Quote by Nick Ward cecchino, Naz Reid scomparso

Chi sale

Archie Miller (coach Indiana). La squadra fatica ancora a trovare una sua identità e adesso ha anche il problema dell’infortunio a Juwan Morgan, ma nel frattempo l’allenatore ha reclutato il miglior prospetto dello stato per il secondo anno di seguito (Trayce Jackson-Davis dopo Romeo Langford l’anno scorso)

Dan Hurley (coach Connecticut). Da un reclutamento all’altro, la UConn del futuro schiererà il centro Akok Akok (premio fantasia ai genitori), uno dei migliori lunghi della classe 2019. Oltre all’entusiasmo Hurley sta portando anche talenti.

Furman. I Paladins entrano nel ranking AP per la prima volta nella loro storia. Congratulazioni. Adesso la sfida sarà rimanerci il più a lungo possibile (segnatevi il nome di Matt Rafferty).

John Teske (Michigan). Era 1/10 da 3, un centro umano, convenzionale. Nell’ultima gara di Michigan contro Purdue il lungo dei Wolvernines ha tirato 2/2 dall’arco. Se è così, non è legale. Né lui né Michigan.

Grant Riller (Charleston). Su Youtube trovate un video di qualche mese fa dal titolo “Grat Riller è uno dei più sottovalutati giocatori della Ncaa?“. Vi rispondiamo noi: sì. PG fenomenale nello spezzare i raddoppi e andare al ferro, non si è ancora assestato sulle percentuali da 3 abituali (37% in carriera prima di quest’anno).

Nick Ward (Michigan State). Il giocatore Dr Jeckyll/Mr Hyde ha fatto scendere in campo la versione buona contro Iowa. Il suo 10/10 dal campo con 9 rimbalzi è stata una delle migliori prestazioni della stagione.

Duke. Non è una schiacciata di Zion Williamson ad aver fatto salire le quotazioni dei Blue Devils in settimana, ma questo post di Lebron James: “Love Coach K! The absolute BEST! Hope he’s still at the helm when my boy comes up”. ‘Bronny’ non ha ancora giocato un minuto di high school, ma è già considerato una delle stelle della classe 2023.

Ethan Happ. Lo ammettiamo, abbiamo un debole per lui. Ma la realtà, cioè il ranking, dice che Wisconsin continua a salire ed è ora alla #12. Ed è ovvio che senza i suoi 18+11 a partita questo non sarebbe mai successo.

Reid Travis. Altro lungo old school che si sta pian piano prendendo la sua squadra sulle spalle. Mentre il resto della giovane Kentucky dormiva, è stato decisivo con 22+12 contro UNC Greensboro per evitare una brutta figura in casa.

Tacko Fall. Chiudiamo ancora con un lungo, anzi, con il più lungo di tutti visto che a 229 cm ci arriva solo lui. E di certo l’altezza aiuta, ma non c’è solo quella quando si sfiora l’80% dal campo.

Chi scende

Alabama. I Crimson Tide non solo sono stati sconfitti da UCF, ma i tifosi della Florida (UCF è tra i pochissimi team imbattuti nel football) hanno sbeffeggiato Alabama sfidandola a un confronto anche con la palla ovale.

Barry Brown (Kansas State). Grande volume di gioco, ma poca mira e molta confusione. Il senior di K-State dovrebbe essere l’arma in più dei Wildcats mentre ha iniziato la stagione con le polveri bagnate (22.7% da 3, peggior dato in carriera).

Nassir Little (North Carolina). Facciamo finta di non aver visto la prestazione contro Michigan. Passiamo oltre.

Kamar Baldwin (Butler). La squadra dipende da lui e se lui non risponde, come contro Saint Louis, #ciaone. Sicuramente è stato osservato speciale della difesa, ma il suo 3/17 al tiro fa spavento.

Memphis. Una delle squadre più chiacchierate e attese sta faticando tantissimo a trovare un suo equilibrio e con 78.7 occupa la non invidiabile 301/a posizione nella classifica dei punti concessi a partita. Ma sia dato tempo a Penny Hardaway, e soprattutto gli sia data la classe 2019 con James Wiseman. Allora lo si potrà giudicare davvero.

Naz Reid (LSU). Naz, dove sei? Una sola partita in doppia cifra nelle ultime 5, 2/10 al tiro anche contro una squadraccia della SWAC come Grambling e la sensazione che debba maturare ancora molto per diventare un giocatore costante e affidabile.