Quote by I rookie americani in Italia ai raggi X

 

 

 

 

 

 

C’è stato un cambio di rotta per la stagione 2018-2019. Invece di puntare su rookie freschi freschi di college, quest’anno le squadre italiane di serie A hanno preferito fare affidamento su giocatori con alle spalle un’esperienza in Europa o in G-league. I numeri parlano chiaro: solo quattro atleti provengono direttamente dalla Ncaa, contro i 20 che hanno già militato in altre squadre prima dell’approdo nel nostro Paese.

Prima di scoprire i nuovi volti di questa stagione, diamo la consueta occhiata ai rookie di cui vi abbiamo parlato l’anno scorso. A parte Jaylen Bond (Pistoia), Dez Wells (Avellino) ed Erik Mika (da Pesaro a Brescia), tutti gli altri giocatori arrivati all’inizio della scorsa stagione hanno lasciato il nostro campionato. Zack Irvin ha abbandonato subito senza troppe cerimonie Pesaro per non ben precisati motivi e, dopo aver riservato lo stesso trattamento al club israeliano dell’Hapoel Eilat, ha giocato un po’ in G-League per poi approdare nella Repubblica Dominicana. Rimanendo in casa VL, Dallas Moore è volato a Tel Aviv per unirsi all’Hapoel e Israele è la meta anche di Anthony ‘Cat’ Barber che per motivi fisici, la scorsa stagione a Brindisi, non ha potuto esprimere il suo miglior basket. Come del resto non ci è riuscito Obinna Oleka, l’altro rookie della Happy Casa che ha lasciato la squadra a marzo. Stessa storia per Chane Behanan: l’ex campione di Louisville ha lasciato Trento a dicembre dopo essere stato tagliato. Da Torino e Scafati Quinton Stephens si è spostato in Spagna (La Coruña), mentre Markus Kennedy ha scelto di giocare in seconda divisione in Turchia dopo la stagione a Pistoia.

Vediamo invece chi è arrivato, magari dopo una esperienza nel campionato svedese o finlandese, entrambi gettonatissimi dai nostri rookie.