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Duke e la potenza di Vernon Carey

Vernon Carey - Duke
Autore: Manuel Follis
Data: 9 Dic, 2019

In difesa Vernon Carey Jr, il centro titolare di Duke, è ancora tutto da costruire. Anche per quanto riguarda la sua futura transizione nel contesto Nba i dubbi sono più che leciti. Ma una volta chiariti questi due aspetti e rimanendo alla realtà del college basketball, siamo di fronte a un ragazzo che ha lo sport nel suo dna e a un giocatore d’area di straordinaria efficacia.

Emergere nel contesto di Duke non è mai facile e Carey ci ha messo un paio di partite prima di carburare. Il freshman più atteso della squadra era Wendell Moore, che invece al momento sembra quello più in difficoltà. In realtà, dopo le prime partite Cassius Stanley è quello che ha attirato più riflettori, grazie al suo mix fatto di atletismo ed energia.

Il perno della squadra dal punto di vista offensivo però, ormai è chiaro, è il ragazzo della Florida. Carey è 208 cm per 122 kg. Una montagna agile che prende posizione e ha mani educate per concludere al ferro. È primo in tutto il college per falli subiti e secondo per PER (player efficiency rating). Come detto, se riceve è quasi inarrestabile. E comunque al momento ha un confortante 4/6 dall’arco. Cioè: seleziona bene, prende la mira e kaboom.

 

Vernon è il miglior marcatore dei Blue Devils (18.5), è anche miglior rimbalzista (9.2) e stoppatore (2.2). A livello offensivo in ACC è l’unico giocatore (tra quelli che gestiscono un elevato numero di possessi) ad avere un OffRtg migliore di Jordan Nwora di Louisville: 118.5 vs 116.6.

 

Al momento Carey è una specie di killer silenzioso. E pensare che, anche a causa di qualche fallo ingenuo di troppo, sta in campo poco più di 23 minuti a partita. Tradotto, sui 40 minuti, il lungo sarebbe il quarto miglior marcatore della Ncaa.

  1. James Wiseman (34.2)
  2. James Powell (33)
  3. Markus Howard (33)
  4. Vernon Carey (31.1)

Nell’ultima gara di ACC si è vista la sua importanza dal punto di vista tattico per i Blue Devils. Virginia Tech, che schiera giocatori fisicamente più piccoli, ha puntato sul raddoppio sistematico di Carey, il quale dopo un primo momento di sbandamento ha saputo gestire la situazione chiudendo con 12 punti e 4/6 dal campo. Senza strafare, lasciando segnare i compagni (come si vede nel video). Nel match precedente contro Michigan State invece aveva fatto a pezzi la difesa degli Spartans con 26 punti, 11 rimbalzi e 3 stoppate. Inutile girarci intorno, per battere Duke quest’anno bisognerà arginare Carey.

 

Se invece ci si chiede cosa succederà in Nba, il discorso cambia. Il lungo dei Blue Devils infatti sembra essere di quelli “old school”. È molto potente, ma non è dotato di mobilità laterale eccezionale, non ha wingspan o istinti difensivi sopra la media, e nonostante il suo 66% da 3 non sembra nemmeno di quelli a loro agio oltre i 4 metri da canestro. Non a caso nel nostro super mock draft Carey compare alla 27. Con la sensazione che, nonostante si trovino comparison con Domantas Sabonis o Wendell Carter, il ragazzo ricordi più un altro ex Duke, ossia Jahlil Okafor. Va detto che, nonostante in Nba poi non abbia brillato, nel 2015 Okafor ha portato il titolo a Duke. 

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