Quote by Fra Hagans e Pritchard, PG da secondo giro

Entriamo nella metà alta del secondo giro del nostro Super Mock Draft e siamo in piena zona point guard: quattro dei cinque giocatori che vi raccontiamo qui (N’Doye, Pritchard, Riller, Hagans) coprono quel ruolo.

 

45. Abdoulaye N’Doye – PG/SG – Cholet

(PRO A) 10.1 PTS, 4.2 REB, 4.0 AST

Combo guard che ha sempre dato ottime suggestioni riguardo il suo potenziale, grazie a un fisico non comunissimo per qualcuno del suo ruolo (201 cm d’altezza e 218 di wingspan). Il francese ha mandato decisi segnali di crescita durante l’ultima stagione. La sua arma principale risiede in una difesa polivalente e d’impatto, più che abbastanza da farne un buon biglietto da visita fra i pro americani. Il suo bagaglio offensivo è di certo migliorato, ma forse non abbastanza da mettere d’accordo tutti. Ha fatto un buon lavoro nello sgrezzare aspetti in cui era dapprima molto carente (gestione del pallone, jumper dalla distanza, tiri liberi) ma la strada da percorrere in ottica NBA sembra proprio ancora lunga.

 

44. Payton Pritchard – PG – Oregon – Sr.

20.5 PTS, 4.3 REB, 5.5 AST

Per chi pone enfasi su doti fisico-atletiche ed età, quello del senior di Oregon non è un profilo che incanta in ottica Draft. Pritchard è però per certi versi un giocatore speciale e, nel peggiore dei casi, al piano di sopra può essere un affidabile comprimario che porta con sé alcune doti tipiche dei veterani universitari. Ball handling superiore, grande durezza mentale e clutchness comprovata ne hanno fatto uno dei migliori giocatori NCAA della stagione appena passata. Sì, fisico e atletismo sono da giocatore normale, ma al college ha dimostrato di essere un realizzatore sopraffino e con una varietà di soluzioni che gli permette di aggirare gli ostacoli sul piano della esplosività (basti pensare al modo intelligentissimo con cui sa attaccare il canestro, non a caso aveva un gran bel 60.1% nelle conclusioni al ferro). Meglio aspettare un attimo prima di sentenziare sulla sua traducibilità in NBA.

 

43. Grant Riller – PG – Charleston – Sr.

21.9 PTS, 5.1 REB, 3.9 AST

Anche le mid-major producono stelle (e non solo per accidenti del destino, come nel caso di Ja Morant). Cuore e anima dei Cougars, l’attacco della squadra poggiava tutto sulle sue spalle e Riller ha di certo fatto un lavoro eccellente nel segnare in quantità mantenendo livelli di efficienza notevoli per qualcuno calato in quelle vesti. Dal punto di vista realizzativo, il pacchetto con lui è davvero completo: il suo primo passo bruciante, unito ad agilità e capacità di leggere la difesa, ne fa un attaccante estremamente pericoloso sia dal pick and roll che in uno-contro-uno dal perimetro. Efficacissimo anche in campo aperto, nella Colonial nessuno gli teneva testa quando s’involava a canestro (70.4% di realizzazione al ferro, percentuale monstre per una guardia). Il suo 36.2% da tre è notevole se si tiene in conto il fatto che meno della metà dei suoi 4.2 tentativi di media erano tiri assistiti. Nella metà campo difensiva di certo non è altrettanto brillante, ma il suo talento offensivo basta e avanza per una chance concreta fra i pro.

 

42. Reggie Perry – PF/C – Mississippi State – So.

17.4 PTS, 10.1 REB, 1.2 BLK

L’unico lungo di questa zona del nostro mock draft, Perry si è imposto come rimbalzista top nella SEC (2° per DR% e 4° per OR% nella conference). L’eccezionale presenza sotto entrambi i tabelloni è la sua caratteristica più attraente in ottica Draft, sebbene non vadano tralasciati i suoi progressi nelle trame di gioco offensive (16.1 di Assist Rate) e la sua capacità – pur migliorabile – nel colpire da lontano (32.4% da tre ma con una seconda metà di stagione in crescendo) principalmente ma non esclusivamente coi piedi per terra. Problema: è un 4 o un 5? Ed è un bel problema, perché la taglia non è straimponente (è dato come un 2.08, ma probabilmente è una misurazione generosa) e il suo gioco in post basso, al netto della grande efficienza mostrata nella NCAA, non è dei più raffinati.

 

41. Ashton Hagans – PG – Kentucky – So.

11.5 PTS, 3.9 REB, 6.4 AST

Restiamo nella SEC ma tornando alle point guard con uno dei nomi noti della passata stagione. Sin dall’anno da freshman, Hagans si è distinto come uno dei difensori più ostici del panorama universitario nel suo ruolo, instancabile e capace di fermare chiunque quando in giornata. In attacco, si è distinto come playmaker affidabile e adatto alle esigenze di Kentucky ma, a dire il vero, con pochi guizzi degni di nota. Come realizzatore lascia a desiderare, aspetto che maggiormente penalizza la sua futuribilità. Benché capace di trovare soluzioni personali in situazioni di emergenza, il suo 25.8% da tre (su appena 2.1 tentativi di media) potrebbe addirittura indurre qualcuno ad aspettare la fine del secondo giro prima di chiamarlo.