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Da Tillie a Lever, la top10 degli Europei

Killian Tillie - Gonzaga
Autore: Stefano Russillo
Data: 28 Set, 2018

Dopo avervi presentato i migliori prospetti international non europei (qui l’articolo) è il turno dei migliori giocatori provenienti dal vecchio continente protagonisti nell’Ncaa. Vi presentiamo la nostra top10 prendendo in considerazione non solo il talento a disposizione, ma anche l’impatto che ogni prospetto ha sulla propria squadra. Abbiamo inserito Alessandro Lever e non Davide Moretti che, dopo una solida e storica stagione con Texas Tech, è pronto per un anno da sophomore da protagonista, come ci ha detto in questa intervista. Come sempre, dei ragazzi italiani parleremo approfonditamente prima e durante tutta la stagione.

10. Matej Kavas – Seattle (Slovenia, Jr)

Tiratore. Non c’è parola migliore per descrivere la guardia dei Redhawks che ha chiuso la passata stagione con il 46.4% da tre su oltre cinque tiri dalla lunga distanza tentati a partita e con 91 triple totali messe a segno. Dopo essere stato nominato Freshman of the Year nel suo primo anno nella WAC, lo sloveno ha chiuso la sua seconda stagione a 15 punti di media e non sorprendetevi se quest’anno sarà il top-scorer della sua conference. Aggiungeteci un fisico da 203cm x 91kg e capirete perché più di qualche squadra europea lo voglia riportare nel vecchio continente.

9. Vasa Pusica – Northeastern  (Serbia, Sr)

Leader. Il suo coach Bill Coen lo descrive come un playmaker con il “feel for the game” e gli ha dato un solo compito per il suo ultimo anno di eleggibilità: riportare gli Huskies al Torneo Ncaa. La scorsa stagione ci sono andati vicinissimi perdendo la finale del torneo della CAA contro Charleston, nonostante una grandissima prova del serbo da 30 punti, 4 assist e 4 rimbalzi con 6/11 da tre. Da buona scuola serba, ha un tiro pulito e preciso (42.7% da tre in stagione) e, oltre alle capacità da scorer (18 punti di media), ha anche grande visione di gioco (5.1 assist). Da come sarà in grado di bilanciare le sue doti da attaccante con quelle da assistman passano le speranze di vedere gli Huskies al grande ballo.

 

8. Filip Petrusev – Gonzaga (Serbia, Fr)

Elegante. Gli Zags sono sempre attenti ai prospetti internazionali e quest’anno saranno più europei che mai con il lungo serbo pronto a contribuire sin dal day one. Coach Mark Few è rimasto impressionato dalle sue prestazioni all’ultimo Europeo U18 vinto dalla Serbia grazie al suo 29+8 in finale e medie a fine torneo da 21 punti, 8.7 rimbalzi e 3.1 assist. Un 2.10 capace di tirare con grande eleganza, passare la palla come una guardia e con un perno da manuale del basket si inserisce nella tradizione dei lunghi extra Usa di Gonzaga che da Olynyk arriva a Tillie passando per Karnowski. Proprio la tecnica di tiro e la capacità di allargare il campo sono le principali doti che hanno colpito lo staff di Gonzaga. Non stupitevi se in stagione sarà in più di qualche partita l’Mvp degli Zags.

 

7. Ray Ona Embo – Tulane  (Francia, Jr)

All-around. Cosa sa fare questa guardia francese su un parquet? Praticamente tutto: chiedetegli di tirare e non avrà problemi a essere una minaccia sia nei pressi del ferro che da oltre il perimetro; chiedetegli di difendere e potrà essere il peggior incubo per il miglior esterno avversario; chiedetegli di gestire il gioco della squadra e sarà il vostro floor general ideale. Dopo una solida stagione da sophomore, durante l’off-season ha deciso anche di testare le acque del draft svolgendo un work-out privato per gli Charlotte Hornets prima di essere convinto da coach Dunleavy a tornare per il suo terzo anno con i Green Wave per limare e perfezionare tutti gli aspetti del suo gioco e far salire le sue quotazioni in vista del prossimo giugno. In odore di breakout season.

6. Jaylen Hoard – Wake Forest  (Francia, Fr)

Talento. Numero 20 della Espn100 della classe del 2018, miglior recruit nella storia dei Demon Deacons dopo Chris Paul, una doppia-doppia da 11 punti e 15 rimbalzi all’ultimo Nike Hoop Summit: ora capite il perché dell’hype che circonda l’ala francese che, alla sua prima stagione di college, è già chiamato ad essere la guida e l’anima di Wake Forest, programma in cerca di riscatto dopo una stagione deludente. Giocare in una conference come l’ACC gli permetterà di confrontarsi con prospetti del calibro di Barrett, Williamson, Reddish o Little e dimostrare il suo valore anche in ottica draft. Fisico e atletismo non si discutono come versatilità e capacità di essere un pericolo da ogni zona del campo. Con una schiacciata, una tripla o un assist ci sarà da dargli più di un’occhiata in stagione.

 

5. Jon Axel Gudmundsson – Davidson (Islanda, Jr)

Speciale. Non solo perché è uno dei cinque giocatori negli ultimi venticinque anni di college basket ad aver chiuso una stagione con almeno 13 punti, 6 rimbalzi e 5 assist di media tirando sopra il 40% da tre e non solo perché è islandese: Gudmundsson è una delle guardie più eclettiche di tutta l’Ncaa. La maggior parte del mondo del college basket si è accorta di lui soltanto durante la scorsa March Madness quando nella sconfitta di misura dei suoi Wildcats al primo turno del Torneo Ncaa contro Kentucky ha messo su una prova da 21 punti, 5 rimbalzi e 3 assist. Non solo un giocatore versatile in attacco, l’islandese è anche un ottimo difensore e con l’arrivo di Peyton Aldridge in Italia siamo sicuri che avrà un ruolo ancora più importante nel successo, o meno, di Davidson in stagione.

 

4. Francis Alonso – UNC Greensboro (Spagna, Sr)

Mortifero. Mai, mai e poi mai lasciare un centimetro libero a questa guardia spagnola che non appena vede la possibilità, non esita a tirare con risultati eccellenti: 8 triple di media tentate la scorsa stagione con il 40.1% di realizzazione. Inarrestabile in uscita dai blocchi, è uno dei migliori attaccanti di tutto il college basket dati alla mano: 1.21 punti per possesso, 86esimo percentile in tutta l’Ncaa. Croce e delizia degli Spartans: è stato per suo merito (e allo stesso tempo demerito con una gestione confusionaria dei possessi finali) se UNC Greensboro ha sfiorato l’upset contro Gonzaga durante lo scorso Torneo Ncaa. Da non sottovalutare come playmaker, siamo sicuri che in caso di nuovo invito alla Big Dance saprà farsi trovare pronto. Ah, e se non sapete a chi dare la palla per il tiro della vittoria, affidatevi pure allo spagnolo: clutchness e faccia tosta non si discutono.

 

3. Alessandro Lever – GCU (Italia, So)

Ambizioso. Essere al posto giusto al momento giusto: così si può riassumere la prima stagione dell’italiano in Ncaa. Giocare per un programma affamato di vittorie come GCU che sin dal suo primo anno ha puntato al titolo della WAC e a partecipare al Torneo Ncaa (mancandolo di un soffio con la sconfitta nella finale del torneo di conference contro Mercer) è stato uno stimolo in più per il lungo nostrano che, da riserva di lusso, è diventato perno degli Antelopes durante l’arco della stagione, chiusa con il premio di Freshman of the Year della WAC. Principale candidato ad essere l’Mvp della conference al suo secondo anno con GCU ha lavorato duro quest’estate per migliorare in ogni aspetto del gioco come ha dichiarato a noi di BN. Coach Dan Majerle dice che ha tutte le carte in regola per puntare, un giorno, all’Nba. E se lo dice un ex All-Star come lui è difficile scommetterci contro.

 

2. Matt Haarms – Purdue (Olanda, So)

Intrigante. Un lungaccione bianco di 2.22cm che, al suo primo anno, in pochi minuti di gioco (17 di media) ha fatto registrare 2.1 stoppate a partita con un fisico distante anni luce da quello del vostro centro “di peso”. Quinto in tutta l’Ncaa per % di stoppate che proiettate su 40 minuti di gioco diventano 5 di media (con oltre 11 punti e 7 rimbalzi a partita), è un prospetto che non può non attirare la vostra attenzione. Come freshman, ha avuto il compito di portare energia e difesa in uscita dalla panchina, giocando alle spalle del senior Isaac Haas, uno dei migliori centri della scorsa stagione. Quest’anno è chiamato ad essere il lungo di riferimento dei Boilermakers e a formare con Carsen Edwards uno dei migliori duo play-centro di tutta l’Ncaa. Le doti da rim protector non discutono, ci si aspetta, però, un sensibile passo in avanti in attacco e, magari, il taglio del ciuffo (vero protagonista dell’ultimo Torneo Ncaa di Purdue).

1. Killian Tillie – Gonzaga  (Francia, Jr)

Totale. Il lungo dei vostri sogni: un giocatore che unisce movimenti old-school con doti imprescindibili per il centro del nuovo millennio. Il francese è un coltellino svizzero capace di fare qualsiasi cosa in maniera eccellente: tiro morbido con un range che è una sicurezza anche da oltre il perimetro, solido gioco in post,  un perno da manuale, capacità di mettere palla a terra e velocità degne di un esterno e un’ottima visione di gioco frutto di un grande IQ cestistico. Nel suo anno da sophomore ha triplicato i suoi numeri dimostrando di avere nel tiro da tre un’affidabile arma (ha chiuso il torneo della WCC con 13/14).  Tillie-Tillie (come lo hanno soprannominato dalle parti di Spokane) si candida ad essere il miglior lungo della stagione di college basket per puntare poi dritto al Draft Nba. Le motivazioni per la stagione non mancano dopo un Torneo Ncaa sottotono a causa di un infortunio. Non lasciatevelo scappare.

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