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Tony Carr, tra basket, famiglia e scout Nba

Autore: Manuel Follis
Data: 5 Dic, 2017

Dicono che Tony Carr sia uno dei segreti meglio custoditi della Ncaa. Nel corso della telecronaca del match tra Minnesota e Miami, il commentatore ed ex coach Fran Fraschilla ha detto che molti scout hanno messo nel mirino il ragazzo di Philadelphia. C’è da crederci, visto che dal suo anno da freshman Carr ha mostrato miglioramenti esponenziali.

Partiamo dal fisico, visto che nella sua prima stagione era 190 per 89 chili, mentre quest’anno la sua stazza è aumentata e ora è una point guard da 195 cm per quasi 92 chili, il che ovviamente in ottica professionismo (che si tratti di Nba o Europa) fa la differenza. La maggiore forza fisica, oltre il fatto di aver passato l’estate ad allenarsi, ha anche fatto decollare le sue percentuali dalla distanza. Quest’anno Carr gioca 2 minuti in più di media a partita, ma è passato da 13.2 a 20.6 punti per gara e soprattutto la sua percentuale dall’arco è passata dal 32% al mirabolante 59,4% attuale (con 4 tentativi di media a partita).

Insomma, sembra un altro giocatore, sia fisicamente sia tecnicamente. Ovvio che gli scout abbiano acceso un faro su di lui. Tutti i giornalisti che seguono i Nittany Lions danno per scontato che in primavera testerà le acque della Nba (anche se nessuno ancora crede che effettivamente possa lasciare il college). Lui, bravo ragazzo della Pennsylvania, è un tipo tutto famiglia e basket. “Tutto” nel senso che il resto proprio non esiste. Il rapporto con il suo nucleo familiare è serratissimo, si sente quasi tutti i giorni con i genitori e ha solo due tatuaggi, ma entrambi che richiamano i nonni: uno è il ritratto della nonna e uno l’acronimo DTBG che sta per “Dare To Be Great”, ovvero l’insegnamento cardine del nonno, a suo tempo star del basket alla Roman Catholic HS.

 

Oltre alla famiglia, il resto è pallacanestro, solo pallacanestro, nient’altro che pallacanestro. “Basketball is my life”, dice Carr, “I don’t’ really do much other than think about basketball and play basketball”. Il risultato è una point guard moderna, veloce, efficace sia dal palleggio sia sugli scarichi, che finora ha steccato solo il match contro Wisconsin risultando leader anche nelle sconfitte contro le più quotate Texas A&M e NC State, e che comunque continua a tirare con quasi il 60% da 3. I tifosi di Penn State per ora ringraziano e gli scout prendono nota.

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