Quote by 5 certezze a un mese dalla March Madness

Manca un mese esatto all’inizio della March Madness e siamo quindi nel periodo decisivo per stabilire con che seed le squadre entreranno nel tabellone del Torneo. Il Selection Committee ha svelato la prima lista di 16 squadre ma le cose possono ancora cambiare.

Per esempio, la Big East sembrava destinata a finire nelle mani di Seton Hall che però ha pensato bene di perderne due di fila e sia Villanova che Creighton possono ancora superarla. Nella Sec LSU, a lungo capolista imbattuta, ha perso 3 delle ultime 4 gare ed è stata scavalcata da Kentucky in attesa del big match che vedrà queste due squadre affrontarsi proprio questa settimana.

Che dire di Louisville, che pure in ACC sembrava la squadra più solida? Doppio upset contro Georgia Tech e Clemson, e Duke ringrazia mettendo la freccia.

Maryland ha infilato contro Michigan State l’ottava vittoria consecutiva, ma Penn State non molla e anche la Big Ten è ancora da decidere. Le certezze? Dayton e le prime 4 del ranking, con Kansas e Baylor pronte per il big match di sabato probabilmente decisivo per la Big12, mentre Gonzaga e San Diego State non hanno rivali nelle loro conference

 

Paradiso

Dayton – E adesso chi la ferma più? 12-0 nell’Atlantic 10 dopo aver battuto con grandissima autorità (81-67) la rivale più credibile nella conference, Rhode Island, ed essersi imposta poi sul campo di UMass. L’attacco dei Flyers continua a volare (#2 in Division I per ORtg) e lo stato di forma della squadra pare ottimo in vista di una volata finale di regular season che, in teoria, può celare delle insidie (trasferte sui campi di VCU e URI). Ma se Obi Toppin continua a furoreggiare (riuscirà mai a steccarne una?) semplicemente non ce n’è per nessuno.

 

San Diego State – A proposito di forze inarrestabili, che dire di questi Aztecs? 26-0 in stagione e l’ultima gara vinta è stata quella teoricamente più difficile che poteva proporre la Mountain West di quest’anno. Sul parquet della sorpresa Boise State però è andata a finire con un secco 72-55 in un match condotto ininterrottamente dal primo all’ultimo minuto. Squadra più forte della nazione? Forse non è solo una provocazione.

 

Purgatorio

Michigan State – Bravissima nel rialzare la testa su un campo ostico come quello di Illinois (ringraziando Xavier Tillman e il suo canestrone clutch). Decisamente meno brava contro Maryland – ora sempre più padrona della Big Ten – sparacchiando da tre senza trovare un argine credibile a un Anthony Cowan on fire nel finale. “We’re finding ways to lose instead of finding ways to win”, ha detto coach Tom Izzo, sintetizzando in maniera ottima le grosse difficoltà palesate dai suoi da inizio febbraio (quattro sconfitte in cinque gare).

 

Seton Hall – Non abbiamo fatto in tempo a incensarla che è incappata in due sconfitte di fila per la prima volta da due mesi a questa parte. Sconfitte dal margine ridotto (-5 con Creighton, -3 con Providence), in cui i meriti avversari non sono mancati, ma che devono far riflettere. Il contorno che affianca Myles Powell è cresciuto molto ma deve fare un ulteriore passo avanti. La testa della Big East (in solitaria) è ancora sua e il curriculum da March Madness è sempre ottimo: i passi falsi “spendibili” però ora sono finiti, se si vogliono raggiungere risultati di spessore.

Myles Powell Seton Hall

Solo 3/16 al tiro per Myles Powell con Creighton. SHU deve trovare il modo di girare quando il go-to guy s’inceppa.

Inferno

Illinois – Dalla vetta al centro classifica della Big Ten in uno schiocco di dita. Alla sconfitta casalinga in volata con Michigan State è seguita una più netta (-15) sul campo di Rutgers. Ora le “L” consecutive sono quattro, ma questa non è nemmeno la notizia peggiore, visto che con gli Spartans è arrivato l’infortunio di Ayo Dosunmu. Meno grave del previsto ma pur sempre infausto, perché in sua assenza l’attacco degli Illini è un’arma spuntata (31% al tiro contro gli Scarlet Knights). Se non ritorna in fretta, la stagione non potrà far altro che precipitare.

 

Texas – Gli anni passano ma i Longhorns sono sempre puntuali nel deludere le aspettative. In settimana hanno perso con Baylor (ci sta, ovvio) e con una mediocre Iowa State ora orfana di Tyrese Haliburton. C’erano degli assenti – su tutti, Jericho Sims – ma è dura trovare scusanti quando si becca un -29 sul muso da un avversario tutto sommato abbordabile. Shaka Smart è alla quinta (e ultima?) stagione lì e adesso, con un record 4-8, rischia di finire l’annata con un bilancio vinte-perse negativo nella Big 12 per la quarta volta di fila. E di saltare ancora una volta la March Madness.

Shaka Smart preferisce stare in piedi visto che la sua panchina scotta (o almeno dovrebbe)

 

Benvenuti al Circo

Esiste modo più mitico di quello di Herb Jones per portare a casa un upset?

Esiste modo più mitico, invece, di quello di Ole Miss per fallire un possibile upset?

Durante la gara con Creighton, Seton Hall ha regalato ai tifosi dei bobble head raffiguranti Bill Raftery. Il Santo Graal dei gadget.

 

Tre partite da non perdere

Martedì 18: Kentucky @ LSU (ore 3:00, ESPN)
Sabato 22: Kansas @ Baylor (ore 18:00, ESPN)
Sabato 22: Oregon @ Arizona (ore 3:00, ESPN)