Quote by I primi minuti degli italiani in NCAA

Con tre giornate di gare in archivio, gran parte degli italiani in NCAA ha fatto il proprio debutto stagionale (mancano all’appello Thomas Binelli ed Ethan Esposito, ma anche Mattia Acunzo, tornato abile e arruolabile da pochi giorni). Vediamo come sono andati.

 

Il debutto di Nico Mannion (9 punti, 4 assist in 25 minuti) non è stato di quelli memorabili ma la sua prestazione è bastata ad Arizona per imporsi agevolmente su NAU (ne abbiamo parlato in maniera estesa qui). Red Mamba non è sembrato completamente in palla ma, nella metà campo offensiva, ha guidato la squadra con polso della situazione e ha offerto alcuni bei lampi individuali. Più alterno in difesa, ma ha tempo e mezzi a disposizione per migliorare.

 

Per Davide Moretti e Texas Tech tutto è filato liscio come l’olio contro Eastern Illinois (85-60). Per l’italiano, 13 punti in 24 minuti (1/2 da due, 3/4 da tre, 2/2 ai liberi) con 3 rimbalzi, 3 assist e 1 recupero. Una presenza salda in entrambe le metà campo, seguendo gli stessi temi della stagione passata (alte percentuali al tiro, errori tenuti al minimo e buona difesa).

 

L’esordio assoluto di Tomas Woldetensae è stato complicato (0 punti e 2 perse in 13 minuti). Partito in quintetto, forse perché coach Tony Bennett pensava che le sue capacità al tiro potessero essere utili contro la zona di Syracuse, non è riuscito a incidere, sparando a salve (0/3 dall’arco) e mostrando confusione nelle scelte. Va detto che una gara di ACC in trasferta al Carrier Dome, con i fari della Nazione puntati sul primo match dei campioni in carica, non è il debutto più semplice.

Deludente la prima di Alessandro Lever (5 punti, 3 rimbalzi e 2 assist in 37 minuti), con Grand Canyon che ha subito un improbabile smacco casalingo (82-73) da Davenport, squadra di Division II. GCU contava diverse assenze (Fisher, Frayer e Dixon sono schierabili solo dal secondo semestre) ma c’è poco di giustificabile in una prestazione povera da tutti i punti di vista, difesa e rimbalzi in primis. I Lopes dovranno rialzare la testa immediatamente, perché nel weekend arriva una squadra da Top 25 come Illinois. Il nostro Lever ne avrà le mani piene in un euro match-up difensivamente molto impegnativo con Giorgi Bezhanishvili.

Sorride invece Federico Poser, che ha messo insieme una statline notevole (14 punti con 7/10 da due, 8 rimbalzi, 5 assist e 1 stoppata in appena 16 minuti) nella vittoria stretta (90-84) di Elon su Mars Hill. Certo, l’avversario era davvero modesto (D-II), ma si tratta comunque di un successo importante, che fa morale, per una squadra fragile e in ricostruzione.

 

In tema di lunghi impegnati in partenze soft, anche Guglielmo Caruso se l’è cavata egregiamente (11 punti, 4 rimbalzi, 1 stoppata, 2 recuperi in 14 minuti) nel successo largo (97-52) di Santa Clara su UC Santa Cruz (D-III).

Tornando a sfide di un tenore diverso, c’è Winthrop che parte col piede giusto vincendo in casa di Hartford per 67-57. Solita partita tutta difesa di Michael Anumba, partito in quintetto mettendo insieme 4 punti (2/6 al tiro), 3 rimbalzi, 2 assist e 1 recupero in 29 minuti.

Per UTSA invece non c’è stato nulla da fare (com’era pronosticabile) in casa di Oklahoma (85-67). Erik Czumbel è entrato dalla panchina e il suo 2/3 dall’arco è un segnale incoraggiante, viste le scarse percentuali da tre dalle quali era reduce in Serie A2. Per l’ex Aquila Trento, 6 punti, 2 rimbalzi, 1 assist e 1 recupero in 14 minuti.

Le prime due gare di Seattle sono state di segno davvero opposto, sia per risultato che per livello dell’avversario affrontato. Dopo la passeggiata con Pacific Lutheran (98-64), i Redhawks sono caduti malamente in casa di Washington State (85-54). Buon bottino per Mattia Da Campo nella prima (8 punti con 4/6 da due, 7 rimbalzi, 2 assist in 19 minuti) mentre nella seconda, pur ritrovando lo starting five, le cifre offensive sono state modeste (1 punto, 6 rimbalzi, 1 recupero in 24 minuti) in un match dove Terrell Brown si è preso quasi la metà dei tiri della squadra.

Primi minuti in campo per Pietro Agostini: 2 punti (1/2 da due) in 5 minuti contro Drake, mentre contro Creighton era rimasto seduto in panchina. Due buy game senza sorprese (-26 e -31): per la prima vittoria, ci sarà da aspettare.