Quote by Auburn e Lsu, squadre sull’ottovolante

Kentucky continua a vincere contro squadre deboli, tenendosi lontana dai principali tornei della settimana, ed è quindi ancora presto per capire se i Wildcats stanno davvero crescendo. Impegni importanti, invece, per le altre big della conference, a partire da Tennessee che ha perso la finale del Nit contro Kansas.

Vediamo come sono andate.

Tigna e ignoranza

Nel college basket molto spesso le squadre riflettono il carattere dei loro coach e Auburn non fa assolutamente eccezione, anzi. Bruce Pearl è un personaggio vulcanico, energico, grintoso e anche sopra le righe, esattamente come il gioco della sua squadra. Che è tosta, tignosa ma a volte circense, con un uso esagerato delle conclusioni da tre (43.8% punti arrivano dall’arco, ottava nella nazione) che fa diventare ogni attacco una sorta di tiro al piccione. Contro Duke al Maui, per esempio, a furia di sparare a salve sono finiti sotto di 17 ma, siccome non mollano mai, sono rientrati in partita anche grazie a giocate come questa.

 

“Balance, balance”, chiede Pearl, ma in realtà è lui a pretendere che venga preso il tiro disponibile, e i suoi ragazzi eseguono. Solo che, essendo poco più che maggiorenni, ovviamente non sempre prendono un buon tiro. E così, anche all’interno della stessa partita, si vede una squadra a due facce.

Un torneo da dimenticare

Dopo 5 vittorie in fila, sono arrivate due sconfitte per LSU, che ha chiuso al quarto posto l’AdvoCare Invitational in Florida: discreta tutto sommato la partita persa (e un po’ buttata via) contro Florida State al supplementare, perchè i Seminoles hanno avuto una buona dose di fortuna e sono comunque la #15 del ranking. Più preoccupante quella contro Oklahoma State, squadra che quest’anno non è certo tra le migliori della Big12, anche perchè Naz Reid ha giocato ancora una volta malino, e il suo rendimento inizia a preoccupare: 28 i punti totali nelle ultime 4 partite per uno dei freshman più attesi della conference, 6/19 al tiro nelle due sconfitte.

 

Fuori uno e fuori due

C’è una qualche maledizione nella Sec che già l’anno scorso aveva perso il suo giocatore più atteso all’inizio della stagione, anche se Michael Porter, o meglio la sua versione sbiadita, era tornato in campo nelle ultime partite della stagione. Suo fratello Jontay si è distrutto i legamenti in uno scrimmage dell’off season a ottobre e ora un altro protagonista, non solo della conference, ha già chiuso la carriera con Vanderbilt: Darius Garland si è infortunato al ginocchio sinistro e coach Bryce Drew assieme al padre han deciso di non provare neanche a recuperarlo. Addio college e (probabilmente) addio speranze dei Commodores di andare al Torneo.

Un rimbalzista inatteso

Nicolas Claxton è cresciuto con la maglia di Dwayne Wade in camera, quindi è stato piuttosto felice di sapere che il suo nuovo coach a Georgia sarebbe stato proprio l’allenatore che ha reclutato Wade al college, per la precisione a Marquette. E Tom Crean sta ricambiando dando al suo sophomore posto in quintetto e grande libertà, anche perché Claxton ha più che raddoppiato le sue cifre ed è attualmente il miglior rimbalzista della conference con 9 di media. Ma il lungo, che dovrebbe mettere su un po’ di peso, sta dimostrando di saper fare anche altro.