Quote by Washington, Stanford, BYU: il West è vicino

Una punta altissimo, un’altra deve crescere molto e un’altra ancora dovrà come sempre sfidare Golia: Washington, Stanford e BYU hanno rappresentato un pizzico di Ovest in quest’estate italiana. Ecco come si sono comportate quando hanno fatto tappa a Roma.

Washington

vs Peak Warriors @ Centro Sportivo Tellene, 16 agosto

Washington, in pole position nella Pac-12 della stagione a venire, ha cominciato il proprio tour italiano con due vittorie facili facili a Roma contro una rappresentativa locale. Nella seconda gara, quella alla quale abbiamo assistito, il tutto si è risolto in un 91-46 che lascia poco spazio ai dubbi.

Rispetto alla scorsa annata, sono cambiati tanti volti presso gli Huskies e questo viaggio in Italia ha rappresentato un’opportunità ghiotta per coach Mike Hopkins per fare esperimenti (il difendere a uomo) e alternare line-up diverse. Mancava uno dei due freshmen-meraviglia (Jaden McDaniels) ma l’altro, Isaiah Stewart, non ha mancato d’impressionare. Visto dal vivo, Stewart è grosso. Ma davvero grosso. La parte alta del corpo è statuaria e, pur giocando col freno a mano tirato, la sua potenza fisica è risultata quasi sovrumana quando accostata ai malcapitati avversari delle minors nostrane: 24 punti, 16 rimbalzi e chissà quanti sbadigli (in senso figurato, per carità).

Isaiah Stewart

Sempre nel reparto lunghi – e sempre a proposito di matricole – coach Hopkins si è detto soddisfatto di quanto mostrato da Nate Roberts. L’ex assistente di Jim Boeheim ha infatti tirato fuori il suo nome quando gli abbiamo chiesto una possibile sorpresa: «Prende rimbalzi, sa dove posizionarsi, porta energia e tenacia: queste sono le cose che ti fanno vincere».

L’altro assente di lusso era Quade Green, transfer da Kentucky che sta cercando di ottenere un waiver per giocare da subito (in caso contrario, inizierà la stagione a metà dicembre). «Si è potuto allenare con noi e conosce il nostro sistema di gioco, avendo passato metà dello scorso anno con noi», ci ha detto Hopkins a fine gara. Preparare la stagione sapendo che la point guard titolare potrebbe essere assente per un po’ di tempo «è difficile ma spero che il ritmo della squadra sarà buono quando sarà pronto per giocare».

In assenza di Green, il freshman Marcus Tsohonis è uno degli esterni che si è messo maggiormente in luce, se non altro per l’alto grado di fiducia con la quale tiene il campo. Per lui potrebbe esserci qualche minuto da PG (anche se ci sembra una combo più tendente al “2”). Se parliamo di guardie, le indicazioni più confortanti sono arrivate da Nahziah Carter: il suo feeling con il canestro (18 punti nella seconda partita di Roma) sarà essenziale per un gruppo orfano dei maggiori protagonisti offensivi della scorsa annata.

Stanford

vs Roseto Sharks @ Arena Altero Felici, 21 agosto

L’impatto con l’Italia non è stato dei migliori per Stanford. Sul parquet, s’intende: i Cardinal sono stati infatti surclassati da Roseto con un tremendo 62-35 nel primo test del loro viaggio. In fin dei conti, c’era da aspettarselo: se il top della Pac-12 (Washington, Arizona e Oregon, forse anche Colorado) è in grado di produrre una stagione importante, il resto della conference – salvo enormi sorprese – non sembra offrire squadre da Torneo. Stanford non fa eccezione e il confronto con una squadra pro (per quanto giovane) era alquanto proibitivo in questo periodo dell’anno.

Stanford sul parquet della Stella Azzurra

Oscar da Silva, punto di riferimento della squadra, è atteso a un ulteriore salto di qualità dopo i diversi acuti della stagione passata. La gara sul campo della Stella non ne ha però offerto alcun presagio. Impalpabile l’ala tedesca, da una parte, e nei guai fino al collo tutto il reparto guardie, dall’altra: è bastato un pizzico di pressione difensiva per mandare in crisi il secondo, incapace di spunti offensivi validi per quasi tutto l’arco del match.

Fra le poche note positive – sempre parziali, badate bene – c’è Lukas Kišūnas. Il lituano ha vissuto la classica stagione da comparsa come freshman (solo 6 partite con minutaggio in doppia cifra) ma ora, con un reparto lunghi ridotto, è proiettato verso un posto da titolare. Alcuni bei lampi in apertura d’incontro hanno dimostrato quanto buoni siano il suo tempismo e la sua tecnica in post basso. Resta da verificare l’impatto difensivo con avversari di taglia e atletismo da high-major (ci sta che possa soffrire un po’) e inoltre farebbe bene a lavorare sulla tecnica di tiro, perlomeno su quella a cronometro fermo.

BYU

vs LCC International @ Arena Altero Felici, 20 agosto

Comoda vittoria (87-46) di BYU contro i pari età lituani. Come molte altre squadre nel corso di questo tour, anche i Cougars non si sono presentati al completo (assenti il transfer da Gonzaga Jesse Wade e il secondo violino TJ Haws). In quintetto, invece, coach Dave Rose ha schierato l’ex Arizona Alex Barcello (top scorer con 15 punti in appena 18 minuti) e la punta di diamante Yoeli Childs, prospetto Nba che salterà le prime nove gare della stagione per aver assunto un agente senza presentare i documenti appropriati.

BYU conta molto sul tiro da tre. Coach Rose ha dato luce verde a tutti ma la selezione di tiro dei suoi è ancora da sistemare (10 su 33 dall’arco). Childs è stato immarcabile e ha riempito ben bene il proprio tabellino (12 punti, 11 rimbalzi, 7 assist, 5 rubate in 25 minuti). Sotto canestro ha fatto tutto quello che ha voluto (ma ha anche sbagliato qualche tiro di troppo). I Cougars, per il momento, sembrano dipendere completamente dalle lune di Childs: il fatto che sarà fuori per nove partite rappresenta un bel problema. Si dovranno aggrappare al già citato Haws – fratello di Tyler, il miglior scorer della storia di BYU – sperando che sappia cosa significhi portare la squadra sulle proprie spalle.

 

(con Paolo Mutarelli)