Quote by Myles Powell è grande ma vince Michigan State

Il college basketball novembrino difficilmente può essere migliore di quello espresso ieri da Michigan State e da Seton Hall. Gli Spartans hanno portato a casa lo scontro in Top 25 (per 76-73) al termine di in un match incerto, lottatissimo, fatto di eroi (Cassius Winston, Myles Powell) e di errori (arbitrali).

Una gara strana, anche, considerandone il palco. “They play their games in Newark – which is a dump – in an arena that’s way too big for them”. Così parla impietosamente un allenatore (anonimo) a proposito di Seton Hall nella “Chain of Command” di Jeff Goodman. Newark è a un tiro di schioppo da New York e le affinità con la Grande Mela si fermano alle lettere in comune nei due nomi. Impoverita, desolante, con tanti angoli da città fantasma. Un posto di gente che lotta per arrivare alla fine del mese, non da riflettori. Tranne ieri, col Prudential Center che, per una volta, non è stato troppo grande per i Pirates.

Il colpo d’occhio offerto dal Prudential Center per la gara con Michigan State

Myles Powell è meglio di Pelé

37 punti segnati (6/13 da due, 6/14 da tre, 7/9 ai liberi) da uno che non doveva nemmeno giocare. Myles Powell, pur sconfitto, ha offerto una prestazione memorabile (anche per gli scout NBA). Dopo la distorsione subita nell’ultima gara, sembrava che non potesse farcela. Invece ieri le voci sul suo impiego hanno cominciato a rincorrersi, trovando conferma alla presentazione – da brividi – delle squadre davanti ai 14mila presenti.

In un’atmosfera vibrante, a inizio match ogni suo pallone toccato era accompagnato da un brusio particolare del pubblico, un rumore di eccitazione e di attesa. Lo amano, è il loro Maradona. Powell non poteva non esserci, non aveva mai giocato una partita di non-conference così attesa. Ha buttato in campo una cattiveria agonistica incredibile, espressa in ogni singolo gesto. In diversi momenti, sembrava davvero che non ci fosse canestro fuori portata per lui, fra incursioni in area a farsi beffe dei contatti e triple ad alto coefficiente di difficoltà.

 

Giocatore affamato come pochi e talentuoso come pochissimi, non gli è riuscita la zampata finale, con un tiro da tre sulla sirena che, se entrato, avrebbe portato le squadre all’overtime. Seton Hall ha sì da recriminare sulla gestione dei minuti conclusivi ma anche sui contatti a dir poco dubbi subiti ma non ravvisati dagli arbitri nelle battute finali del match. Fischi che avrebbero potuto portare a un epilogo diverso.

 

I Pirates escono comunque con la consapevolezza di poter stare in mezzo alle grandi. Powell è tantissimo, quasi tutto, ma c’è un contorno che fa legna e che può crescere ancora (per quanto il latitare di buon playmaking e le troppe perse rischiano di essere un limite troppo difficile da smussare). Romaro Gill ha creato un ombrello difensivo eccezionale in area (8 rimbalzi, 5 stoppate) e Myles Cale ha avuto delle belle fiammate in attacco nel secondo tempo (12 punti). Semi buoni da coltivare.

Cassius Winston, campione col cuore in pezzi

“I don’t know who could guard Powell. He just did an incredible job. He deserves every accolade he gets, but I’ll tell you what, Cassius Winston does too. It might not seem like it tonight, but to play with a broken heart he has, and to play with the mental part of the game that he’s been through, I think we saw two superstar guards tonight, but in different ways”.

Tom Izzo non poteva sintetizzare la serata in maniera migliore. Cassius Winston non ha giocato la sua miglior partita (21 punti ma solo con 6/17 dal campo). È stato però decisivo in volata con ogni giocata fatta nell’ultimo minuto abbondante, segnando una tripla in contropiede a poco più di un giro di lancette dalla fine e i liberi della staffa negli ultimi secondi. Fare quel che ha fatto, nel mezzo di un dramma personale enorme, dice anche più dell’uomo che del giocatore.

 

Ieri lui e i suoi compagni portavano il nome del fratello sulla maglia, Zachary “Smoothie”, scomparso pochi giorni fa. L’ovazione rivolta dal pubblico di Seton Hall a Cassius durante la presentazione delle squadre non è stata meno fragorosa e convinta di quella riservata a Powell. L’unico tributo possibile per un ragazzo esemplare dentro e fuori dal campo.

Per quanto riguarda la partita, gli Spartans non hanno giocato una gara impeccabile (14 perse e tanti liberi sbagliati) ma il canestro pesantissimo segnato nel finale dall’eccellente Malik Hall (17 punti in 19 minuti senza un errore dal campo) è stato proprio da Michigan State, con un’azione innescata da una boccia precisa di Winston dentro per Tillman che a sua volta premia la prontezza di Hall.

Visto il capitombolo casalingo di Kentucky con Evansville, la banda di Tom Izzo può puntare a riprendersi la #1 della AP Poll in breve tempo.