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Caleb Houstan deve prendersi Michigan

Caleb Houstan Michigan UNLV
Autore: Stefano Fontana
Data: 23 Nov, 2021

Copertina: Caleb Houstan nell’incontro con UNLV (Photo by Marc-Grégor Campredon)

Non il migliore degli inizi per la Michigan di Juwan Howard: con un roster rinnovato, i Wolverines hanno perso due delle prime cinque partite e sembrano non aver ancora trovato la giusta quadra. Alle prove convincenti contro Buffalo, Prairie View A&M e UNLV si sono alternati gli scivoloni contro Seton Hall ed Arizona. Uno dei fattori determinanti per il futuro della loro stagione sarà sicuramente il rendimento di Caleb Houstan, freshman 5-star arrivato ad Ann Arbor con un carico importante di hype e la missione di aggiungere imprevedibilità e talento alla squadra, in supporto ad un cast di returning player di tutto rispetto, oltre ad un altro talento promettente come Moussa Diabaté.

In high school, con Montverde Academy, Houstan sembrava poter spostare l’equilibrio di una partita a suo piacimento: tecnicamente preciso, emotivamente dominante, con la giusta dose di talento e creatività per far scattare la scintilla nei momenti cruciali. In questo inizio di stagione è sembrato più altalenante e confusionario, ma attenzione a non giungere a conclusioni troppo affrettate.

Nonostante le pessime percentuali – 4/25 dal campo, 1/14 dall’arco complessivo nelle ultime tre uscite – il canadese rimane un tiratore valido (40% da tre nel suo ultimo anno di high school) con una meccanica fluida ed una straordinaria capacità di farsi trovare al posto giusto sulla linea del tiro da tre. Gli errori in questo inizio sono stati spesso vistosi, ma il problema sembra essere più di convinzione che strutturale. In ogni caso, stiamo parlando di un giocatore tridimensionale, che ha dimostrato di trovarsi a suo agio anche mettendo la palla a terra: sa leggere i movimenti del difensore e capire quando andare dentro per chiudere al ferro o riaprire verso un compagno (come si evince dalle clip qui sotto, estrapolate dalle sfide contro UNLV ed Arizona al Roman Main Event dello scorso fine settimana).

 

Insomma, sembra esserci tanto oro sotto la superficie, e le parole di Juwan Howard in pre-stagione sembrano confermare l’ipotesi che Houstan – riclassificato dal 2022 al 2021 – sia già da ora destinato a qualcosa di grande: “Caleb è molto più di un tiratore. Ha un bagaglio di caratteristiche completo, sa passare e giocare per i compagni, legge molto bene il gioco. Sa fare blocchi e sfruttare quelli degli altri, si posiziona bene ed ha la pazienza per aspettare la giusta ricezione. Sono stato impressionato dalla sua maturità, disponibilità, e dal suo QI cestitico. Sembra già essere qui da anni”.

Non a caso, è stato il secondo giocatore più utilizzato della squadra: 32.2 minuti di media, in questa classifica è dietro solo al super-senior Eli Brooks. Pur avendo messo in mostra solo sprazzi delle sue qualità, è indubbio che Houstan sia il talento più limpido tra le fila di UM: fargli accumulare tanti minuti in campo ha sicuramente anche l’obiettivo di trasmettergli fiducia e farlo sentire sempre più a suo agio all’interno dei ritmi del college basketball.

 

Houstan riesce a riempire le proprie partite di tante giocate che non per forza compaiono nel boxscore, ma che fanno felici gli allenatori. Le sue spaziature sono quasi sempre corrette, e nonostante i compagni non lo coinvolgano ancora appieno ha dimostrato di saper sfruttare la sua combinazione di fisico, mobilità e delicatezza del tocco per creare vantaggio contro la difesa schierata. Può agire bene da facilitatore di gioco e playmaker secondario, ed al contempo infilarsi nella lotta a rimbalzo anche contro avversari fisicamente più prestanti.

In difesa, al netto di qualche giro a vuoto, ha fatto vedere di poter essere molto fastidioso, grazie alla sua ottima mobilità riesce a cambiare su quasi tutti gli avversari e spesso a leggere in anticipo le possibili linee di passaggio. Una volta rubata la palla o sporcato un tiro (vedere clip sopra), sa correre in contropiede abbinando velocità e controllo, e quasi sempre l’unico modo per fermarlo è spedirlo in lunetta.

In diversi frangenti ha mostrato di avere ancora degli angoli da smussare: una gestione macchinosa dei momenti chiave delle partite, qualche possesso sprecato di troppo ed una chimica con i compagni ancora non ottimale. L’esempio lampante è nel video in basso, che racchiude diversi possessi gestiti in maniera non perfetta contro Seton Hall, quando il risultato era ancora in bilico.

La sensazione, però, è che possa crescere allo stesso ritmo di Michigan, esplodendo definitivamente una volta finito il periodo di rodaggio, suo e della squadra. Sicuramente, da entrambe le parti serviranno accortezze: Houstan potrebbe aumentare il suo rendimento toccando più palloni, soprattutto all’interno di giochi disegnati per lui che possano liberarlo in situazioni favorevoli per sfruttare le sue letture e generare punti per sé e per gli altri. Se Howard dovesse riuscire a cucirgli addosso uno scenario del genere, e lui a togliersi di dosso un po’ di ruggine sui jumper, i Wolverines potrebbero trovare il condottiero giusto per puntare al bersaglio grosso nella prossima primavera.

 

In prospettiva, infatti, Caleb Houstan ha il potenziale per essere il trascinatore di questa squadra. Una figura à la Jalen Suggs, per intenderci, capace lo scorso anno di portare una Gonzaga quasi perfetta alle finali del Torneo da imbattuta. Per un freshman, diventare leader di una squadra di college non è mai semplice, e spesso la ricetta giusta è un delicato mix di pazienza, talento, personalità e lavoro. Quello che si è visto per ora è un giocatore dal gran potenziale, che ha brillato, pur tra alti e bassi, in una squadra ancora in fase embrionale. Attenzione, però, perché Houstan sembra pronto da un momento all’altro ad alzare il numero dei giri.

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