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I rookie americani in Italia ai raggi X

Autore: Isabella Agostinelli
Data: 2 Ott, 2018

 

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C’è stato un cambio di rotta per la stagione 2018-2019. Invece di puntare su rookie freschi freschi di college, quest’anno le squadre italiane di serie A hanno preferito fare affidamento su giocatori con alle spalle un’esperienza in Europa o in G-league. I numeri parlano chiaro: solo quattro atleti provengono direttamente dalla Ncaa, contro i 20 che hanno già militato in altre squadre prima dell’approdo nel nostro Paese.

Prima di scoprire i nuovi volti di questa stagione, diamo la consueta occhiata ai rookie di cui vi abbiamo parlato l’anno scorso. A parte Jaylen Bond (Pistoia), Dez Wells (Avellino) ed Erik Mika (da Pesaro a Brescia), tutti gli altri giocatori arrivati all’inizio della scorsa stagione hanno lasciato il nostro campionato. Zack Irvin ha abbandonato subito senza troppe cerimonie Pesaro per non ben precisati motivi e, dopo aver riservato lo stesso trattamento al club israeliano dell’Hapoel Eilat, ha giocato un po’ in G-League per poi approdare nella Repubblica Dominicana. Rimanendo in casa VL, Dallas Moore è volato a Tel Aviv per unirsi all’Hapoel e Israele è la meta anche di Anthony ‘Cat’ Barber che per motivi fisici, la scorsa stagione a Brindisi, non ha potuto esprimere il suo miglior basket. Come del resto non ci è riuscito Obinna Oleka, l’altro rookie della Happy Casa che ha lasciato la squadra a marzo. Stessa storia per Chane Behanan: l’ex campione di Louisville ha lasciato Trento a dicembre dopo essere stato tagliato. Da Torino e Scafati Quinton Stephens si è spostato in Spagna (La Coruña), mentre Markus Kennedy ha scelto di giocare in seconda divisione in Turchia dopo la stagione a Pistoia.

Vediamo invece chi è arrivato, magari dopo una esperienza nel campionato svedese o finlandese, entrambi gettonatissimi dai nostri rookie.

 

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Rookie till the bones

Tony Carr è il più interessante dei 4 giocatori arrivati diretti dall’Ncaa, ma è anche il più giovane (classe 1997) e indubbiamente avrà bisogno di tempo (e Larry Brown di pazienza) per far vedere le sue qualità. Ultimo americano ad aver firmato per la Fiat Torino, si è messo in luce già ai tempi dell’high school quando nel suo senior year era stato inserito tra i migliori 50 prospetti da ESPN e si era aggiudicato il premio come miglior giocatore della Pennsylvania. Combo realizzatrice di grande talento, ha giocato (benissimo) per due stagioni a Penn State prima di essere scelto alla 51 dai New Orleans Pelicans (che mantengono attualmente i diritti sul giocatore): più centimetri che chili, buon tiratore (16.6 punti a partita), sa anche passare molto bene, come dimostrano i suoi 4,9 assist di media nell’ultimo anno, quinto della Big Ten. Ha dimostrato inoltre di avere anche un grande sangue freddo: guardate questo buzzer beater contro Ohio State, partita nella quale ha realizzato 28 punti conducendo i Nittany Lions alla prima vittoria su una Top 15.

 

Tra Holder è stato il vero fautore della rinascita di Arizona State dell’era Bobby Hurley: lo scorso anno con 16.2 punti a partita, 3.7 rimbalzi e 3.2 assist, ha trascinato ASU a un clamoroso inizio da 12-0 e poi fino al Torneo Ncaa, appuntamento da cui l’ateneo mancava dal 2014. Piccolo di statura ma con mani molto veloci ed educate, dopo essersi proposto senza successo al draft e passato l’estate con i Philadelphia 76ers, ha deciso, anche sotto consiglio di coach Hurley, di tentare la sorte in Italia, ed eccolo quindi anche lui a Torino. Peccato che, a fine agosto, durante un allenamento si sia infortunato alla spalla destra e salterà una parte della stagione. Al suo posto, direttamente dai New Jersey Nets, è arrivato Tyshawn Taylor, a cui spetterà guidare la squadra fino al ritorno di Tra che sarà intorno a febbraio.

Partirà invece da Wes Clark la ricostruzione della Happy Casa Brindisi. La point guard ex Buffalo e Missouri è infatti uno dei giocatori più attesi da coach Vitucci. Dopo tre stagioni con i Tigers è stato costretto a cambiare college per non aver mantenuto gli standard accademici richiesti dall’ateneo. Buon per Buffalo che, proprio grazie a lui e ai suoi 15.5 media a partita, è riuscita ad arrivare fino al secondo round della March Madness, con il clamoroso upset ai danni di Arizona al primo turno. Vincitore del Riley Wallace Award, premio assegnato ai migliori transfer, Clark è stato premiato anche come MVP della MAC dopo che nella finale di conference vinta contro Toledo ha messo a referto ben 26 punti..

Chiudiamo infine con Peyton Aldridge, di cui vi abbiamo già parlato a lungo. Leader di Davidson, la scorsa stagione ha trascinato i suoi alla conquista della conference, vittoria che ha permesso ai Wildcats di approdare, dopo un’assenza di due anni, al Torneo Ncaa. Nella sua stagione da senior, vista la partenza della stella Jack Gibbs, si è caricato sulle spalle il peso dell’attacco di Davidson terminando la stagione con 21.2 punti, 7.6 rimbalzi e 2.5 assist di media, sempre in doppia cifra realizzativa in tutti i 33 match disputati e con cinque gare chiuse con oltre 30 punti. Con un record di 45 punti nel triplo OT contro St. Bonaventure.

 

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Torino a stelle e strisce

Larry Brown punta sui suoi connazionali per la sua prima stagione nel nostro campionato. Oltre ai già citati Carr e Holder, la Fiat Torino avrà nel suo roster anche Tekele Cotton e James Michael McAdoo. Salvo sorprese che non sono mancate durante l’estate: prima ha salutato Royce White, talento puro da Iowa State con una grande paura di volare, poi Jaylen Morris ha sfruttato immediatamente la clausola di uscita per unirsi ai Milwaukee Bucks, dopo appena una settimana dalla firma con la società piemontese.

E’ invece ancora sotto la Mole McAdoo, potenzialmente il giocatore più talentuoso arrivato quest’anno in Italia. Dopo tre anni a North Carolina, il parente alla lontana del grande Bob ha fatto la spola tra Santa Cruz e Golden State, vincendo due anelli (con pochi minuti in campo) prima di firmare per Torino. Mani molto morbide così come il carattere, da sempre considerato il suo punto debole, se troverà da qualche parte un po’ di aggressività e di solidità, potrà fare male agli avversari soprattutto fronte a canestro.

 

Non vanterà titoli NBA, ma nella sua carriera Cotton si è già fatto notare in Europa. Da Wichita State è passato al BSG Basket Ludwigsburg, in Germania, giocando sia in Eurocup che in Champions League, confermandosi giocatore dal fisico molto tosto con pochi fronzoli e molta sostanza, come già aveva fatto vedere al college dove è arrivato nel 2013 fino alle Final Four.

Pesaro University

Anche quest’anno Pesaro si conferma la patria italiana del college basketball con ben cinque giocatori provenienti dalla Ncaa. A differenza delle altre stagioni, però, i quattro americani (James Blackmon, Erick McCree, Lamond Murray e Dominic Artis) e il lituano Egidius Mockevicius hanno già avuto un’esperienza in G-League o presso altre squadre europee. Coach Galli ha puntato su giocatori già maturi che dovrebbero garantire maggiore stabilità alla squadra con l’obiettivo di raggiungere la salvezza prima dell’ultima gara, come successo l’anno scorso.

Abbiamo già incontrato James Blackmon, figlio d’arte che a Indiana ha dimostrato di essere un’ottima guardia tiratrice che sfrutta al meglio velocità e palleggio, e che può dare anche una mano nel gestire il pallone. Esperienza in G League anche per Erick McCree, ala di 203 cm che sa fare un po’ tutto, ma soprattutto segnare, mentre Murray e Artis sono arrivati in un colpo solo in casa VL per ricoprire rispettivamente i ruoli di ala piccola e playmaker.

Dominic Artis, (di cui abbiamo parlato nella nostra inchiesta sugli scandali sessuali) è una combo guard dalla grande fisicità ed altezza per il ruolo, dotato inoltre di grande atletismo. A Oregon ha giocato in posizione di guardia, perfezionandosi nel ruolo di play una volta trasferitosi a UTEP.

 

Lamond Murray Jr è stato invece una stella a Pepperdine ed è riconosciuto come un grande realizzatore, capace di vincere partite anche da solo. Non è americano, ma si è fatto le ossa in Ncaa anche il lituano Egidius Mockevicius, miglior rimbalzista di tutta la DI due anni fa: classico rim protector di 2.08, con Evansville ha realizzato 20 doppie doppie nella sua stagione da senior chiusa con il titolo di MVP della Missouri Valley Conference.

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I quattro moschettieri della Vanoli

Come Torino e Pesaro, anche Cremona ha attinto a mani basse dal college basketball. Oltre al già menzionato Aldridge, coach Meo Sacchetti potrà contare anche sul talento di Mathiang, Demps e Saunders.

Sudanese con passaporto australiano, Mangok Mathiang dovrà garantire punti e, soprattutto, rimbalzi come ha fatto, anche se solo in parte, a Louisville. Coach Rick Pitino sperava fosse il degno erede di Gorgui Dieng ma, nonostante sia cresciuto di stagione in stagione (fino ai 7.8 punti e 6 rimbalzi da senior), non è mai arrivato ai livelli del suo connazionale e l’Nba l’ha vista solo durante una Summer League. Troppo limitato in attacco, non così intimidatore in difesa, a Cremona dovrà dimostrare voglia e ambizione di meritarsi la serie A.

Wesley Saunders si è formato invece alla prestigiosa università di Harvard, con tre menzioni consecutive nel quintetto ideale della Ivy League. La sua performance da 26 punti, 5 assist, 4 rimbalzi e 2 recuperi nel torneo Ncaa contro North Carolina (che i Crimson hanno rischiato di vincere) lo ha messo sotto i riflettori nazionali e, dopo due stagioni in G-League, lo scorso anno è approdato in Europa nel campionato finlandese dove ha fatto registrare 15.4 punti, 7.5 rimbalzi e 2.6 assist in 37 gare di campionato.

 

Tre Demps, il primo straniero messo sotto contratto per questa stagione dalla Vanoli, è cresciuto alla Northwestern University, e arriva in Italia dal campionato belga dove ha disputato le ultime due stagioni.

Avellino e Trento, due lunghi da seguire

Matt Costello e Nikola Jovanovic sono due lunghi interessanti che giocheranno rispettivamente per la Sidigas Avellino e per la Dolomiti Energia Trento. Non è la prima volta per loro in Italia: nel 2015 entrambi sono stati infatti protagonisti del College Basketball Tour con le rispettive università americane, Michigan State e USC. Ora tornano nel nostro Paese in due squadre che vogliono puntare in alto.

Matt Costello è il classico pezzo di granito bianco, detentore del maggior numero di stoppate di Michigan State e con gli Spartans è arrivato nel 2015 alle Final Four. Dopo aver vinto la G-League con gli Austin Spurs, eccolo nel nostro campionato dove porterà tanto tanto lavoro in area, non necessariamente solo sporco.

 

Niente male anche la carriera collegiale di Nikola Jovanovic, giovane lungo serbo migliorato sempre nelle sue tre stagioni a USC, arrivando a viaggiare a 12.1 punti e 7 rimbalzi di media.  E’ un altro centro vecchia scuola dai movimenti piuttosto legnosi che fuori dall’area non sa bene che fare. Ha già vinto un titolo con la Stella Rossa e ci riproverà con l’Aquila.

Tornando ad Avellino, non possiamo non menzionare anche Keyfer Seykes, due volte player of the year dell’Horizon quando vestiva la maglia di Green Bay. Il play tuttofare si è già fatto notare nella sua prima stagione europea, chiusa come miglior marcatore della serie B turca con oltre 22 punti di media (52,2% da due punti e 43.2% da tre), ma non si limita a segnare, come dimostrano i suoi 3.7 rimbalzi e 4.8 assist.

 

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Da Cantù un ponte con il nord Europa

Dei tre americani della Red October Cantù, il più interessante è sicuramente Gerry Blakes, guardia mancina che nella passata stagione ha conquistato il campionato svedese con la maglia dei Norrköping Dolphins. In Svezia, più che i 16.1 punti a partita, ad impressionare sono stati soprattutto i 298 rimbalzi, sesto della lega nonostante sia una guardia che supera di poco il metro e 90. Uscito da Arizona State nel 2016, Blakes è un atleta versatile e con buon carisma: ama prendersi molte responsabilità in campo, non esitando a crearsi i tiri nei frangenti delicati di un match.

Dal nord Europa arriva anche Omar Calhoun, in forza nel massimo campionato finlandese. Il suo esordio europeo è stato da sogno: in 33 gare giocate ha collezionato 22.8 punti, 7.7 rimbalzi e 2.3 assist di media ad incontro, con un buon 39% da tre. Al termine della stagione, la guardia newyorkese formatasi a UConn ha fatto una vera e propria abbuffata di trofei, vincendo il titolo nazionale e venendo eletto sia MVP delle finali che MVP della stagione.

Omar Calhoun

Shaheed Davis è invece un’ala grande di 2.06 reduce da un’ottima stagione in Ucraina da 12.4 punti e 6 rimbalzi. Nonostante i centimetri, che gli consentono di farsi sentire nei pressi del ferro, Davis possiede una sorprendente agilità: aspettatevi giocate spettacolari sia in fase offensiva che in quella difensiva. E attenzione anche alla sua mano dall’arco.

 Punter, Peak e gli altri

Dopo una stagione deludente, la Virtus Bologna punterà su Kevin Punter, guardia che la scorsa stagione ha conquistato la Coppa di Grecia e la Champions League con la maglia dell’Aek Atene. In entrambe le gare di Final Four, la nuova guardia bolognese è risultata decisiva grazie ai suoi 16 punti contro Murcia e Monaco, ma che fosse un giocatore dalle grandi potenzialità lo era già chiaro ai tempi di Tennessee quando, nel suo senior year, ha fatto registrare 22.1 punti di media e 3.4 rimbalzi guadandosi la nomina nel secondo quintetto della SEC.

 

Rashawn Thomas sarà invece la punta di diamante del Banco di Sardegna Sassari. Nel suo anno da junior ha impressionato tutti con il suo bottino di 73 rimbalzi e nove doppie doppie. Nella sua carriera universitaria ha anche superato i 2.000 punti, primo atleta di Texas A&M University Corpus Christi a riuscirci. Lo scorso anno ha militato in G-League con la squadra affiliata degli Oklahoma State e le sue statistiche (13.5 punti, 6.8 rimbalzi, 2.6 assist e 1.5 rubate a partita) mostrano tutto il suo potenziale.

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La Flexx Pistoia potrà contare su un giocatore che a tutti gli effetti può essere definito un all-around: L.J. Peak ha infatti la capacità di gestire il pallone come una PG, ma fisico e caratteristiche di gioco lo rendono un esterno che può giocare in tutte le posizioni del backcourt. Arrivato a Georgetown come un recruit 5 stelle, ha subito fatto vedere di che pasta era fatto realizzando il record di punti per un freshman del suo ateneo e rifilando 31 punti ai futuri campioni Ncaa di Villanova. Aveva pensato di candidarsi al Draft già nel 2016, posticipandolo poi all’anno seguente. Dopo una stagione divisa tra G-League e campionato neozelandese ora avrà un ruolo di primo piano nel quintetto di Ramagli.

 

La neo promossa Alma Mater Trieste affiderà invece la sua manovra a Devondrick Walker, giocatore uscito dalla Division II della Ncaa ma che è riuscito a strappare un contratto in D-League e poi in G-League e ora è pronto per il debutto nel nostro campionato.

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Giù in A2

Chiudiamo la nostra rassegna con uno sguardo agli americani arrivati in A2 con un paio di colpi interessanti messi a segno da Agrigento e da Scafati.

La Fortitudo di coach Franco Ciani potrà contare sul play ex Princeton Amir Bell, di cui potete trovare qui il ritratto completo. Non è uno dei soliti esterni americani che ama monopolizzare il gioco, ma un play che preferisce distribuire palloni ai compagni (lo scorso anno 3.7 assist di media) e ha appena vinto il titolo di miglior difensore della Ivy League.

 

Alla Givova Scafati è arrivato invece Shaquille Goodwin, centro che ha già maturato una certa esperienza in ambito europeo. Formatosi a Memphis, Goodwin vanta un oro con la nazionale U18 e un invito al McDonald’s All American. Dopo essersi diviso tra Cipro e Germania nel 2016-2017, la scorsa stagione si è fatto notare il Grecia con la maglia dai Rethymno Cretan Kings guadagnandosi il secondo posto come miglior rimbalzista del campionato ellenico con una media di 7.5 rimbalzi a partita.

Dai Lobos di New Mexico ai Lupi della Virtus Cassino il passo è stato breve per Antino Jackson, giocatore di cui vi abbiamo già parlato. La point guard gioca ogni minuto come se avesse sempre qualcosa da dimostrare. Il motivo? I suoi detrattori hanno sempre pensato che non potesse mai farcela in un college di Division I. E invece, nella Mountain West si è distinto non solo per le sue doti difensive (è stato inserito nel miglior quintetto difensivo della conference), ma anche per la sua capacità nel tiro da tre e per la sua velocità a mangiarsi il campo in contropiede

La Dinamo Cagliari punterà invece su Justin Johnson. Giocatore assai duttile (può giocare sia da ala forte che da centro) vanta diversi record nella sua carriera: unico in tutta la storia di Western Kentucky, Johnson è andato a referto in tutte le 38 partite giocate; ha concluso poi la stagione 2017-2018 come unico giocatore della Ncaa in attività con 1700 punti e 1000 rimbalzi in totale e infine, la scorsa estate, si è allenato con la squadra di football del suo ateneo prima di ritornare dai suoi compagni in agosto.

Justin Johnson

I Knights di Legnano si sono assicurati invece Makinde London. Arrivato a Xavier come un recruit quattro-stelle, London è poi passato ai Chattanooga Mocs dove è diventato una stella a suon di prestazioni da oltre 20 punti. Si tratta di un centro atipico con grandi doti difensive e dallo spiccato atletismo alle quali si aggiunge anche una buon feeling con il tiro da tre.

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