punti e 7/8 dal campo). Happ è un fenomeno, ma le ultime due gare spiegano come mai non sia nel mirino della Nba.

– A proposito di Wisconsin, si è spenta la vena da fenomeno di D’Mitrik Trice, che stava tirando quasi col 50% da 3. Nelle ultime 4 gare è a 5/23 dalla lunga distanza, poco sopra il 21% dall’arco. E i Badgers fanno ovviamente più fatica.

– Zitto zitto Jalen Smith sta salendo di colpi a Maryland. Le ultime tre partite sono state le migliori dell’anno per il lungo talentuoso considerato da primo giro del draft Nba: media di 17 punti a gara e il 72% da 2pt, una percentuale notevole considerando che Smith ama prendersi anche jumper dalla media. Occhio ai Terrapins

– Di Michigan abbiamo già parlato molte volte. La squadra è equilibrata, imbattuta e fortissima soprattutto in difesa. Nella partita contro Indiana, il play Zavier Simpson ha però fatto sfoggio per ben 3 volte di un gancione in corsa d’altri tempi. Guardare per credere.

 

A proposito di Michigan, nella gara contro Indiana, Jordan Poole ha fatto il cinema in campo, segnando da qualsiasi parte e mostrando un ball-handling da fenomeno, con un paio di circus shot notevoli.

E a proposito invece di Indiana, Juwan Morgan meriterebbe un monumento (al momento ha la miglior Effective % di tutta la Big Ten) mentre Romeo Langford continua a mostrare sia luci (pochine) che ombre (tantine).

Geo Baker, segnatevi questo nome. Il sophomore di Rutgers è uno dei motivi che la squadra ha di sorridere. E i motivi per sorridere per gli Scarlet Knights non sono mai molti. Il canestro-vittoria contro Ohio State è una perla, ma Baker è un signor giocatore (tra i migliori assist rate della conference).