Quote by Numeri e curiosità del primo weekend

Giocano così tanto che stare dietro ai numeri è sempre complesso, ma nelle prime giornate di college basketball non c’è stato solo Zion Williamson, per quanto la sua performance sia stata incredibile. Ci siamo divertiti a guardare qualche numero, con la consapevolezza che non si tratti in alcun modo di giudizi, ma con il divertimento di scoprire chi ha lasciato il segno.

Iniziamo con i primi botti: Chris Clemons ne rifilati 44 a UNCW portando Campbell alla vittoria dopo un supplementare, realizzando un punto in più di CJ Massinburg decisivo nel primo upset della stagione, con Buffalo che ha sbancato il campo di West Virginia, sempre dopo un supplementare.

 

‘Discreta’ la prestazione di Seth Dugan, 7 piedi dei Western Michigan Broncos che ha tirato giù 22 rimbalzi (con 32 punti) nella vittoria contro Detroit Mercy, mentre la prima tripla doppia è di uno dei giocatori diciamo simbolo del college basket, cioè Ethan Happ: contro Coppin State, il centro di Wisconsin ha segnato 10 punti, preso 11 rimbalzi e dato via, ebbene sì, la bellezza di 12 assist. Nessuno meglio di lui e ci torneremo sopra.

Le prime partite vedono spesso parecchie squadre sopra i 100 punti, visti i numerosi incroci tra big e piccole, e quindi non stupiscono i 120 realizzati da Gonzaga. Il miglior attacco è però quello di Georgia Southern arrivato a 138 contro Carver College con ben 8 giocatori in doppia cifra. Le migliori difese sono invece quella di Syracuse e quella di Texas A&M CC che hanno lasciato a 34 punti rispettivamente Eastern Washington e Howard Payne.

L’eccezione a tutto è ovviamente Duke, che ne ha rifilati 118 non a una mid major ma a una candidata al titolo: nella vittoria contro Kentucky, i Blue Devils hanno realizzato 1.409 punti per possesso, il valore più alto mai registrato da una squadra contro UK nell’era Calipari. Il precedente record spettava a Tennessee, il 16 febbraio 2013 (1.36 euro per possesso) nella gara finita 88-58 che fu anche l’ultima in campo per Nerlens Noel (infortunato). Ecco, quella Kentucky finì eliminata al primo turno del NIT.

E l’eccezione nell’eccezione è il carroarmato che vola. L’Offensive rating (163.9) di Zion Williamson è stato tra i più alti ma, insieme a lui, si sono distinti anche il junior Myles Powell di Seton Hall (anche per lui 163.9) e l’ala tuttofare di Gonzaga Rui Hachimura (157.9).

 

Powell ha potuto contare su una performance da 5/7 al tiro da 3, ma se parliamo di giocatori della power conference, si segnala il percorso netto 3/3 del sophomore Chris Smith di UCLA, ma anche il 5/6 di Dupree McBrayer di Minnesota o il 7/9 del freshman AJ Reeves con Providence. Il lungo bianco di Xavier Ryan Welage è stato invece quello che ne ha tentate di più: ben 13 triple e 6 realizzate. Se ci spostiamo dall’arco dentro l’area, nella percentuale da 2 punti è Bruno Fernando centro di Maryland con il fisico da statua che ha chiuso con 6/6, mentre il lungo di Providence Nate Watson si è fermato a 5/5. Il centro al primo anno di UCLA, Moses Brown, ha invece sporcato il percorso netto chiudendo a 9/10.

Abbiamo già visto chi è stato finora il miglior passatore, confermato anche dal miglior assist-rate (86.5) perchè attorno a Ethan Happ ruota molto del gioco dei Badgers. Da notare anche la performance di Jarron Cumberland di Cincinnati (72.1), guardia-ala dal quale dipenderanno le sorti di Cincinnati quest’anno, mentre sul podio si segnala Cody Martin il gemello meno realizzatore e più dedito al passaggio in forza a Nevada.

Sotto le plance invece tra le migliori prestazioni quanto a Offensive Rebounding Percentage troviamo non Naz Reid, ma il suo compagno di squadra di LSU Emmitt Williams, un altro freshman e in generale tra le principali prestazioni (fatta eccezione per Christian Mekowulu di Texas A&M) troviamo tutti giocatori al primo anno come Brady Heiman di Nebraska, Daniel Oturu di Minnesota o Jalen Smith di Maryland, quest’ultimo papabile per il primo giro del draft Nba.

 

Se la classifica degli assist è guidata da un lungo, quella dei rimbalzi difensivi (parliamo di Defensive Rebounding Percentage) è comandata al momento da una guardia, ossia Marcquise Reed di Clemson che ha catturato il 39% dei rimbalzi disponibili sotto il suo tabellone, ma hanno fatto molto bene anche il lungo atipico di Minnesota Jordan Murphy (atteso a una grande stagione) e il sophomore di Missouri Mark Smith.

E chiudiamo con i fuochi d’artificio di Savannah State che ha tirato ben 54 volte da tre contro Texas A&M. È la ventisettesima volta che succede dal 2001 e ventuno di queste lo hanno fatto VMI o Savannah State.