Quote by Anthony Cowan Jr, la guida di Maryland

Se Maryland ha lottato fino alla fine per il titolo della regular season della Big Ten di sicuro gran parte del merito è del leader dei Terrapins, ovvero Anthony Cowan Jr. Il playmaker (1.83 metri per 82 kg) ha trascinato la squadra – certo, aiutato dal prospetto NBA, Jalen Smith – anche se non sono mancati passaggi a vuoto. Beniamino dell’Xfinity Center, nato e cresciuto a Bowie, a circa 15 km dalla sede dell’università, Cowan è un Terrapin sino al midollo.

“Penso che Anthony sia una delle migliori guardie del paese – ha detto di lui coach Mark Turgeon. È un giocatore fantastico e credo che con lui si possa vincere quest’anno”. Maryland ha conquistato l’ultimo titolo Ncaa nel 2002, e forse è un segno che in squadra ora ci sia un giocatore che sembra un predestinato. Il padre e lo zio hanno frequentato la sua stessa università, e addirittura la nonna ha insegnato a College Park. Per questo quando è nato, i Terrapin erano già nel suo DNA.

Sognava di giocare per l’ateneo da quando ha preso in mano il primo pallone da basket a sette anni. Ha sempre dimostrato di avere spiccate doti da leader in campo, e al liceo ha guidato St. John’s College alla vittoria del titolo della Washington Catholic Athletic Conference contro la blasonata DeMatha Catholic. Si è messo in luce anche nel circuito AAU dove ha giocato insieme al futuro compagno di squadra Melo Trimble con il team D.C. Thunder.

anthony cowan

Anthony Cowan Jr, quest’anno sta stabilendo diversi record

Nei quattro anni di militanza con i Terrapins ha avuto una crescita costante, che è andata al di là delle semplici cifre. Da freshman ha viaggiato a 10.3 punti e 3.7 assist. La stagione successiva ha avuto 15.8 punti, 5.1 assist e 4.4 rimbalzi di media, venendo inserito nel terzo quintetto e nella squadra difensiva della Big Ten. Lo scorso anno con 15.6 punti e 4.4 assist per partita è stato inserito nel secondo quintetto di conference e si era dichiarato per il draft Nba prima di fare marcia indietro per disputare l’anno da senior. Su questa decisione ha detto: “Come un bambino che è nato in fondo alla strada e che è sempre stato un tifoso di Maryland, voglio lasciare una mia eredità. Voglio essere il meglio che posso e credo di avere ancora tanto da dare”.

Una stagione da record

Quest’anno sta viaggiando a 16.2 punti, 4.6 assist e 3.6 rimbalzi, ma soprattutto ha ristabilito qualche record. Con 129 gare consecutive iniziate in quintetto è diventato il nuovo primatista dell’università, superando Keith Booth che nel periodo 1993-97 si è fermato a 126. È terzo per media minuti di utilizzo (33.7), ed ottavo tra i marcatori con 1.861 punti segnati in carriera. Secondo per triple realizzate (306), quinto per assist (569) e gli mancano solo 4 tiri liberi per balzare al primo posto in quest’altra classifica all-time.

Quest’anno ha anche riscritto due volte il suo precedente career-high da 27 punti, realizzato poco più di un anno fa (gennaio 2019 contro Minnesota). Lo scorso novembre ha segnato 30 punti nella vittoria per 76-69 contro Temple, che ha permesso alla squadra di vincere l’Orlando Invitational. Mentre il 31 gennaio ha guidato Maryland al successo contro Iowa grazie alla prestazione da 31 punti.

 

Più che uno scorer o un giocatore all-around, Anthony Cowan Jr si differenzia per la sua freddezza che lo fa essere clutch nei momenti decisivi di una gara. Come lo scorso 7 dicembre in occasione della vittoria contro Illinois per 59-58, quando realizzò la tripla del pareggio a 19 secondi dalla fine. Partita che poi ha chiuso lui stesso dalla lunetta dopo un recupero difensivo.

 

Nella vittoriosa trasferta contro Michigan State per 67-60 invece ha dato la spallata decisiva alla gara con tre canestri dall’arco consecutivi a poco più di 2 minuti dalla fine. Prestazione che tra l’altro gli ha permesso di aggiudicarsi il terzo riconoscimento di giocatore della settimana. Unico a riuscirci in questa stagione in Big Ten.

 

Il tallone d’Achille è la costanza, fattore che ha condizionato ovviamente anche la squadra. Ma quanto a skill, ha tutto per guidare Maryland al titolo Ncaa, soprattutto il killer instinct che nel corso della March Madness conta più di ogni altra cosa.