Quote by Tyler Cook la bestia, Edwards troppo solo

Nessuna conference ha avuto nel suo complesso un’inizio di stagione così brillante come la Big Ten. Molte squadre in forma a partire da Michigan, ma anche Iowa e Wisconsin imbattute ed entrate nel ranking insieme alla corazzata Michigan State. Ecco cosa è successo in settimana.

Wisconsin on fire

Battute Stanford e Oklahoma entrambe di 20 punti, adesso si può proprio dire che si dovranno fare i conti con i Badgers sia nella Big Ten sia probabilmente al Torneo Ncaa. Ethan Happ sta vivendo la sua migliore stagione da passatore, non gioca mai con manie di protagonismo ( contro i Sooners il primo canestro dal campo è arrivato a fine primo tempo) e spesso innesca il tiro da 3 dei compagni. Dall’arco Wisconsin fa male (44.8% di squadra) e in particolare si capisce quanto sia mancato l’anno scorso D’Mitrik Trice, il sophomore che contro Oklahoma ha tirato 7/8 dall’arco, mettendo a segno il career high di 25 punti. La prova del 9 per la squadra allenata di Greg Gard sarà la prossima sfida contro Virginia, tra l’altro l’unica formazione delle Power Six a giocare un numero di possessi più basso per gara (63.1 contro 65.8). Possibile che finisca con punteggio da pallanuoto.

Bentornato Nick, benvenuto Marcus

Fino ad ora era stato difficile valutare Michigan State, che dopo l’onorevole sconfitta contro Kansas alla prima uscita stagionale aveva sempre vinto, ma contro formazioni non di primo livello. Invece, i 20 punti rifilati a UCLA, peraltro in una gara dominata fin dai primi minuti, hanno restituito l’immagine di una squadra profonda, completa e compatta. Coach Tom Izzo ha anche ritrovato Nick Ward, il centro titolare che aveva giocato malissimo contro i Jayhawks mentre è poi risultato sempre incisivo e decisivo in tutte le altre gare (21 pt di media in 22 min di utilizzo con 23/33 al tiro complessivo). Contro UCLA (quindi contro un avversario “vero”) ha fatto capolino (9 minuti) anche Marcus Bingham, alias the-next-Jaren-Jackson un 6-11 che gioca come una guardia e che ha mostrato sprazzi del suo potenziale.

 

Scusa Iowa, scusa noi…

Facciamo ammenda, mea culpa o quello che volete voi. A inizio stagione non abbiamo cagato Iowa manco di striscio e invece la squadra è davvero tosta (non a caso inserita alla #20 del ranking). Il junior Tyler Cook (che vi abbiamo già menzionato) sta disputando la sua migliore stagione in carriera, perennemente in modalità “energy on” va a rimbalzo come se dovesse anche disintegrare gli avversari e attacca il canestro con la furia di Attila. Il compagno di reparto, il 6-11 sophomore Luke Garza non è molto da meno quanto a grinta e in più ha la manina da 3 (45% in stagione). I due viaggiano a una media di 32 punti e 11 rimbalzi a gara e sono efficaci su entrambi i lati del campo. Notevole anche il contributo del freshman Connor McCaffery, il figlio del coach della squadra Fran McCaffery, che però (a differenza di Buddy Boeheim) sta conquistando sul campo minuti e credibilità.

 

“Se avessi una squadra che mi segue…”

Le facce di Carsen Edwards quando gioca sono uno spettacolo nello spettacolo. Il play di Purdue talvolta predica basket nel deserto e guarda i compagni come a dire “dai però…”. Nella sconfitta contro Virginia Tech, non la sua prestazione balistica migliore, si è spesso trovato ad affrontare gli Hokies da solo. Non che la cosa lo spaventi. Carrer high di 25 punti contro Appalachian State il 15 novembre, nuovo career high di 29 punti la sera successiva contro Davidson (dominio personale imbarazzante). I 26 punti segnati contro Virginia Tech (con 7 assist) si possono quindi derubricare a “normale amministrazione”. Ecco, se i compagni ogni tanto gli dessero una mano la squadra sarebbe da top della Ncaa e non solo da top della Big Ten.

 

In ordine sparso

Michigan resta una selle squadre più in forma del momento e conferma il dato dello scorso anno sull’impostazione difensiva, visto che al momento è la migliore squadra della nazione per Def Rating. Illinois ha messo insieme sfortuna, inesperienza e disabitudine a vincere, ma la morale è che è 1-4, anche se ha avuto un calendario tostissimo. A Indiana sembra manchi un centesimo per fare un euro: ha buttato via una partita che poteva vincere contro Arkansas e sembra spesso svagata e fuori fuoco, e ora il 27 novembre affronta Duke. Nebraska sembrava in forma, ma ha subito una pesante battuta d’arresto contro Texas Tech. Da qui la domanda: e forte la squadra di Davide Moretti o i Cornhuskers erano sopravvalutati?