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Suggs eroe clutch, Gonzaga va in finale

Jalen Suggs Gonzaga UCLA
Autore: Riccardo De Angelis
Data: 4 Apr, 2021

“Se Gonzaga dovesse mai ritrovarsi in finali punto a punto, c’è lui che non vede l’ora di mettere la stoccata decisiva. Grazie Jalen Suggs per non averci smentiti, ma soprattutto per aver scritto il finale perfetto di una partita che tutti ricorderanno per un bel po’ di tempo.

 

Dopo un Baylor-Houston che doveva essere equilibrato e che invece è finito in mattanza, non potevamo chiedere di meglio di una semifinale capace di ribaltare le aspettative in maniera opposta. Di più: una partita incredibile dall’inizio alla fine e che si può già definire storica senza incorrere nel rischio di esagerazioni da emozioni fresche.

Duke-Kentucky del 1992.

Villanova-North Carolina del 2016.

Gonzaga-UCLA del 2021. Ecco, ci sentiamo di dire che questa qui non ha granché da invidiare a pagine di March Madness assolutamente indelebili come quelle altre.

Zags e Bruins hanno dato vita a una gara pazzesca sul piano dell’esecuzione, della durezza mentale, dei guizzi di talento, dell’equilibrio costante e, dunque, delle emozioni. Ogni singolo ingrediente possibile per una ricetta da maestri. 93-90 il risultato finale dopo un overtime, con alte percentuali al tiro (58.7% per i primi, 57.6% per i secondi) messe insieme nonostante difese tutt’altro che arrendevoli.

Un applauso a UCLA, che da numero 11 del tabellone è stata capace di compiere una cavalcata fra le più belle di sempre e di mettere alle strette una squadra mai davvero messa in difficoltà prima di ieri (se non occasionalmente e a tratti).

Un manciata di long-two (con Tyger Campbell, 17 punti e 7 assist, subito in modalità faccia tosta), qualche conclusione difficile presa in isolamento o con la mano in faccia: tutti tiri regolarmente infilati a inizio primo tempo dai Bruins, giusto per dare un tono alla gara. Ma soprattutto c’è stata bravura vera nel muovere la difesa avversaria e grande puntualità nel punirla a ogni occasione possibile, sia con protagonisti attesi che a sorpresa (Cody Riley, 14 punti e 10 rimbalzi, autore di due jumper dalla media fondamentali per tenere la partita viva nel supplementare).

Johnny Juzang chiude il proprio marzo con una prestazione da antologia e una media finale di 22.8 punti al Torneo: 29 quelli messi a segno contro gli Zags (9/12 da due, 3/6 da tre, 2/4 ai liberi), risultando sostanzialmente inarrestabile con una sfilza di canestri di gran classe. Una spina nel fianco incredibile in arresto-e-tiro, in conclusioni contestate eppure realizzate in serie e in più modi.

La promessa è sbocciata e già ci sfreghiamo le mani pensando a quel che potrà combinare l’anno prossimo nella Pac-12. Sempre che la Nba non ce lo porti via prima, però.

Juzang è stato praticamente perfetto, così come UCLA tutta: il problema è che, contro Gonzaga, la perfezione può non bastare. E appunto non è bastata.

Gli Zags ci hanno abituato tutto l’anno a dei soliloqui sul piano tecnico, a tranquille e schiaccianti imposizioni dei propri temi. Stavolta la storia è stata molto diversa, eppure i ragazzi di Mark Few hanno fatto davvero del proprio meglio per non perdere il filo del discorso, martellando l’area avversaria come loro solito (56 dei loro 93 punti sono stati realizzati in area), con grande circolazione di palla (26 canestri assistiti su 37 a segno) e limitazione degli errori (10 perse, proprio come gli avversari). Sono cose che alla lunga pagano.

Una partita di grandi sforzi collettivi ma necessariamente in cerca di un eroe nel finale. Poteva essere Juzang, autore del 90 pari, e invece è stato Suggs (16 punti e 6 assist per lui alla fine): “Stuff like this is something you dream of as a kid and that you practice on your mini-hoop”, ha detto a fine match. E certo che c’è un po’ di fortuna, ma la clutchness non è acqua (mica vi sarete già scordati di quello che aveva fatto contro BYU?).

https://twitter.com/williamfleitch/status/1378547100867297292

Suggs si è conquistato un pezzo d’immortalità sportiva con quel buzzer beater di metà campo, ma togliamoci il cappello davanti a Joël Ayayi (22 punti con 9/12 al tiro e 2/3 ai liberi, assolutamente glaciale e gran protagonista del primo tempo) e Drew Timme. Per il lungo, un’altra partita monstre: 25 punti, 11/15 da due, assist stupendi nel secondo tempo e uno sfondamento cruciale rimediato a 1.1 secondi dalla fine dei tempi regolamentari. Mille e uno modi per essere decisivo.

 

Poteva andare in un modo o in un altro, ma fatto sta che in finale ci va una Gonzaga che, oltre a dominare, ha dimostrato di saper soffrire. E trova Baylor per una partita che aspettiamo tutti da mesi. E se di partite storiche ce ne regalasse due, questa March Madness?

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