Quote by Indiana bussa al Torneo, Nevada in crisi

Chi sale

Power conference. Tre squadre ancora in corsa per vincere Acc, Big 12, Sec e Big Ten, due per la Big East. Non ci si annoierà di certo nella settimana conclusiva delle conference più importanti, con tanto equilibrio e diverse squadre ancora in corsa. E no, la Pac-12 quest’anno non è una power conference.

Indiana. Vittoria di 2 all’ultimo secondo contro Wisconsin, vittoria di 1 e sweep completato ai danni di Michigan State. Ecco a voi la squadra più bizzarra e imprevedibile della Big Ten che improvvisamente rialza la testa e chiede di trovarle un posticino alla Big Dance.

Grant Williams (Tennessee). Deve aver letto un po’ di articoli che parlavano di PJ Washington come sicuro SEC player of the year, e può darsi che sarà così. Ma nel rematch contro Kentucky, gli ha mangiato in testa a ripetizione chiarendo che non ha molta intenzione di lasciare facilmente il trono.

Antoine Davis (Detroit Mercy). Prendere il posto di Steph Curry fa sempre un po’ effetto, ma ora è lui il freshman ad avere realizzato più tiri da 3 in una stagione. Vi abbiamo raccontato la sua storia particolare, con la tripla numero 123 la stella dei Titans ne ha scritto un altro capitolo.

VCU. I tempi dell’havoc di Shaka Smart stanno tornando a Richmond e i Rams sono in testa all’Atlantic 10 grazie alle 16 palle perse provocate e al 27.7% concesso da 3, terzi nella nazione. Complimenti a coach Mike Rhoades che ha non solo Marcus Evans, ma una solida rotazione a 10 che mantiene sempre altissima la pressione difensiva.

Cal. Come interrompere una striscia di 23 sconfitte nella conference, comprese ovviamente le 13 giocate quest’anno in Pac12? Semplice, basta affrontare la prima della classe. Aver battuto Washington non basterà per dare un senso alla stagione dei Bears, ma almeno una soddisfazione a Berkeley se la sono tolta.

Harald Frey (Montana State). Due trentelli nel giro di tre giorni per lo Steph Curry norvegese, uno dei migliori europei di questa stagione: 30 punti contro Northern Arizona e poi 32 contro Southern Utah (career-high), mettendo insieme un 52.9% dal campo e un 15/16 ai liberi.

UCF. Squadra “on the bubble” in vista del Torneo. Che problema c’è, basta battere fuori casa la n. #8 del ranking e l’unica squadra che fino a quel momento aveva perso una sola partita, cioè Houston. Un passo da gigante in vista della March Madness.

Brevin Pritzl (Wisconsin). Nella vittoria contro Penn State il junior è stato in campo 25 minuti e ha segnato 17 punti con 5 tiri dal campo. Una macchina.

Jack White (Duke). Contro Miami si è finalmente sbloccato, segnando 3/3 dall’arco. L’ala di Duke, in teoria un tiratore, veniva da uno scintillante 0/26 dalla lunga distanza.

 

Chi scende

Nevada. Hanno perso il big match contro Utah State e anche il primato della Mountain West. Alzi la mano chi a inizio stagione pensava che questa potesse essere una conference anche solo minimamente combattuta. Colpa dei Wolfpack e del loro rendimento casual. E se anche Jordan Caroline tira 3/15, perdere è tutt’altro che impossibile.

Nevada – reprise. Lasciando perdere il campo, è ancora peggio quello che è successo FUORI dal campo. Insulti (non si capisce bene se da parte di tifosi o addirittura di qualcuno dello staff) volati contro alcuni giocatori dei Wolfpack e Caroline che ha dato di matto, tenuto dai compagni, fino a tirare un pugno contro un estintore (facendosi anche male, non si sa ancora bene quanto). Scene da non ripetere.

Vanderbilt. Un 2019 con un bel percorso netto, 17 sconfitte e manco lo straccio di una vittoria. E sì che fino all’inizio della conference i Commodores erano 9-3 ed erano considerati una delle mine vaganti della Sec. Peccato siano esplosi subito.

San Francisco. Doveva essere la migliore fra le squadre “umane” della West Coast ma ha perso le ultime tre partite e, con una ancora da giocare, è sicura di non poter andare oltre il quarto posto. Cosa è successo ai Dons che tanto avevamo ammirato a inizio stagione?

Tulane. Se la testa della AAC (Houston, Cincinnati, UCF) non sfigurerebbe in una high major conference, quel che troviamo ai suoi piani bassi fa rabbrividire. La squadra di New Orleans ha vinto solo quattro gare in stagione ed è ancora a secco nella conference. Una delle peggiori in tutta la D-I.

Lagerald Vick (Kansas). Che fine ha fatto? Ha lasciato la squadra per motivi personali e sempre più persone sostengono che non tornerà più. Da prospetto NBA a inizio anno si è trasformato in un mistero. In ogni caso senza di lui i Jayhawks sono 5-1.