Quote by Midwest – Oregon State cinderella, Houston punisce Boeheim

28/03/2021

Oregon State si impone su Loyola Chicago sfruttando la serata no al tiro dei Ramblers e sarà la squadra con il seed più basso delle Elite 8, mentre Houston gioca una partita d’autorità non facendosi intimidire dalla zona di Syracuse. Ecco come è andata nel Midwest Regional

#12 Oregon State – #8 Loyola Chicago 65-58
#2 Houston – #11 Syracuse 62-46

Cristo si è fermato a Corvallis

Le preghiere di Sister Jean, la tifosa numero uno dei Ramblers, si sono evidentemente concentrate troppo sulla partita contro la favoritissima Illinois e per la gara contro Oregon State erano esaurite. Qualche tifoso si sarà spiegato così la sequela di “clang” collezionata dall’attacco di Loyola. Se servisse descrivere la partita con una sola riga o una sola cifra, il 5/23 dall’arco dei Ramblers sarebbe sufficiente.

Un paradosso. L’attacco come al solito ha spesso (non sempre) eseguito bene, ha trovato tiri aperti o penetrazioni potenzialmente mortifere ma poi ha sbagliato tutto. L’analisi l’ha fatta il coach di Loyola Porter Moser: “Abbiamo giocato come volevamo, solo che non siamo riusciti a fare canestro. A un certo punto eravamo 1/13 da tre, e all’inizio abbiamo sbagliato anche layup comodi. Se solo qualcuno di quei tiri fosse entrato, la partita sarebbe probabilmente stata diversa“.

 

Spiegazione un filo semplicistica ma valida. In realtà ovviamente c’è stato molto altro. Intanto la zona dei Beavers, che sono corsi ai ripari dopo l’inizio fulmineo dei Ramblers (9-3 dopo 10 minuti). Quella zona, evidentemente preparata nel piano partita, ha tolto punti di riferimento al centro Cameron Krutwig (comunque 14+10 per lui) e ha preservato dai falli il miglior giocatore Ethan Thompson. Una zona non impenetrabile, che ha lasciato anche spazi a Loyola, ma ha comunque messo sabbia negli ingranaggi degli avversari.

E così Oregon State ha iniziato a macinare, poi è passata in vantaggio nel punteggio e a quel punto ci ha creduto davvero e ogni volta che è servito ha trovato canestri importanti,  spesso da Thompson, 22 punti con 8/8 ai liberi (25/26 al Torneo) ma anche da altri, come Jarod Lucas che ha segnato la tripla che ha ammazzato la partita. Loyola ha il merito di averci provato fino alla fine. A 50 secondi dal termine ha recuperato un pallone che si è trasformato in una tripla di Braden Norris. Fiato sospeso… ma anche quella è finita sul ferro, dando la sconfortante impressione di quelle “serate no” in cui non funziona niente.

 

Il futuro di Loyola ora ruota attorno a tre nomi. Quello di Porter Moser che molte squadre vorrebbero in panchina, a partire da Indiana, ma che per ora si dedicherà a “digerire la sconfitta poi ci penserò” e quello di Lucas Williamson (grande assente contro Oregon State con 3/11 dal campo e 4 perse) e di Krutwig che potrebbero restare sfruttando l’anno extra da “super senior”. Il futuro dei Beavers invece si chiama Houston, ormai a un passo dalla Final Four. L’unica cinderella rimasta ora si chiama Oregon State.

Houston, abbiamo risolto un problema

Il problema da risolvere era la zona degli Orange. Compito eseguito. A volte si tratta di sensazioni, non di cifre al tabellino. L’attacco dei Cougars, al di là di quello che ha detto il punteggio nel corso della partita, non ha mai subìto la difesa di Syracuse. Nessuno dei giocatori in campo ha mai dato l’impressione di avere paura di sbagliare, né sotto canestro né dall’arco. Houston così è andata sopra nel punteggio fin da subito e non si è mai voltata indietro, facendo subire per una volta agli Orange la pressione del dover recuperare.

Certo, funziona meglio se hai Dejon Jarreau in campo, altro giocatore il cui tabellino recita 9 punti con 3/5 da 2 e 0/3 da tre, ma che è stato clamorosamente il miglior giocatore in campo. Intanto ha aiutato la sua squadra con 8 rimbalzi, 8 assist, 1 stoppata e 1 recuperata, ma soprattutto ha messo la museruola a Buddy Boeheim che sembrava non dover sbagliare mai, costringendolo a una prestazione da 2/4 da 2 e 1/9 da 3 dargli respiro, senza permettergli di avere mai un tiro comodo e riportandolo bruscamente sulla terra. Partita immensa, ingiudicabile dalle cifre.

 

Paradossalmente per Syracuse è riuscito a costruirsi più tiri Joseph Girard, ma nemmeno troppi. E come avevamo detto in preview, fermati loro si fermano gli Orange. E così è stato. Per il resto, solito grande contributo corale di Houston in cui davvero tutti hanno portato un loro mattoncino. Tra i tanti, Quentin Grimes con le triple (4/12 e 14 punti) e Justin Gorham sotto canestro (4/6, 13 punti e 10 rimbalzi). Coach Kelvin Sampson con questa vittoria cancella definitivamente gli scandali dell’Indiana e torna alle Elite 8 vendicandosi di quella Syracuse che nel 2003 ha negato alla sua Oklahoma la seconda F4 consecutiva.

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