Quote by #3 Texas Tech, mentalità vincente

18/03/2019

Non è da tanto tempo che Chris Beard allena in Division I ma una cosa l’hanno imparata tutti: mai scommettere contro di lui. Dopo una storica Elite Eight, Texas Tech era stata generalmente liquidata in preseason come squadra in ricostruzione e che non poteva pretendere molto da quest’annata. Invece a Lubbock si sono ritrovati per le mani una formazione capace di imporsi su Kansas e di mettere fine alla sua lunghissima striscia di titoli di regular season consecutivi nella Big 12.

Merito, appunto, di un manico di prim’ordine che si è rivelato eccellente su tutti i piani della gestione di un programma di D-I, dentro e fuori dal campo. La chimica del gruppo si è rivelata straordinariamente azzeccata e i Red Raiders hanno messo in piedi sin da inizio stagione una delle migliori difese della nazione – anzi, affidandoci a KenPom, proprio la migliore in assoluto. Nella prima metà dell’annata, invece, l’attacco non aveva incantato (e questo è un bel eufemismo che ci vogliamo permettere). Poi, nel mese di febbraio, certi meccanismi hanno cominciato a funzionare incidendo in maniera estremamente positiva sulla produzione offensiva. Insomma, Texas Tech è una squadra compatta, efficiente e che affronta le difficoltà a schiena dritta. Una squadra che può battere chiunque.

Davide Moretti e Jarrett Culver festeggiano il titolo di stagione regolare nella Big 12

Giocatore chiave

Atteso a dei passi in avanti rispetto a un’interessante stagione da freshman, Jarrett Culver ha fatto anche meglio del previsto, cioè dimostrando di essere un giocatore da scegliere in alto nella lottery di quest’anno. Non un leader ingombrante e nemmeno particolarmente “vocal”, bensì un ragazzo molto allenabile e determinato che si è scoperto factotum nel contesto di Texas Tech. Il prodotto locale di Lubbock guida infatti la squadra nelle tre voci statistiche principali: punti (18.5), rimbalzi (6.3) e assist (3.7). Guardia con un corpo da ala, Culver sa puntare il canestro con eleganza e prendersi jumper difficili dalla media e lunga distanza, oltre a essere un fattore in difesa. Il destino dei Red Raiders è innanzitutto nelle sue mani.

 

Prospetti

Culver è centrale ma, senza contorno, Texas Tech non sarebbe andata da nessuna parte. E qui entrano in gioco gli altri due elementi che completano il backcourt titolare, ovvero Davide Moretti e Matt Mooney.

Moretti (11.6 punti a partita) si è calato nel ruolo di titolare dando seguito ai miglioramenti difensivi intravisti durante la scorsa March Madness e ha dato una svolta all’attacco della squadra con un rendimento offensivo super efficiente, ai limiti dell’infallibile da febbraio in poi: 24/38 da tre (63.2%) nelle ultime otte gare e 38/39 ai liberi nelle ultime undici per un giocatore che viaggia rispettivamente col 47.8% e il 93.3% in stagione.

 

Fra i vari grad transfer che hanno animato il “mercato” della scorsa estate, Mooney è quello che ha avuto maggior successo nel passaggio a un contesto più competitivo. Guardia dal fisico tosto, l’ex South Dakota e un po’ il coltellino svizzero della situazione: i suoi punti non mancano quasi mai (10.9 in stagione) e la sua presenza difensiva è una garanzia.

Pronostico

Senza giri di parole: Texas Tech è da Final Four.